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In pensione, il prof. Picarelli si racconta in un seminario

"L'insegnamento è stata la cosa più bella della mia vita"

 News pubblicata il 30/01/2020
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Vita e docenza si intrecciano: il prof. Luciano Picarelli, docente ordinario di Fondamenti di Geotecnica e di Meccanica delle Terre alla Vanvitelli, saluta amici, colleghi e studenti con il seminario “I nostri ultimi 45 anni”, venerdì 31 gennaio presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria.  “L’insegnamento è stata la cosa più bella della mia vita – esordisce il docente – Sono in pensione dallo scorso novembre, ma non ho mai lasciato l’università”. 
Laurea in Ingegneria Civile alla Federico II nel 1974, “la passione per la docenza è maturata nel tempo. Al liceo sono stato un bravo studente, poi ho scelto Ingegneria, ma senza una particolare predilezione, andando un po’ per esclusione. Intanto è cresciuto l’interesse per lo studio e per la ricerca e, cinque anni dopo la laurea, sono entrato all’Istituto di Tecnica delle Fondazioni e Costruzioni in Terra della Federico II come assistente”. La carriera prosegue: professore associato alla Federico II, poi ordinario alla Vanvitelli (allora Seconda Università di Napoli) nel 1993. “I momenti migliori della mia carriera? Sicuramente ogni passo avanti che ho compiuto. Ma anche l’aver frequentato il contesto internazionale, aver ricevuto dei riconoscimenti come ad esempio in Cina, cinque anni fa, con una medaglia che viene consegnata solo ai massimi esperti del mio settore”. 
Che professore è stato Luciano Picarelli? “Questo bisognerebbe chiederlo ai miei studenti – scherza – Io sono una persona seria, preparo le lezioni con molta attenzione. Con i miei studenti ho sempre cercato di stabilire un rapporto amichevole. In sede d’esame sono severo, ma lo sono innanzitutto con me stesso. Sono uno che boccia sì, ma mai ingiustamente, e questo gli studenti me lo riconoscono. Alcuni dei miei allievi oggi sono a loro volta docenti, hanno posizioni internazionali e di notorietà. Direi... sono severo, ma giusto”. 
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Com’è cambiata l’università nei ‘nostri ultimi 45 anni?’. “È cambiata molto. In passato i professori erano più artigiani, si organizzavano per conto loro e non c’erano molti finanziamenti. L’università era più baronale e contava molto il docente mentore. Oggi è tutto più burocratizzato, ci sono più regole e il risultato è un ingrigimento della situazione”. Facciamo un esempio: “Il sistema di valutazione della qualità della produzione scientifica che si basa su criteri di...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 24 gennaio (n. 1/2020)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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