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Visite in azienda per gli studenti di Scienze e tecnologie alimentari

 News pubblicata il 06/05/2016
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Primavera di visite nelle aziende del settore agroalimentare per gli studenti della Laurea Magistrale in Scienze e tecnologie alimentari. “Abbiamo avviato - dice la prof.ssa Silvana Cavella che coordina sia questo Corso di Studi sia quello Triennale in Tecnologia alimentare - una serie di incontri con le realtà produttive presenti in Campania. Lo scopo è duplice. Mostrare ai ragazzi, nella pratica, quello che hanno studiato durante le lezioni teoriche nel Dipartimento di Portici; consolidare rapporti e relazioni con realtà che possono offrire buone opportunità di inserimento professionale per i nostri laureati. Come, del resto, dimostra il fatto che già durante le prime visite che sono state effettuate abbiamo incontrato alcuni dei nostri ex allievi, ormai inseriti nel mondo del lavoro”. 
Non è certo la prima volta che gli studenti di Scienze e tecnologie alimentari visitano le aziende del settore agroalimentare, ma quest’anno c’è una novità sostanziale: “Prima tutto era lasciato alla meritoria iniziativa dei singoli docenti. Non c’era un programma definito e tutto avveniva senza che ci fosse sistematicità. Stavolta, anche in virtù di un finanziamento di alcuni mesi fa, che ha permesso di noleggiare gli autobus per portare gli studenti a destinazione, ci si muove nel quadro di un progetto complessivo. Naturalmente non sarebbe stato possibile se non avessimo alle spalle rapporti e relazioni consolidate tra i docenti e le aziende agroalimentari, i caseifici e quant’altro. Sono relazioni che nascono dalla consuetudine, che si costruiscono negli anni e che non si possono improvvisare”.
La scelta di riservare le visite in azienda agli studenti della Magistrale è il risultato dell’esigenza di contingentare il numero delle studentesse e degli studenti che entrano nelle realtà produttive. “Ovviamente – dice la Coordinatrice del Corso di Laurea – ci sono problemi di sicurezza e di igiene, per cui ogni visita può coinvolgere non più di 50 persone, spesso peraltro  distribuite su due giornate. Abbiamo scelto di privilegiare coloro i quali frequentano la Magistrale, ma tutto sommato non è un grosso sacrificio per ragazze e ragazzi della Triennale poiché praticamente tutti scelgono di proseguire con la laurea di secondo livello e poiché è intenzione del Corso di Laurea riproporre ogni anno l’esperienza delle visite in azienda. Dunque, ciascuno studente avrà l’opportunità di partecipare”.
Nei primi appuntamenti del programma di escursioni in azienda, ragazze e ragazzi sono entrati negli stabilimenti della Icimen, che produce imballaggi per i prodotti alimentari, e nel caseificio Vannullo, a Battipaglia, molto noto per la produzione delle mozzarelle e di altri prodotti realizzati col latte bufalino. Tra le altre tappe in calendario: il pastificio Ferrara, l’azienda dolciaria Indaco, Free System, realtà che commercializza surgelati. “In ogni situazione - prosegue la prof.ssa Cavella - gli studenti sono seguiti da un responsabile dell’azienda, che racconta quali siano le problematiche e le necessità della produzione e quali requisiti servano a chi intenda lavorare in quello stabilimento. C’è naturalmente l’opportunità, per gli studenti, di rivolgere domande. Insomma, sono occasioni importanti per avvicinare davvero e non solo a chiacchiere l’Università al mondo del lavoro”. 
Proprio le aziende, in effetti, assorbono una certa quota dei laureati Magistrali. “Per la restante parte - specifica la docente - c’è chi sceglie di lavorare come libero professionista, come consulente delle realtà produttive iscritto all’albo dei Tecnologi alimentari. Enti pubblici e scuola sono gli altri possibili campi di impiego dei laureati”. 
Lo scorso anno si sono immatricolati alla Triennale circa 230 studenti. In calo, rispetto al recente passato, quando si arrivava anche oltre le 400 unità. Non è un Corso a numero programmato, ma chi voglia immatricolarsi deve necessariamente svolgere un test di valutazione. Alla Magistrale si immatricolano ogni anno circa un centinaio di ragazze e ragazzi.
Fabrizio Geremicca


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