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A lezione di Lingua Romena con il prof. Rotiroti

"Studiare lingue minori è un grande orgoglio, fa sapere cose che nessun altro immagina"

 News pubblicata il 23/10/2019
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Perché è importante studiare il romeno? “Perché batte tutti”, risponde il prof. Giovanni Raimondo Rotiroti, titolare della cattedra di romenistica e docente da dieci anni a L’Orientale. È, infatti, la lingua straniera più parlata in Italia, dove ci sono “un milione e cinquecentomila abitanti romeni”. Ottimi i motivi per sceglierla come lingua curriculare. Innanzitutto, per una questione di richiamo alle origini. “I figli di immigrati, le seconde generazioni, desiderano imparare la lingua dei nonni che molto spesso si trovano ad ascoltare senza sapere né parlare né scrivere”. Sulle lingue cosiddette ‘altre’, per via di una minore concorrenza sul mercato, subentra un dato certo: “tutti i miei studenti oggi lavorano”. Insegnato in poche altre città italiane (Torino, Padova, Pisa e Roma), il romeno che si studia a L’Orientale prevede una maggiore specializzazione sul lavoro, perché “il mio interesse è che lo studente impari a tradurre per presentarsi alle case editrici, immediatamente dopo la laurea, con un curriculum fitto di esperienze”. Se è vero che altrove le cattedre delle lingue minori subiscano ingenti tagli, “ritenendo che siano nel bilancio complessivo settori improduttivi, a L’Orientale queste rare peculiarità si trasformano in ricchezza”. Dal momento che gli studi di romenistica non sono molto diffusi nel mondo, questa cattedra – la cui fondazione risale all’epoca del fascismo – è un piccolo gioiello. “Ci sono ragazzi che vengono dalla Francia o dalla Svizzera per studiare da noi”, perché qui si ha la fortuna di seguire un percorso continuativo di cinque anni (Triennale e Magistrale). Inoltre, dal 2012 “i corsi di Lingua e Letteratura sono organizzati come un laboratorio di traduzione. In aula lavoriamo su testi inediti: il mestiere di traduttore si impara facendolo, e non con il solo apprendimento della grammatica”. Grazie a questo imprinting, gli aspiranti romenisti hanno l’occasione di “pubblicare le proprie traduzioni su una rivista on-line di divulgazione delle opere di autori contemporanei, ‘Nuovi Orizzonti Culturali Italo-Romeni’, con cui abbiamo stretto una convenzione”. Lungi dagli stereotipi sulla Romania e i suoi abitanti...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 23 ottobre (n. 15-16/2019)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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