Attendere prego...

Cerca nell'archivio storico

Archivio storico


Tunisia, Polonia e Cina: Architettura stringe i rapporti con l'estero

 News pubblicata il 22/04/2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tempo di internazionalizzazione e scambi culturali per il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale (Dadi) della Seconda Università. Docenti e studenti sono attualmente impegnati in contatti e accordi europei ed internazionali con realtà universitarie in Tunisia, Polonia e Cina. Motivo di orgoglio e soddisfazione per il Dipartimento aversano Luigi Vanvitelli che per la sua primavera ha scelto di arricchirsi, prendere l’aereo e stringere rapporti con l’estero. Lo ha fatto, ad esempio, per l’istituzione di un Doppio Titolo in Architettura con la East China Normal University (in breve Ecnu) di Shanghai, dopo averlo stipulato lo scorso anno con la Okan University di Istanbul. Il Corso di Laurea Magistrale biennale in Architettura e Progettazione degli Interni e per l’Autonomia, erogato in lingua inglese, partirà dall’anno accademico 2017/18 con un altro percorso internazionale scaturito da una relazione tra la Sun ed una delle università cinesi più prestigiose. Così il Direttore del Dipartimento, Luigi Maffei, e il Presidente del Corso di Laurea Magistrale, Claudio Gambardella, sono stati in visita ufficiale a Shanghai su invito del Preside della School of Design, Shaonong Wei, per definire nei dettagli i termini del nuovo accordo internazionale, dopo una precedente visita ad Aversa, avvenuta lo scorso novembre, da parte di Xianya Xu, docente della Ecnu, e Yunwei Zheng, assistente del Preside della School of Design. “Stimolante e caratterizzata da una eccellente ospitalità”, così il prof. Maffei ha definito l’esperienza estera in cui non solo ha presenziato insieme al collega alla conclusione di due workshop tenuti dai docenti Ecnu, ma hanno anche tenuto due lezioni sul Multisensorial Design e, in particolare, sul Regional Museum System of Design and Applied Arts: the Temporary Museum in Pompei, ovvero “abbiamo illustrato ai colleghi cinesi un progetto di museo in costruzione nella città mariana scaturito da una convenzione tra il Dipartimento e il Comune di Pompei”, ci svela il prof. Maffei. Una fruttuosa visita a Shangai anche in termini di risultati: un accordo quadro tra i Rettori delle due Università coinvolte che consentirà, a partire dall’anno accademico 2017/18, l’attivazione del Doppio Titolo in Architettura e dal prossimo mese di settembre un primo scambio di studenti tra le due Università. Ma prima, nel mese di luglio, su invito di Maffei, si svolgerà al Dadi un ulteriore incontro con il professore Wei e una delegazione della Ecnu per presentare il progetto di Doppio Titolo agli studenti e professori della Sun. E c’è ancora dell’altro. “Il progetto di cooperazione internazionale, che grazie a questo incontro a Shanghai si è ulteriormente consolidato, si arricchirà di una Summer School che si svolgerà a settembre 2016”, anticipa il prof. Maffei. “Aversa - città universitaria”, questo il tema scelto dell’iniziativa che coinvolgerà studenti e professori della Sun e della Ecnu per ripensare Aversa come una città dei giovani universitari. Gli architetti intanto volano anche verso Tunisi. “Rencontres Euroméditerranéennes’ 2016”, la proposta di progetto di scambio scientifico e culturale tra le Università dei due Paesi del Mediterraneo da parte del CuAt, il Club Unesco di Tunisi, vede protagonisti anche il Centro Unesco di Caserta in partnership con il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Sun, l’Assessorato alla Cultura della Città di Capua e il Museo di Arte Contemporanea e Cittadella dell’Arte Terra di Lavoro. “La liberté d’expression dans le domaine culturel par le multimédia… ça s’apprend!” rappresenta l’oggetto del viaggio e dell’incontro che si terrà dal 6 al 13 maggio tra 10 studenti della Sun, dodici docenti, tutor e gli studenti dell’Università El Manar di Tunisi. La squadra è capitanata dalla professoressa Jolanda Capriglione e dall’architetto Alessandro Ciambrone che nei primi giorni di aprile hanno effettuato un sopralluogo in territorio tunisino per incontrare i rappresentanti istituzionali e definire nei dettagli il programma. Il Club Unesco di Tunisi si trova nel cuore della Medina, in un monumento culturale per il territorio nazionale, chiamato Madrasa El Achouria, una delle storiche scuole religiose