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Una giornata sui programmi di mobilità internazionale organizzata dagli studenti di Unina

Ad Economia un "principio matematico" per selezionare gli studenti Erasmus

 News pubblicata il 26/04/2013
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Erasmus e, più in generale, le possibilità di studio all’estero per chi frequenta Economia: il tema dell’incontro, che si è svolto il 27 marzo a Monte Sant’Angelo, organizzato dall’associazione Unina e dal rappresentante degli studenti Valerio Fonsmorti. Fra gli ospiti intervenuti per rispondere alle domande dei ragazzi, docenti e responsabili d’Ateneo impegnati nel campo dell’internazionalizzazione a cominciare dal dott. Vincenzo Scalzo, membro della Commissione Erasmus ad Economia, il quale illustra i criteri adoperati per assegnare le borse disponibili, in numero ridotto rispetto al passato, a causa dei tagli all’università e alla penalizzazione subita dal bilancio dell’ex Facoltà di Economia per lo scadente differenziale fra il numero dei partecipanti ed i crediti che questi riescono ad acquisire. “Abbiamo deciso di privilegiare gli studenti della Laurea Magistrale rispetto a quelli della Triennale, in primo luogo perché avranno minori opportunità e poi perché sono più maturi e dovrebbero fornire maggiori garanzie in termini di rispetto degli accordi di programma”, spiega il dott. Scalzo. Quest’anno le borse sono state attribuite in base ad un criterio numerico che prende in considerazione, studente per studente, il rapporto fra i crediti maturati rispetto a quelli previsti e la velocità e la media con la quale sono stati superati gli esami. La graduatoria è stata stilata a partire da un valore di riferimento di tremila, equivalente di uno studente che ha superato tutti gli esami con 30. “I migliori hanno ottenuto le mete desiderate, per gli altri ci siamo basati sulle competenze linguistiche dichiarate e l’affinità culturale – prosegue Scalzo – Il principio matematico, che ha anche provocato malumori interni alla Commissione, ci ha permesso di differenziare due studenti, anche sulla base di decimi e centesimi. Qualcuno potrebbe dire che occorrerebbero altri sistemi ma questo è il nostro magro compito”. “Mi sono laureato pochi giorni fa. Ho presentato la domanda e partirò come studente Magistrale, perché devo essere in graduatoria con i Triennali?”, chiede subito uno studente. “Le preferenze vanno agli studenti Magistrali in corso, non a venire”, risponde Scalzo.
Nei mesi scorsi era circolata l’ipotesi che Erasmus potesse sparire e gli studenti avevano promosso una petizione per sostenere il progetto di scambio. “Il programma, scaduto nel 2013, è stato prorogato e probabilmente ce ne sarà uno nuovo. Non credo che un’attività così longeva e che funziona possa essere cancellata”, rassicura la dott.ssa Marta Maciocia dell’Ufficio Relazioni Internazionali, che poi raccomanda agli studenti di “aprire un conto corrente o premunirsi di una carta prepagata con un IBAN di riferimento, perché, per questioni di circolarità del denaro, non possiamo più darvi i soldi direttamente”.
Altri progetti
 di collaborazione
 con l’estero
Non c’è solo l’Erasmus. Le possibilità di seguire progetti e svolgere attività a carattere internazionale sono diverse. Maurizio Montone, ex-allievo del Master in Economics and Finance e neo dottorato in Economia alla Federico II, racconta le sue esperienze nell’ambito di scuole estive e progetti di dottorato a Londra e negli Stati Uniti: “le Summer Schools durano poco, al più un mese o due, quindi non sottraggono molto tempo. Rappresentano, però, un investimento prezioso per sviluppare competenze in alcuni settori specifici, con docenti di fama internazionale. Andare all’estero non è un dogma, è una scelta che va fatta con criterio per aprirvi ad una rete di relazioni internazionali”. Andrea Gatto, laureato Magistrale in Economia e Commercio e dottorando di ricerca, parla delle borse di mobilità studentesca e del contributo di breve durata: “due grandi sconosciute. I nomi reali sono più lunghi e mi hanno permesso di trascorrere dei periodi importanti in Brasile, Taipei, Francia e Spagna”.
