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Elezione Rettore alla Parthenope

Vito già in corsa, Carotenuto attende il Decano

 News pubblicata il 08/04/2016
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Scade il prossimo 31 ottobre il mandato da Rettore all’Università Parthenope del prof. Claudio Quintano ma già da qualche settimana si sta lavorando per la futura governance dell’Ateneo. In campo sembrano esserci due nomi con relative squadre. La prima capitanata dal Direttore del Dipartimento di Scienze Motorie, prof. Giuseppe Vito, che da mesi, apertamente e con molta attività di comunicazione, sta lavorando per il programma e la candidatura. La seconda, anche se non ancora ufficiale, dovrebbe essere coordinata dall’attuale ProRettore, prof. Alberto Carotenuto (Dipartimento di Ingegneria).
Sono due nomi forti dell’Ateneo di via Acton che non lasciano prevedere un risultato scontato. Da indiscrezioni sembrano certi anche i due aspiranti ProRettori: Antonio Garofalo (Dipartimento di Studi Economici e Giuridici) con Vito mentre Federico Alvino (Dipartimento di Giurisprudenza) con Carotenuto.
A questo punto si attende l’indizione da parte del Decano, prof. Ezio Bussoletti. Il bando sarà pubblicato probabilmente entro la prima decade di aprile (mentre andiamo in stampa). A fine marzo il prof. Bussoletti, con la dovuta cautela, spiegava: “si sta studiando bene tutta la documentazione, analizzando le diverse indicazioni per trovare una unitarietà sulla data, per non creare intoppi alla procedura”.
Sciolti anche i dubbi del prof. Vito sull’eventuale dimezzamento dei tempi delle elezioni in prima applicazione del regolamento. Era una norma transitoria valida solo per la scadenza del 2013. Quindi, come da regolamento, “la convocazione del corpo elettorale è effettuata dal Decano almeno sessanta giorni prima della data stabilita per le votazioni e non più di centottanta giorni prima della scadenza del mandato del Rettore in carica”. La speranza del prof. Bussoletti è che “si faccia il prima possibile, sempre seguendo il Regolamento e con l’accordo di tutti”.
Giuseppe Vito
“non siamo una Università di Serie B”
“I punti principali del mio programma saranno la comunicazione, interna ed esterna, e la riorganizzazione e il potenziamento degli uffici, sempre in armonia con il Direttore Generale”. Parla da aspirante Rettore dell’Università Parthenope il professore Giuseppe Vito. Classe ’51, Ordinario di Economia e Gestione delle imprese, il docente è stato per tredici anni Preside della Facoltà di Scienze Motorie. Un impegno gestionale che, nel 2013, ha deciso di proseguire in veste di Direttore del Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere, rinunciando alla poltrona di Prorettore con l’attuale Rettore Quintano: “in quegli anni, con la trasformazione delle Facoltà in Dipartimenti, c’era molto da fare. Si doveva strutturare un nuovo Dipartimento, e io ho preferito dare l’avvio a questa riorganizzazione. Il nostro era un Dipartimento misto: c’erano i geografi e gli economisti politici. Adesso è cambiato tutto, siamo un Dipartimento di Scienze Motorie con connotazioni chiare”. Avviata la macchina organizzativa, è arrivato dunque il momento di riprendere i discorsi lasciati in sospeso. A spingerlo verso la competizione elettorale “l’affezione che ho verso un’istituzione della quale faccio parte ormai da quarant’anni, unita alla conoscenza che ho dei meccanismi interni e delle evoluzioni normative esterne. Pur non avendo partecipato alla gestione, sono convinto di riuscire a darle un ulteriore valore aggiunto. Del resto ho un’esperienza in merito piuttosto ampia”, conclude ricordando i suoi trascorsi di Direttore al Consiglio Nazionale delle Ricerche. Esperienza al servizio di una progettualità che va dalla A alla Z e che, lettera dopo lettera, si esprime attraverso le righe del suo