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Letteratura Francese

Tra i progetti, un atelier di scrittura

 News pubblicata il 18/10/2016
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Rientrata dall’anno sabbatico, la prof.ssa di Letteratura Francese Silvia Disegni è già piena di nuove iniziative da intraprendere, affiancata da una docente associata appena arrivata: Valeria Sperti. “Da sempre conduco progetti con il Grenoble e l’Ambasciata francese. Quest’anno vedremo di iniziarne altri, in funzione delle esigenze degli studenti e del budget a disposizione”, spiega Disegni. Al momento, tiene corsi al primo anno di Triennale e alla Magistrale di Lingue: “oltre ai contenuti, mi focalizzo sul contesto storico e culturale degli autori francesi, in modo che se ne comprenda la loro originalità e la specificità all’interno di un movimento, per inserirli in un dibattito. Per me è importante fornire metodologie e strumenti per lo studio delle problematiche. Questi si ottengono unendo corsi monografici e lavoro sui testi; così lo studente impara a rendersi autonomo nel lavoro di tesi”. La docente è bilingue: “ho sempre tentato di tenere il corso di Letteratura in lingua francese, ma i contenuti sono difficili da trasmettere, se questa non si conosce a dovere, come accade soprattutto al primo anno di Triennale. La cosa più importante per me è che passi il messaggio, perciò mi devo adattare alle richieste del pubblico”. Diverso è il caso dei corsi Magistrali: “dove pretendo un esame scritto e orale in lingua, con analisi e relazioni delle opere lette in aula e a casa. Devono abituarsi ad esporre in francese. Difatti il corso di cinquanta studenti circa in totale è molto animato da dibattiti”. Gli scambi con la Francia sono una priorità: “ho diversi studenti Erasmus francesi qui e vorrei che molti italiani andassero in Francia. Ecco perché ho intenzione di organizzare iniziative in comune tra i due paesi, come cicli di conferenze che prevedono crediti formativi (gli anni scorsi le ho tenute su Proust e sul Romanzo francese dell’800 ad esempio) e stage, come quello di catalogazione a Montpellier per la Magistrale”. Ai francesi piace molto la nostra formazione a tutto tondo: “mentre loro sono abituati ad una formazione più specialistica, i nostri studenti hanno una vasta cultura umanistica che spazia dalla storia dell’arte alla letteratura, alla filosofia. Di conseguenza la figura di assistente nelle Università e Scuole francesi è molto richiesta, soprattutto se si tratta di ragazzi italiani. In particolare i napoletani si sanno muovere meglio degli altri”. Esiste già un accordo con la Germania, che la docente vorrebbe estendere anche alla Francia: “si tratta del diploma congiunto. Sono tre anni che tento di promuoverlo, ma è difficile, poiché nelle Università francesi ci sono materie non contemplate dalle nostre, e viceversa. Già sono attivi due miei dottorati in cotutela, continuerò a lavorare sulla possibilità di un doppio titolo di laurea”. Altro progetto in cantiere, un atelier di scrittura: “con scrittori francesi di passaggio a Napoli, che non solo parlino del proprio libro, ma facciano anche capire ai ragazzi come si scrive attraverso le loro esperienze. È importante che gli studenti pensino che c’è un’apertura alla Francia, poiché dal confronto nasce la conoscenza della lingua e l’organizzazione di un discorso supportato da ragionamento, cosa che non sempre sanno fare in tesi”.


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