che popolano il quartiere, costruito durante l’Impero Ottomano, l’unico della zona a vantare un Minareto, dall’arabo ‘faro’, una struttura architettonica caratteristica molto simile ad una torre che si trova di solito accanto alle moschee. Il programma “Euromed Youth Tunisia” riunisce giovani provenienti dalla Tunisia e dall’Italia al fine di promuovere un dialogo inter-culturale tra i popoli delle due sponde del Mediterraneo. Questo per un motivo semplice ma non banale. L’idea di creare un incontro tra Italia e Tunisia ha avuto origine nella loro similitudine dal punto di vista socio–culturale e geopolitico. “In effetti la scelta dell’Italia deriva dalla somiglianza delle problematiche socio-culturali con quelle della società tunisina – fanno sapere dal CuAt – la cultura in comune tra i due popoli, le tradizioni quasi identiche, il ruolo della società civile, la transizione democratica avvenuta in momenti storici diversi ma che avvicina molto i due Paesi”. Dopo la Seconda Guerra Mondiale in Italia è avvenuto un drastico cambiamento della situazione politica e sociale, ricordato ancora in un clima di libertà di espressione, che si avvicina non poco alla rivoluzione del gennaio 2011 che ha scosso la Tunisia in direzione della democrazia e della libertà. Così due gruppi di studenti dei due rispettivi Paesi di provenienza saranno in costante contatto per una settimana per scambiarsi idee ed opinioni sull’architettura tunisina e sul paesaggio della Medina e partecipare in questo modo allo sviluppo della società civile, della democrazia e dei diritti umani, e al compimento di un atto civico preservando il patrimonio culturale. Un monito per i ragazzi, allievi della prof. Capriglione al V anno di Architettura, una volta che torneranno a casa. “Il bando di concorso per l’iniziativa è stato accolto con entusiasmo dagli studenti di Estetica del Paesaggio, che, secondo alcuni criteri di selezione quali meritocrazia e partecipazione attiva durante il corso di studi, sono stati chiamati a fare questa esperienza sull’altra sponda del Mediterraneo”, racconta l’architetto Ciambrone che con i suoi paesaggi colorati è in esposizione a Palazzo Parente fino al 24 aprile. Ed è proprio la Bellezza ricercata e mai sottovalutata l’input per gli studenti che si apprestano a vivere un soggiorno di arricchimento umano e culturale. Avranno l’opportunità, tra l’altro, di interagire con i rappresentanti delle autorità locali e della società civile con l’obiettivo di trasmettere prima di tutto messaggi di libertà e democrazia e considerazioni per la conservazione del patrimonio culturale e naturale custodito sia nel centro che nella periferia della città di Tunisi, area urbana che ben conosce problemi socio–culturali ed economici. “I nostri studenti condurranno in loco attraverso workshop, sopralluoghi, visite guidate, laboratori creativi e di apprendimento, un’approfondita e ragionata analisi del paesaggio tunisino e della sua architettura, affrontando tutte le problematiche esistenti e provando a dare le proprie soluzioni con il piglio creativo e sognatore dei giovani – spiega Ciambrone – poi elaboreranno in un vero e proprio progetto architettonico i risultati formulati ed ottenuti che esporranno all’Università di Tunisi al termine del soggiorno”. “Siamo stati per ben due volte anche a Cracovia – informa la professoressa Capriglione – per un altro scambio di collaborazione culturale con l’Istituto di Cultura Italiana e per promuovere la nostra cultura”. Una due giorni, quella di aprile, durante la quale ha presentato il suo libro “Le eccellenti eccellenze del territorio” e una raccolta di fabulae e di altre collane edite da una casa editrice capuana, ‘Artetetra’.
Assieme all’onorevole Antimo Cesaro, sottosegretario del MiBACT e accademico della Sun, il prof. Jan Ostrowski, direttore del Museo Wawel, si è svolto inoltre un incontro sul rapporto Italia – Polonia nel passato, nel presente e nel futuro, e sulla storia del noto quadro ‘La Dama con l’Ermellino’ e di tutte le opere del Cinquecento che raffigurano donne in compagnia di animali. “È stata un’occasione propizia per formulare valide proposte riguardo a imminenti e futuri accordi culturali tra studenti e docenti delle due università a cui stiamo già lavorando”, ci anticipa la professoressa. 
Claudia Monaco


Registrati alla Newsletter

Registrati alla nostra newsletter e riceverai le ultime news direttamente nella tua casella!