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Iniziative Sinapsi

Cervello-computer: un nuovo modo di comunicare con le BCI

Seminario per gli studenti di Ingegneria Biomedica

 News pubblicata il 16/09/2014
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Un pezzo di futuro è sbarcato alla Federico II lo scorso 11 settembre: le Brain Computer Interfaces (BCI). Il Centro SInAPSi, in collaborazione con il partner bio-ingegneristico austriaco g.tec, ha infatti organizzato un seminario, rivolto a un gruppo di studenti del II anno della Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica, su questi dispositivi che introducono un nuovo modo di comunicare tra il cervello dell’uomo e i computer (e più in generale le macchine) senza alcun tipo di movimento, solamente attraverso il rilievo della attività elettrica del cervello (elettroencefalogramma – EEG). Una BCI consiste in un caschetto contenente una serie di elettrodi (di solito 16 o 24) che vengono poi collegati tramite una centralina al computer. Grazie a opportuni software, questo tipo di interfaccia consente di inviare comandi al computer attraverso unicamente “il pensiero”. “È facile comprendere l’ampio spettro di applicazioni che le BCI  possono avere e come possano cambiare la vita di tutti noi ma anzitutto delle persone con gravi disabilità e fornire nuove risorse per le pratiche di inclusione”, afferma il prof. Alessandro Pepino, Docente di Tecnologie della Riabilitazione e Responsabile della Sezione Tecnologia di SInAPSi, che ha promosso l’iniziativa. 
Nella sessione pomeridiana del seminario gli studenti coinvolti hanno avuto l’opportunità unica di sperimentare in prima persona questa frontiera tecnologica. Nei locali di SInAPSi a Monte Sant’Angelo sono state allestite tre postazioni fornite di cuffia con elettrodi, amplificatori e laptop. Sono state quindi condotte esperienze guidate che hanno dato modo ai  partecipanti di provare essi stessi il sistema. “Dopo l’interessante introduzione sui recenti progressi delle BCI fatta dal Dr. Christoph Guger della g.tec, il mio entusiasmo ha raggiunto l’apice all’arrivo della sessione pratica: la possibilità di testare il dispositivo messo a punto dal professore non capita tutti i giorni”, ci dice uno degli studenti, Dario Pappalardo. Gli fa eco Antongiulio Grande, che è rimasto colpito dai “passi da gigante nel semplificare l’utilizzo di queste interfacce. Ora abbiamo una soluzione hardware dal montaggio a dir poco intuitivo e il training è molto migliorato. È noto che questi dispositivi per essere utilizzati devono essere “educati” alle onde cerebrali dell’utente, un procedimento che dal punto di vista software è estremamente delicato e dispendioso e non sempre porta ai risultati sperati. Il tempo medio di calibrazione da parte dei partecipanti è stato di circa 5 minuti, basti pensare che circa dieci anni fa per poter utilizzare al meglio un dispositivo del genere ci voleva almeno una settimana”. Come conclude Dario, “l’intera giornata è stata un importante traguardo raggiunto dal nostro Ateneo. Spero che si possa presto ripetere un evento del genere in grado di coinvolgere altri attori della scena internazionale delle BCI”.


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