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"Armonizzare l'offerta didattica"

 News pubblicata il 08/04/2016
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Da circa tre mesi, “siamo impegnati soprattutto nella definizione dell’offerta didattica per il prossimo anno accademico, poiché il MIUR ha indicato delle scadenze molto precise in proposito”, afferma il prof. Giampiero Moretti, docente di Estetica nonché di Letterature Comparate, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali. Allo scopo di rispondere in maniera tempestiva a questi impegni “è risultato essenziale il contributo fattivo dei quattro Coordinatori dei Corsi di Studio e dei colleghi che si sono prodigati moltissimo in tal senso”. Vale a dire i professori Silvana De Maio, Rosario Sommella, Giuseppe Moricola, Fabio Amato e Michele Gallo. Negli ultimi Consigli di Dipartimento, il problema essenziale di cui si è discusso è la “necessità di armonizzare l’offerta didattica contemperando in maniera intelligente e razionale il numero progressivamente ristrettosi di docenti con il numero degli studenti iscritti”. Nei prossimi mesi, il Dipartimento si propone di realizzare “la razionalizzazione e il miglioramento dell’offerta didattica, e il suo arricchimento attraverso iniziative scientifiche”. È in programma già per questa primavera “un’interessante serie di iniziative culturali volte a rafforzare la preparazione degli studenti nei singoli comparti di studio”. In particolare, una novità in cantiere per l’autunno è “un seminario dedicato al concetto di ‘Atmosfera’, che dovrebbe coinvolgere dal punto di vista teorico i nostri tanti settori disciplinari”. Estrema laboriosità e intraprendenza animano il Dipartimento benché sia all’ordine del giorno il tema del depauperamento e della decurtazione delle risorse finanziarie destinate alle Università in Italia. “Da un lato, i governi che si sono succeduti da circa vent’anni a questa parte hanno mirato a tagliare indiscriminatamente le risorse utilizzate dalle Università per sostenere la propria offerta”, commenta il filosofo. Che continua: “dall’altro, sono da pochissimo percepibili alcuni segnali che sembrano andare in una direzione finalmente diversa. Ciò che è cambiato, e probabilmente in maniera definitiva, è però la ‘filosofia’ sottesa all’erogazione di risorse: le Università sono chiamate a dimostrare di saper utilizzare le risorse erogate in ciò che le caratterizza e le può far eccellere”.


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