blog. Lì, l’alfabeto programmatico parte dalla A di Autonomia, necessaria affinché l’Università cerchi confronti con il mondo esterno senza mai rinunciare alla propria libertà di azione. In tal senso, non può mancare la B di Benessere organizzativo, basilare di ‘un clima interno sereno e partecipativo’, come si legge nel commento online. Progettazione e implementazione di un sistema di valutazione condiviso in modo unanime è, infine, l’approdo dell’argomentazione postata dal ‘blogger’ in tema di VQR. Questi per ora i punti salienti di una rubrica che è pronta ad accogliere nuove voci: “sotto la ‘A’ ci sarà anche ‘attrattività’ degli studenti, uno degli indicatori del Sole 24 ore che ci porta giù nelle classifiche”. Occhio anche alla C, iniziale sia di Cambiamento, col quale “dare un’impronta diversa alla gestione complessiva, ai rapporti con i Direttori, con gli altri Atenei, con la Regione, il Comune e le altre istituzioni”, sia di Comunicazione “interattiva, da realizzare attraverso il sito web, i social media, i rapporti con la stampa e, forse, una radio di Ateneo”. Per la parte più tecnica, il programma parla di didattica, ricerca, internazionalizzazione e, in particolar modo, di orientamento interno, “che va rivolto sia ai Triennalisti, per impedire la fuga dei nostri studenti per la scelta del biennio successivo, sia ai laureati quinquennali, che potrebbero ritrovarsi ad affrontare un Dottorato di ricerca, scoprendo troppo tardi che non è come lo immaginavano”. Sui Corsi di Laurea, aggiunge: “quelli esistenti non vanno tagliati, ma migliorati, magari con dei Corsi interdisciplinari e interateneo”. Un confronto tra saperi che stimola anche la sua idea di ricerca: “penso alla possibilità di centri interdipartimentali tematici, che abbiano un tema specifico, come per esempio il mare”. Un mare che diventa di difficoltà quando a nuotare sono gli studenti: “i servizi ci sono, ma non sono sufficientemente comunicati ai ragazzi. Inoltre, abbiamo questo grande problema dell’Adisu che riesce a dare un numero limitatissimo di borse di studio, ma questo non dipende dall’Ateneo”. In linea generale, come risollevarsi? “Facendo leva sui punti di forza e migliorando quelli di debolezza. Per esempio, nelle classifiche è molto negativo l’indicatore inerente gli stage, eppure ogni ragazzo, per laurearsi in Scienze Motorie, deve aver acquisito 27 crediti di tirocinio. Anche qui uno dei problemi principali è la comunicazione. Dobbiamo assolutamente cercare di evitare di essere considerati Università di serie B”.
Alberto Carotenuto “abbiamo fatto tantissimo per invertire il trend negativo”
Sforzi per risalire la china in classifiche spesso non esaltanti e per colmare il divario con gli altri Atenei. Investimenti fatti e progetti futuri. Porta la firma del Prorettore Alberto Carotenuto un bilancio dell’ultimo triennio di Rettorato del professor Claudio Quintano. Un dato sembra essere certo. Il cammino è stato in salita. Questa almeno è la sensazione che resta se si guardano le graduatorie che hanno spesso visto l’Università Parthenope partire dalle retrovie. Come si sta colmando il gap con gli altri Atenei? “Abbiamo fatto tantissimo, investendo affinché quegli indicatori che determinano la posizione negativa fossero invertiti. È chiaro che, dato che le classifiche vengono fatte sulla base di dati che sono indietro di due anni, per vedere i benefici bisognerà aspettare”. Nel concreto: “sono stati investiti più di tre milioni di euro, dei quali più di ottocentomila forniti dal Ministero, risultato di un buon programma triennale. Il nostro è stato il terzo Ateneo percentualmente più finanziato dal Miur”. Una boccata d’ossigeno soprattutto per i nostri iscritti: “agli studenti che avessero superato i 40 CFU nel passaggio da un anno all’altro abbiamo erogato 561 borse di studio per l’Anno Accademico 2014-2015, e altrettante per quello successivo. 