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La parola agli studenti del terzo anno

Seguono con passione, apprezzano l'attività pratica, ma ritengono che gli esami siano troppi

 News pubblicata il 30/10/2015
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Amano i corsi che seguono, ma soprattutto le attività pratiche gli  studenti del terzo anno di Veterinaria. “Ambulatorio, microscopia, aziende, autopsie, la pratica c’è per ogni materia e i docenti sono disponibili e lavorano con passione. Siamo una quarantina, quindi è facile stringere rapporti di fiducia reciproca con i professori”, afferma Chiara. “Le esercitazioni si svolgono in piccoli gruppi e in laboratori attrezzati. Siamo sempre a contatto con gli animali e seguiamo tutti i corsi in via Delpino. L’unico problema sono gli esami: un po’ troppi, in media dodici l’anno”, sottolinea Stefano. “Abbiamo molti esami concentrati in cinque anni, abbinati alla pratica dal secondo anno. Al terzo addirittura diciassette. Ovvio che i fuori corso poi diventano tantissimi. Si potrebbe aggiungere un anno, rendendo il corso di sei invece che di cinque anni, come a Medicina, o distribuire meglio gli esami, aumentando le materie al primo anno, visto che si affrontano solo quelle di base, per le quali ci siamo già preparati ai test d’ingresso”, aggiunge Nicola. “Dobbiamo sostenere, ad esempio, quattro esami con un unico voto, perché moduli e docenti sono diversi, ma i crediti sono pochi rispetto all’impegno profuso, infatti si parla di undici, massimo diciassette crediti”, continua Antonio. Al terzo anno si segue dalle 8.00 alle 17.00: “per chi abita fuori Napoli è un problema, anche perché non abbiamo mensa; ci sono localini nei dintorni, ma non sono convenzionati con l’Università, per cui spesso provvediamo con il pranzo a sacco”, fa presente Chiara. Ogni esame lo si studia anche per più di un mese: “ma stando a casa senza fare nient’altro”, ammonisce Nicola. I ragazzi sanno di non avere nulla da invidiare ai futuri medici: “se vogliamo, lavoriamo anche più di loro, poiché abbiamo obbligo di frequenza per l’80% dei corsi, lo stesso vale per le attività pratiche. In più ci sono attività aggiuntive da seguire facoltativamente, come l’allevamento al CReMoPAR e le analisi di laboratorio annesse, che ci hanno permesso di avere vitto e alloggio gratis con sole spese di viaggio, per diversi giorni”, illustra Antonio. “Abbiamo visto animali di ogni tipo: cavalli, cani, gatti, ma anche esotici come tartarughe, furetti, rettili e uccelli di vario genere. Post mortem assistiamo ad autopsie di animali selvatici provenienti dallo zoo di Napoli. Di sbocchi ne offre tanti questo Corso di Laurea, perché abbraccia un ampio raggio di materie e specialmente permette il controllo qualità, settore ora in crescita. In più possiamo svolgere il ruolo di Dirigenti d’azienda nelle ASL, poiché sosteniamo diversi esami di Economia per quella figura”, spiega Stefano. Non mancano le iniziative seminariali: “sulle quote latte, microbiologia, sperimentazione animale, tecniche di chirurgia”, specifica Chiara. Francesca Sgadari, rappresentante degli studenti nel Corso di Laurea e nel Dipartimento, segnala subito nuovi seminari che si svolgeranno a dicembre: “probabilmente sulla tematica molto affrontata del latte nobile, ma aspettiamo ancora proposte prima di fissare l’argomento”. Sul cambio al vertice del Dipartimento: “ho votato per il prof. Oliva poiché prima delle elezioni ha ascoltato il parere dei rappresentanti su diverse questioni. Temi caldi: nuove strumentazioni e una migliore organizzazione didattica. Al terzo anno stiamo affrontando una prima fase di lezioni frontali, cui seguirà una seconda fase, dove il lunedì e il martedì ci saranno sempre lezioni frontali, gli altri giorni esercitazioni pratiche di clinica, radiologia e nutrizione”. 
Alllegra Taglialatela


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