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Gli invisibili: la biblioteca presenta ai biotecnologi risorse digitali e servizi poco sfruttati

 News pubblicata il 30/10/2015
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“I bibliotecari dell’università sono diventati pochissimi e quelli che ci sono cercano di tenere aperte le strutture rimaste. Questo è il problema di fondo”. Una soluzione: “organizzare per tutti i Corsi di laurea, al primo anno, due ore di informazione, però a cura dei bibliotecari e non dei docenti. Gli studenti, adesso, utilizzano il proprio indirizzo di posta elettronica quasi esclusivamente per prenotare esami, ma non sanno che può essere usato come servizio proxy - la connessione da remoto alle risorse elettroniche - per le biblioteche”. Vivono sotto lo stesso tetto, quello della Federico II, eppure le risorse digitali e cartacee dell’Ateneo fanno fatica a farsi conoscere dagli studenti. Malattia e possibile cura emergono dalle parole della dottoressa Maria Rosaria Bacchini, forte della sua esperienza da Direttrice della Biblioteca Scientifica di Area Medica dell’Università federiciana. La problematica è tornata a galla il 16 ottobre durante “Biotechnologus Ricercae”, seminario organizzato dalla Federazione Italiana Biotecnologi (F.I.Bio.) in occasione della settimana europea delle Biotecnologie. Freddina la risposta del pubblico. A raggiungere l’Aula Magna di via De Amicis, infatti, c’erano circa quaranta persone, tra studenti e laureati, che hanno avuto modo di conoscere le risorse informatiche messe a disposizione dall’Ateneo. A introdurre la giornata, il prof. Gennaro Piccialli, docente di Chimica organica e Coordinatore dell’Area Supporto e Coordinamento dei Corsi di Scienze Biotecnologiche, che ha voluto innanzitutto riconoscere l’impegno degli organizzatori, per la giornata, ma non solo: “la F.I.Bio. a livello normativo ha fatto tantissimo. Cose che oggi date per scontate sono in realtà frutto di battaglie decennali”. Sulla situazione attuale della professione: “ci sono problemi occupazionali, gli stessi vissuti da biologi o chimici, perché questa è la situazione attuale in Italia per quanto riguarda la ricerca. Quello che vi posso garantire, però, è che qui acquisite una buona formazione scientifica, che ha permesso a laureati che vi hanno preceduto di imporsi all’estero”. Su quanto fatto dalla Federazione si è soffermato il dott. Gianluca Ruotolo, Segretario Nazionale F.I.Bio., il quale, tuttavia, con amarezza ha sottolineato: “le iscrizioni calano e siamo a rischio chiusura. Vi invito a candidarvi al futuro direttivo e vi ricordo che bastano 30 euro per diventare soci ordinari e 15 per aderire come soci sostenitori”. Parola quindi alla protagonista della giornata, la dott.ssa Bacchini che ha mostrato il portale del Sistema Bibliotecario d’Ateneo, soffermandosi su periodici elettronici, banche dati ed e-book. Da segnare in rosso nomi come JoVe, “la bibbia dei biotecnologi” contenente video che mostrano passo dopo passo diverse tipologie di lavori svolti in laboratorio. Si è soffermata su due risorse in particolare la dott.ssa Stefania Castanò, che ha raccolto il testimone come Direttrice della Biblioteca dell’Area di Medicina. Si tratta di SciFinder, che permette di cercare vari argomenti adottando criteri selettivi come struttura chimica o formula molecolare, e della Banca dati delle norme costruita dall’Ente italiano di normazione. Importante, a suo avviso, è conoscere non solo le risorse, ma anche i servizi. Uno su tutti, “il document delivery. Se cercate un articolo che non è presente in Ateneo, la biblioteca fa da mediatore tra voi e una delle strutture che lo ha a disposizione”. Tante possibilità, insomma, spesso tradottesi in occasioni perse. Chiaro il commento di una delle presenti: “che peccato che queste informazioni mi vengano date solo ora, dopo che mi sono laureata e ho completato faticosamente le ricerche per la tesi”. 
Ciro Baldini


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