Il prof. Marco Pagano del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche, poi, illustra il piano, varato quest’anno dal Ministero dell’Università e della Ricerca, denominato Messaggeri della Conoscenza, rivolto agli Atenei del Sud e delle Isole, per finanziare, a partire già dal prossimo anno accademico, un certo numero di corsi in lingua inglese, svolti in Italia da docenti - tanto italiani quanto stranieri - che lavorano all’estero, finalizzati all’attivazione di un canale preferenziale per gli studenti migliori, i quali potrebbero essere invitati dagli stessi ricercatori ospiti a trascorrere un periodo di formazione presso le proprie sedi. “Da noi dovrebbero svolgersi sei di questi corsi”, sottolinea il prof. Pagano che poi ricorda la convenzione quadro stipulata nel 2010 con la Business School della Yonsei University di Seoul in Corea, in base alla quale due studenti per ciclo di laurea possono trascorrere un periodo di studi all’estero, pagando le tasse solo alla propria università di provenienza.
Un altro rapporto di collaborazione con l’estero che va avanti con successo è quello promosso dal Corso di Laurea Magistrale in Economia Aziendale con l’UPEC – Université Paris Est Créteil Val de Marne (ex-Université Paris XII). L’accordo consente di assegnare una laurea dal doppio titolo ad un massimo di cinque studenti per Ateneo, disposti a trascorrere un anno del proprio percorso Magistrale all’estero. “Un’etichetta particolarmente significativa a livello europeo e stiamo immaginando di organizzare qualcosa di simile con la Cina – spiega il prof. Paolo Stampacchia – Gli studenti italiani seguono il primo anno da noi ed il secondo in Francia”. Le selezioni cominciano a novembre, con un colloquio motivazionale in videoconferenza, per il quale è richiesto un livello elementare di conoscenza del francese. A luglio si svolge il secondo colloquio, al quale bisogna arrivare avendo sostenuto l’intero programma di studi previsto e con un miglior livello linguistico. “L’attività francese comincia con la ricerca, autonoma, di un’azienda presso cui svolgere sei mesi di stage – prosegue Stampacchia – Tutta la formazione è operativa ma i nostri studenti, che arrivano con forti basi metodologiche e quantitative, realizzano ottime performance e, il più delle volte, restano lì”. Gli stage sono pagati, perché Oltralpe c’è il salario minimo, ma non esiste uno specifico supporto economico. Si può chiedere una borsa Erasmus solo se è la prima volta che se ne fa domanda.
Il lavoro delle
 associazioni
È possibile anche vivere l’internazionalità ‘dal basso’, grazie al lavoro di tante associazioni e comunità di stranieri a Napoli. Come la British Community, associazione culturale presente a Napoli e Salerno che promuove l’uso della lingua inglese ed organizza attività culturali e ricreative con gli stranieri ospiti degli Atenei campani (sede in via Calata San Marco a Napoli, informazioni: facebook.com/britishcommunity e britishcommunity.it). Orientata al sostegno ed ai servizi per gli studenti stranieri a Napoli, è Erasmus Land. “La nostra città non ha niente di meno rispetto ad altre capitali straniere e deve essere valorizzata. Siamo seriamente impegnati a supportare gli studenti nello svolgimento delle attività burocratiche, a trovare alloggi ed ad organizzare viaggi, escursioni e corsi di lingua. Se qualcuno vuole collaborare con noi, anche in partnership, siamo ben lieti”, spiega Michele De Filippo (per contatti: facebook.com/erasmusland, erasmusland.org). Per incontrare persone di altri paesi e seguire corsi di formazione all’estero vivendo a pieno la realtà locale, sono attive le storiche associazioni trasnazionali AEGEE (interfacoltà) e BEST (studenti di area ingegneristica, tecnologica e manageriale).
Per saperne di più:
facebook.com/aegeenapoli
aegee-napoli.org
aegeenapoli@gmail.com
facebook.com/BESTnapoli
best.unina.it
napoli@best.eu.org.
Simona Pasquale


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