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Più partenze ad Agraria

Un centinaio le borse disponibili, "possiamo accontentare tutti", afferma la prof.ssa Lanzotti. Nessun timore: "gli esami sostenuti all'estero saranno convalidati al rientro"

 News pubblicata il 12/03/2016
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Aumentano gli studenti di Agraria pronti a scommettere sull’esperienza Erasmus. Anche se i numeri sono ancora piccoli rispetto agli iscritti ai Corsi del Dipartimento, la campagna di promozione attivata negli ultimi anni sembra dare i suoi frutti. “Due anni fa i ragazzi che partivano per l’Erasmus erano una decina - racconta la prof.ssa Virginia Lanzotti, delegata del Dipartimento al programma di mobilità – Davvero pochi considerati i nostri numeri e l’elevata internazionalizzazione dei Corsi. Lo scorso anno, però, sono triplicati arrivando a 30 partenze. Il dato, anche se ancora basso, è incoraggiante perché vuol dire che c’è un trend positivo. Ha funzionato il passaparola tra studenti, i quali raccontano di esperienze fruttuose ed interessanti e credo che un ruolo lo abbia giocato anche il nostro lavoro, di delegati e promotori, in supporto ai ragazzi”.
Gli scambi attivi sono una quarantina e le borse disponibili un centinaio. Spesso sulla decisione di partire incidono timori o questioni personali. “Lo scorso anno abbiamo ricevuto 55 domande, ma solo un terzo ha poi firmato. Credo che questo calo sia dovuto a problemi personali dei ragazzi. Chi non fa proprio domanda, ritengo, invece, sia soprattutto perché ha paura che gli esami che sostiene all’estero non vengano poi convalidati al rientro. Voglio rassicurarli: è un timore del tutto infondato. All’atto della partenza viene firmato tra le due università, e sotto la supervisione della Commissione Erasmus, da me presieduta, un Learning Agreement, un vero e proprio contratto, e tutti gli esami indicati in quei fogli e sostenuti all’estero verranno poi convalidati”.
L’invito della docente è quindi a presentare domanda per arrivare il prossimo anno a ricoprire le 100 borse: “Possiamo accontentare tutti!”. Per i ragazzi della Triennale (possono candidarsi dal secondo anno) “si tratta di un’esperienza di crescita. È importante – ricorda la docente, spiegando anche perché per i primi anni è preclusa questa possibilità – che si sostengano qui gli esami fondamentali. All’estero si studia nella lingua madre, dunque è preferibile scegliere esami opzionali, così da poter approfondire anche temi che da noi non si trovano o lavorare alla tesi”. Per gli iscritti alla Magistrale, “l’esperienza Erasmus assume un carattere ancora più significativo, perché con il bagaglio di conoscenze già acquisite durante la  Laurea Triennale possono trovare davvero settori di studio alternativi o di eccellenza e ampliare fortemente la loro formazione. Non sono pochi gli studenti che hanno deciso di rimanere a lavorare nel Paese dove hanno svolto l’Erasmus, che hanno ricevuto una proposta di dottorato, come un nostro studente che ha svolto il suo periodo di mobilità in Turchia”.
Ma quali sono state finora le mete preferite e quali le università che possono offrire un’esperienza più completa? “Abbiamo tantissimi scambi, molti dei quali già sperimentati, altri nuovi. Per tutti garantiamo la compatibilità con il percorso di studi analogo. Sicuramente per ognuno dei nostri Corsi di Laurea ci sono destinazioni ‘privilegiate’”. Per Tecnologie Alimentari la meta d’elezione è la Spagna, “anche perché trovano una grossa attenzione allo studio degli alimenti, ai processi di produzione o agli aspetti tossicologici e microbiologici. Inoltre fanno molta attività di laboratorio. Noi prediligiamo gli aspetti culturali-nozionistici (che posizionano i nostri laureati tra i migliori),  ma all’estero possono completare questa formazione con le attività pratiche, molto utili se così combinate”. Allora Zaragoza, Valencia, Granada, Burgos, Murcia sono scambi che funzionano benissimo. Ma anche la Germania offre scambi importanti, in particolare con la Technische Universität di Berlino: “Sicuramente si tratta di un’esperienza più difficile perché bisogna conoscere il tedesco, ma, visto che il livello richiesto è A2, chi lo ha studiato alle superiori può tranquillamente affrontare la sfida”. Anche Nancy, al sud della Francia, è una delle mete: “Ho conosciuto ragazzi che non parlavano francese e che dopo sei mesi sono tornati con una buona conoscenza della lingua, quindi sicuramente è un’esperienza positiva anche sotto questo punto di vista”. Il Portogallo, invece, richiama gli studenti dei settori agrari e forestali: a Viana Do Castello o all’Università di Evora, ambita dai ragazzi di Scienze Forestali per il centro di eccellenza nella modellistica. Altro centro di eccellenza è quello a Praga alla prestigiosa Mendel University. Cadiz, La Rioja e La Mancha sono le tre destinazioni spagnole preferite dai ragazzi di Viticoltura ed Enologia: “Luoghi di grande produzione di vini. Sono attivi anche scambi con la Francia, in particolare Nancy dove c’è una buona produzione vinicola”.
Valentina Orellana


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