120 borse per entrambe le annualità, invece, sono state destinate a tutte le matricole giunte al nostro Ateneo con voti di maturità compresi tra 95 e 100. Di 60 borse, infine, hanno beneficiato coloro che si immatricolavano ai Corsi di studio con minore numerosità. Si tenga presente che sono state aggiunte a quelle che vengono erogate normalmente dall’Adisu”. Il supporto alla didattica ed all’internazionalizzazione ha assunto altre forme: “abbiamo incrementato le borse di studio per il Programma Erasmus+, passando da 48 studenti beneficiari nel 2014-2015, a 86 nel 2015-2016. Poi, sempre nel programma triennale, è stata incrementata la presenza dei visiting professor in ingresso con più di 6 mesi di soggiorno in Ateneo e sono state finanziate le Summer School”. Fiore all’occhiello: “il Progetto Blended Teaching, che ci ha consentito di creare il materiale e-learning per 6 Corsi di studio, utile per il supporto didattico alla preparazione degli studenti. Riteniamo possa veramente favorire la didattica”. Inoltre, ci sono stati investimenti consistenti per la dematerializzazione amministrativa e per il sistema delle biblioteche regionali. Un ulteriore programma triennale, inoltre, ha puntato i fari sulla ricerca: “sono state introdotte due tipologie di sostegno alla ricerca locale. La prima individuale con un’aliquota legata a premialità per un ammontare di un milione e 500mila euro nel triennio 2015-2017. La seconda, di sostegno alla partecipazione ai bandi di ricerca competitiva, anch’essa finanziata per la stessa cifra e relativa al triennio 2016-2018”.
“Per quanto riguarda invece le politiche strutturali, c’è da mettere a fuoco l’organizzazione dell’Ateneo. Abbiamo usufruito dei concorsi per riorganizzare tutto il comparto tecnico-amministrativo. È stata quindi strutturata una nuova importante proposta di organizzazione che sarà valutata dal Consiglio e dal Senato”. Parla anche di un’altra politica il Prorettore, quella di reclutamento: “con il Rettore abbiamo lavorato molto bene. Il problema maggiore è che il Ministero ci valuta come medio Ateneo in funzione della numerosità della popolazione studentesca ma, di fatto, se la confrontiamo con la numerosità della docenza, risulta che il nostro organico è lo stesso di quello di Atenei che vengono considerati piccoli dal Ministero stesso. È un problema serio, perché non abbiamo un organico sufficiente”. Se il corpo docente al momento resta ridotto, a crescere potrebbero essere presto le strutture di Ateneo: “per l’edilizia si è finalmente avuta l’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’acquisto della nuova sede di Scienze Motorie all’interno dell’ex Manifattura Tabacchi, per una consistenza di 24.000 mq. Attualmente si sta procedendo alla redazione del contratto preliminare, inoltre si è avuta anche l’autorizzazione per l’ampliamento di Scienze e Ingegneria, per ulteriori 1.800 mq, al Centro Direzionale”.
È evidente che i risultati ottenuti sono frutto di una proficua collaborazione con l’amministrazione e tutti gli organi collegiali.
Tra risultati e prospettive future, intanto, sta per arrivare ai titoli di coda il mandato del Rettore Quintano. Il prof. Carotenuto parteciperà alla competizione elettorale per governare l’Ateneo? Secca la risposta: “la situazione, dal punto di vista statutario e regolamentare, per quanto riguarda l’elezione dei Rettori, è abbastanza chiara. Le candidature si possono presentare soltanto 45 giorni prima della data fissata dal decano per le elezioni. Io ho sempre ritenuto che chi si candida come rappresentante legale di una Istituzione, deve rispettare le regole. Quindi, al momento, nonostante le numerose sollecitazioni di amici e colleghi, non posso dire di essere candidato, anche se sono interessato alla questione”.


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