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Miglioramento della comunicazione e recupero dell'identità: le prime criticità affrontate

Ad Economia incontro con Giulierini, Direttore del Museo Archeologico

 News pubblicata il 06/05/2016
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I seminari per gli studenti di Management e Controllo delle imprese culturali del Dipartimento di Economia sono essenzialmente un supporto alla formazione accademica di coloro che un giorno avranno l’onore e l’onere di gestirne una. A sottolinearlo è il prof. Ludovico Solima che ha invitato i suoi allievi della Magistrale ad ascoltare chi ha oggi la (s)ventura di farlo. In cattedra il nuovo Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), Paolo Giulierini, l’archeologo toscano specializzato in etruscologia che il 21 aprile ha incontrato i ragazzi nell’Aula Magna dell’ex Caserma Ettore Fieramosca di Capua. “Continua così l’interfaccia tra chi desidera in futuro approcciarsi alla gestione del bene culturale e chi oggi già ne ha esperienza – spiega Solima – proprio per veicolarne la complessità del ruolo e della missione, con le sue scelte e le sue inevitabili conseguenze”. Chi è chiamato a gestire un sito culturale, sia esso un museo, un’area archeologica o un complesso monumentale, deve avere una visione globale e una dettagliata e chirurgica conoscenza del luogo in cui il gioiello dimora. Il contesto generale è quello rappresentato dalla primavera dei beni culturali italiani inaugurata dalla Riforma del Ministro Dario Franceschini all’indomani della nomina di 20 nuovi Direttori dei maggiori siti autonomi culturali in Italia, “sicuramente è un punto di partenza rispetto a una serie di ragionamenti che formuliamo da tempo in Dipartimento – dice Pasquale Sasso, assistente e cultore della materia – ossia le organizzazioni culturali attualmente hanno bisogno di una visione di tipo aziendale poiché le risorse a disposizione sul territorio sono sempre più scarse. E quindi, chi meglio di un professionista con un’ottica manageriale può gestirle nel modo più efficace possibile?”. Chi si occupa di organizzazione culturale ha in genere una visione orientata più alla tutela del patrimonio che alla sua valorizzazione. Oggi invece con il Direttore del MANN si sono portati avanti una serie di progetti legati al mondo del digitale e ad un maggiore radicamento del museo nel contesto della città di Napoli e nel suo rapporto coi cittadini, considerando che ogni sito autonomo della Campania ha problematiche diverse e quindi un’area museale non potrà mai essere paragonata ad un’area archeologica. Paolo Giulierini ha indicato la strada e ha svelato i punti strategici della rivoluzione avviata al MANN che al suo arrivo presentava molte criticità dal punto di vista della comunicazione con i suoi potenziali visitatori: una grande macchina senza carburante. “Segnaletica inesistente, pannelli respingenti, divieti di accesso, un sito web fermo al paleolitico, tutto enfatizzava ciò che non andava causando timore e disorientamento in chi vi si accostava – ha raccontato – senza contare l’assenza di un piano strategico di rilancio per cui si viveva alla giornata e una forte dicotomia tra il palazzo ministeriale e i soggetti che intervengono nella vita culturale della città”. Dall’analisi delle criticità è venuto fuori che mancava del tutto un dialogo con l’area urbana a vantaggio di una connotazione autocontemplativa del museo, sorvegliato da un esercito di 120 custodi che per una serie di normative vigenti non offriva un servizio funzionale. Il recupero dell’identità museale è stato il secondo passo nel piano di Giulierini che ha spiegato, step by step, tutte le fasi di intervento. Erroneamente considerato una succursale del sito pompeiano, il museo è legato alla genesi della famiglia dei Borbone che hanno avuto una declinazione archeologica attraverso un’azione editoriale voluta da Carlo III. Il MANN è quindi il luogo delle collezioni reali borboniche e si vede da subito all’ingresso dove troneggia la statua di Ferdinando IV realizzata da Canova. “Centrare l’identità di un sito culturale è il primo grande passo verso il suo recupero”, è la dritta che Giulierini offre agli studenti di Management e Controllo. Dopo ci si può dedicare a questioni spinose come il taglio amministrativo, l’aspetto burocratico, la redazione di uno Statuto e la sua mission, l’organigramma e la ripartizione delle funzioni e dei ruoli, l’adozione di un bilancio. “Quest’ultimo si fonda sulla bigliettazione, sugli introiti provenienti da operazioni di prestiti e sugli sponsor – specifica il direttore – Le entrate restano per l’80% alla Tesoreria di Napoli mentre il restante 20% va al Ministero per sostenere altri siti autonomi e i sistemi polimuseali che non hanno un bilancio autonomo”.
Il Museo come
luogo di
aggregazione
Di particolare interesse per gli studenti una convenzione da stipulare con l’Università e l’apertura verso la ricerca e l’educazione. “I ricercatori offriranno così la loro esperienza di ricerca che andrà a supportare l’attività didattica e culturale che ha l’obbligo di aprirsi a tutte le categorie di pubblico, anche verso quella tipologia che non ha familiarità con l’ambiente museale, nell’ottica di un museo come agorà e luogo di aggregazione”, ha aggiunto Giulierini che ha risposto alle domande degli studenti come quella sull’internazionalizzazione del MANN. “Quanto è conosciuta questa realtà napoletana nel mondo e cosa si sta pensando per farla conoscere all’estero?”. I protocolli di intesa con alcuni istituti esteri a Los Angeles e San Pietroburgo, interessati in genere alle catastrofi vesuviane e alla storia della Roma Imperiale, sono una realtà di recente stipulazione così come l’allestimento in cantiere di mostre ad hoc per le ‘richieste’ culturali da parte di Stati diversi che conducono a un adeguamento dei servizi del museo al pubblico estero. Si pensi ad esempio alla Cina: è in fase di progettazione una esposizione dedicata alla Via della Seta. Si fa presto a dire innovazione che, seppur necessaria, deve intervenire in punta di piedi nell’immagine storica del sito che non deve risultare deturpata da monitor e strumenti invadenti. Quest’ultimo processo ha interessato interventi ad ampio raggio sull’aspetto social e tecnologico, dal logo al sito web che sarà presentato nel mese di maggio passando per imminenti profili Facebook ed Instagram, sulla viabilità e le infrastrutture per cui sono stati avviati accordi con la Metropolitana Toledo, Frecciarossa e aeroporto di Capodichino, e i servizi destinati ad una maggiore gradevolezza per il visitatore, dall’ampliamento e il restauro degli interni alla riapertura dei giardini storici e l’inserimento di un auditorium, bookshop, di una caffetteria e di un ristorante con chef stellati. Intanto, è in programma a breve una mostra di prodotti agricoli legati all’antica Pompei accompagnata da una degustazione del pane pompeiano e di altre eccellenze gastronomiche locali. 
Claudia Monaco


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