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UNIVERSITÀ DEL SANNIO

A metà luglio alle urne per il Rettore

Filippo De Rossi e (forse) Domenico Villacci si candidano alla successione di Bencardino

 News pubblicata il 14/06/2013
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All’Università del Sannio, procedono le elezioni dei nuovi organi, seppur con un certo ritardo nella tabella di marcia. “Abbiamo eletto Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, e, solo all’inizio di giugno, abbiamo costituito gli organi. Spetta, adesso, al decano fissare la data di presentazione delle candidature per le elezioni del nuovo Rettore, che, probabilmente, saranno programmate per la metà di luglio”, afferma il Rettore uscente prof. Filippo Bencardino, 65 anni, ordinario di Geografia economico-politica, alla guida del CUR (Comitato di Coordinamento Regionale delle Università campane). Durante i suoi due mandati, è stato fatto molto. “Abbiamo attuato le riforme, realizzato un piano per l’edilizia che ha portato all’acquisto dell’edificio per l’ex Facoltà di Scienze e all’adeguamento funzionale delle nostre sedi – conclude – Ora siamo in un periodo difficile e di eccessiva burocrazia, che non ci permette di fare programmazione”. 
Al momento, i probabili candidati che animeranno la competizione elettorale sono i professori Filippo De Rossi e Domenico Villacci.
Il prof. De Rossi, 58 anni, napoletano, Preside della ex Facoltà di Ingegneria per due mandati (dal 2006) e ordinario di Fisica Tecnica-Ambientale, è stato Presidente dell’Adisu (Azienda per il Diritto allo Studio Universitario) dal 2000 al 2006. “Siamo in una situazione di continua evoluzione, per cui è necessario procedere con l’adeguamento della struttura organizzativa: è vero che gli organi sono stati istituiti, ma, non essendoci più le Facoltà, dobbiamo attivare un collegamento funzionale tra Corsi di Laurea e Dipartimenti – dice De Rossi – Va fatta una rivisitazione significativa e decisa dell’Ateneo, allo scopo di trovare soluzioni efficaci alla luce della nuova organizzazione”. Tra le esigenze primarie, c’è quella di “ridisegnare l’attività di ricerca, potenziando le funzioni proprie dei Dipartimenti, che, al momento, non sono altro che la somma algebrica delle ex Facoltà e dei vecchi Dipartimenti, in quanto il grosso della ricerca risponde ancora alle funzionalità centrali”. Relativamente, poi, alla didattica, secondo De Rossi, “allo stato attuale, la legge Gelmini rischia di provocare confusione soprattutto tra i diplomati, ai quali dovremo far capire che devono immatricolarsi presso un Corso di Laurea che afferisce ad un Dipartimento e non più ad una Facoltà. A mio avviso, questo elemento, insieme anche ad un aumento delle tasse che andrà rivisto, non è solo un elemento di disorientamento ma anche uno dei motivi che suscita scetticismo da parte dei giovani nei confronti del mondo accademico”. Durante il percorso di studio, diversi sono gli ostacoli che ne pregiudicano la durata. “Nonostante i nostri studenti siano molto seguiti, abbiamo diversi fuoricorso. Per cui, secondo la mia esperienza, va creata un minimo di particolarizzazione per le diverse fasce, perché non tutti sono uguali, con interventi mirati in corso d’opera, per esempio tutorati, per uniformare le competenze dei neo-laureati. A tale scopo, vanno estesi il più possibile i corsi di recupero per accompagnare gli studenti sul piano formativo ed organizzativo”. 
Domenico Villacci, 55 anni, ordinario di Sistemi elettrici per l’energia, aveva già presentato la propria candidatura alle elezioni del 2009, riscuotendo il 26 per cento delle preferenze. È tra i probabili candidati anche questa volta, ma, prima dell’indizione delle elezioni, preferisce non rilasciare dichiarazioni. “Amo l’Università più di me stesso, quindi, in caso di elezione, il mio lavoro sarà a tutto campo”, afferma.


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