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NBG: il 28 aprile, i ricercatori campani si ritrovano a Biotecnologie

Partecipazione gratuita e aperta a tutti, studenti compresi

 News pubblicata il 22/04/2016
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“È un’occasione di confronto nella nostra zona, per uno scambio di esperienze in un’atmosfera friendly”. Sintetizza così la mission del Neapolitan Brain Group il prof. Ennio Del Giudice, docente di Neuropsichiatria Infantile a Medicina. Dopo i primi due incontri conoscitivi, l’NBG si prepara a una nuova tappa. Ricercatori provenienti da strutture diverse della Campania e accomunati dall’interesse per il sistema nervoso si sono dati appuntamento alle ore 15 del 28 aprile, nell’aula A.T. 8 del Dipartimento di Medicina Molecolare e di Biotecnologie Mediche. In scaletta non c’è un tema specifico, ma tante comunicazioni libere che scandiranno la giornata di studio in due sessioni, una dedicata alla parte clinica, l’altra alla ricerca di base. Proprio il confronto tra i due mondi è alla base del gruppo. Spiega il prof. Del Giudice che, nel 2015, ha dato vita all’NBG: “è nato da una mia esigenza. Da neurologo pediatrico ho sempre ritenuto che per affrontare in maniera più profonda le patologie del sistema nervoso fosse necessaria la conoscenza delle basi neurobiologiche. L’NBG è un modo per confrontarsi con i ricercatori di base”. In un’ottica di scambio reciproco: “mi sono reso conto che pure loro hanno interesse a conoscere il lavoro dei clinici, perché la ricerca tende a essere sempre più traslazionale, facendosi apprezzare quando le scoperte di laboratorio possono essere applicate al paziente”. Altro obiettivo è “coinvolgere i giovani ricercatori, in particolare dottorandi e post-doc, e gli studenti, che spesso a lezione si dimostrano molto interessati agli argomenti trattati e ben preparati”. L’iniziativa del 28, insomma, “è gratuita ed è aperta a tutti. Anche un filosofo appassionato di scienze potrebbe partecipare. Credo che l’incontro possa essere utile per gli studenti per indirizzarsi, visto che avrebbero la possibilità di confrontarsi sia con le esperienze della ricerca di base, sia con il mondo clinico”. Il programma prevede: “una serie di presentazioni brevi che daranno la possibilità ai relatori di presentare il proprio lavoro in maniera sintetica. A partire da queste, poi, si procederà con il dibattito”. Antipsicotici e densità postsinaptica, Metabolismo e patogenesi della sclerosimultipla, alcune delle tematiche che verranno affrontate dagli studiosi ai quali toccherà prendere la parola: “si cerca di avvicendare. Nelle scorse riunioni hanno parlato circa trenta ricercatori. In futuro verrà lasciato spazio ad altri, così da dare a tutti la possibilità di esporre la propria esperienza”. Un’esperienza tutta campana. Lo comunica già il logo del gruppo: “è una fettina istologica rielaborata dal dott. Elia Di Schiavi - ricercatore CNR che ha partecipato all’organizzazione dell’evento - per dare l’idea del Vesuvio”. Limitarsi alla Campania è un controsenso in un’epoca dove ritorna spesso il concetto di internazionalizzazione? No: “conosciamo storie di ricercatori di grande valore che collaborano con l’estero, ma non sappiamo cosa succede in casa nostra. Proprio in un’ottica di internazionalizzazione, ho voluto che tutte le risorse del territorio potessero incontrarsi, così da potenziare le capacità scientifiche della nostra area”. Al fine di favorire un tale incontro, per la prossima riunione verrà introdotta una novità. Si tratta di un angolo di confronto moderato dal dott. Mauro Cataldi, ricercatore di Farmacologia al Dipartimento di Neuroscienze e Scienze riproduttive ed odontostomatologiche: “è uno spazio destinato alla discussione su una problematica suscitata dagli interventi della giornata”. Su tale aspetto la prof.ssa Carla Lucini, docente di Anatomia degli animali domestici a Medicina Veterinaria che ha contribuito all’organizzazione della riunione, sottolinea: “si spera che in questi momenti si possa accendere la discussione, favorendo partecipazione e confronto. Per i giovani ricercatori può essere un modo per conoscere metodologie e tecniche nuove”. Come mai è stata scelta la sede di via De Amicis? “Perché Biotecnologie è votata allo sviluppo della ricerca e ha una location vicina al Policlinico, quindi facilmente raggiungibile”. Magari anche dagli studenti: “la partecipazione, gratuita e informale, non è preclusa ai ragazzi. Sarebbe preferibile fossero degli ultimi anni, visto che verranno trattati argomenti settoriali”.


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