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L'arte del riuso, a Farmacia l'ex segreteria diventa sala ristoro

 News pubblicata il 27/10/2017
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Allo sportello sono ancora attaccati piccoli altoparlanti bianchi ormai privi di funzione. Servivano al personale per sentire la voce degli studenti all’esterno della segreteria. Adesso sono solo un ricordo ingiallito di un passato recente. In quegli ambienti i segretari non ci sono più. Lavorano negli uffici e ai punti di ricevimento studenti messi in piedi nel nuovo plesso del Dipartimento di Farmacia. Quegli spazi all’inizio di quest’anno accademico hanno vestito i panni di area ristoro. Un ambiente piccolo arredato con tre scrivanie, una decina di sedie, quattro cassonetti colorati per la raccolta differenziata dei rifiuti. A completare l’opera due distributori. Uno fornisce merendine (si va dai 60 centesimi a un euro per snack dolci e salati) e bevande fresche (45 centesimi
l’acqua, 80 centesimi le altre bibite, per il “Paperone” di turno c’è anche una bevanda energizzante a due euro). All’altra macchinetta il compito di preparare caffè, cappuccino, the e altre bevande calde. Come vivere quello spazio? Due avvisi mettono in chiaro la situazione. Recitano: “è assolutamente vietato studiare nella sala ristoro”. Insomma, non è una stanza per libri. Lì ci si rilassa, si mangia, si beve, si fanno due chiacchiere, si ricarica il cellulare, sfruttando una delle tante prese di corrente lasciate in eredità dai precedenti uffici. Un altro avviso, invece, informa di una prossima novità della biblioteca che entrerà in vigore da novembre. Addio alle vecchie fotocopiatrici. A prenderne il posto saranno attrezzature più recenti dotate di un diverso sistema di pagamento. Ciò significa che le attuali schede prepagate saranno utilizzabili fino al 31 ottobre, poi finiranno in soffitta. Utilizza la sala ristoro per consumare un pasto portato da casa Cristiana, studentessa di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche: “è uno spazio che mi piace molto. Lo sfrutto per venirci a mangiare. C’è chi mangia cose proprie in una delle aule libere, ma a me non piace perché non sempre sono pulite durante la giornata. Qui, invece, l’igiene è molto curata”. Sul divieto di studio: “la stanza offre tavoli e prese di corrente, quindi all’inizio in molti si sono fiondati qui. È stato necessario mettere gli avvisi che, per fortuna, hanno funzionato”.Una sua collega: “l’aula è sempre  pulita e le macchinette, che prima erano nei corridoi, sono rifornite continuamente”. Prendere il caffè è bene. Prenderlo seduti è meglio. Si concentra su questo benefit Girolamo, studente di Biotecnologie del farmaco: “prima il caffè potevamo prenderlo in piedi nel corridoio o al bancone del bar. Qui, invece, puoi sederti, rilassarti per qualche minuto e fare una chiacchierata prima di riprendere lo studio”. Nessun pericolo di sold out: “al bar occupano i tavoli per giornate intere, perché ci studiano. Questa, invece, è un’area di passaggio per soste brevi”. Sui prezzi, il suo collega Giuseppe: sono molto convenienti e il caffè, che costa quaranta centesimi, non è affatto male”. Si riposa per qualche minuto Angelica, studentessa di CTF: “è una sala relax. Con un po’ di dispiacere rispettiamo il divieto di studio. È piacevole come ambiente. Ci sono venuta a caricare il cellulare in attesa della prossima lezione”. Di fronte a lei siede la collega Pia: “è un ottimo luogo dove mangiare e  trattenersi tra una lezione e l’altra. È un punto di riferimento per rilassarci e incontrarci con i colleghi prima di riprendere lo studio. Al bar c’è meno spazio. Qui è più tranquillo”. La proposta per migliorarla: “potremmo organizzarci tra noi studenti, portando ognuno qualcosa per arredarla in
maniera carina”. Apprezza la novità anche Luigi: “la sala è piccola, ma per un break tra una lezione e l’altra va più che bene. È sicuramente un’aggiunta ai comfort che il Dipartimento ci mette a disposizione. Poi,con la macchinetta puoi farti il caffè come più ti piace”. Pochi minuti per ricaricare le batterie, sotto gli occhi vigili dei piccoli altoparlanti bianchi.
Ciro Baldini


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