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Agraria e Veterinaria. Uomo, animale e ambiente: l'approccio One Health

 News pubblicata il 28/12/2021
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Quando si parla di salute oggi, sempre più spesso, si ricorre alla definizione di “One Health”, concetto basato sull’integrazione di discipline diverse e, in particolare, sul riconoscimento dell’osmosi che lega la salute dell’uomo a quella degli animali e dell’intero ecosistema. Ed è infatti un tema ricorrente soprattutto nell’orientamento condotto dai docenti di Medicina Veterinaria e Tecnologia delle Produzioni Animali e di Scienze Agrarie. “Il medico veterinario non si occupa solo di cani e gatti, cavalli o bovini – precisa la prof.ssa Manuela Martano (Federico II) – Questa figura ha un raggio di azione estremamente ampio che va dalla cura dell’animale al controllo della salubrità dei nostri alimenti, dalla difesa dell’equilibrio biologico e faunistico alla prevenzione delle malattie zoonotiche”. Altro mito che la docente vuole sfatare è che l’amore per gli animali debba portare necessariamente a questo tipo di studi: “Sicuramente è una buona base di partenza, ma non può essere la sola ragione. Il veterinario è un medico e come tale deve comportarsi”. “Volete fare i medici o lavorare con gli animali?”, domanda invece il prof. Pietro Lombardi (Federico II). Nel caso in cui la risposta sia la seconda, “allora scegliete Tecnologie delle Produzioni Animali, Corso Triennale che, con Medicina Veterinaria, ha moltissimo in comune, soprattutto l’attività pratica sul campo insieme ai docenti”. Tanti studenti, commenta, “si iscrivono qui non avendo superato il test d’accesso per Veterinaria, ma poi si appassionano e completano gli studi. L’obiettivo di questo Corso è insegnare come si cura e si gestisce l’animale, per garantire il suo benessere e, di conseguenza, quello dell’uomo”. Tre, invece, sono le parole chiave di chi opera nel campo dell’Agraria. “Non a caso, cominciano tutte con la A: agricoltura, alimenti, ambiente”, chiarisce la prof.ssa Nicoletta Antonella Miele (Federico II). Come cappello alla sua presentazione dei Corsi di Laurea Triennale erogati dal Dipartimento omonimo – Scienze Agrarie, Forestali e Ambientali, Scienze Gastronomiche Mediterranee, Tecnologie Alimentari, Viticoltura ed Enologia – si allaccia ai famosi obiettivi dell’Agenda 2030: “Ci riguardano un po’ tutti, ma in particolare cito la lotta ai cambiamenti climatici, alla fame e alla povertà e la riduzione degli sprechi. Capite bene che i nostri percorsi formativi intendono risolvere problematiche concrete e attualissime”. Le tre A hanno chiaramente un legame profondo con il territorio. Lo sottolinea la prof.ssa Petronia Carillo (Vanvitelli) a proposito di Scienze Agrarie e Forestali, Triennale inter-Ateneo con l’Università Federico II. Sede del Corso è Caserta: “Il settore agroalimentare e forestale è uno dei pochissimi a non aver scontato un grave arresto durante la pandemia – premette – Nella sola provincia di Caserta ci sono settantasettemila aziende; l’80%, però, è a manodopera familiare”. Ecco l’importanza di avere “un tecnico agronomo e forestale, moderno e dinamico, che sappia conciliare le attività tradizionali con le nuove tecniche e tecnologie, sempre in un’ottica di sviluppo sostenibile".
 
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