Attendere prego...

News Attualità


LE SOFFERENZE DEGLI STUDENTI DEL VECCHIO ORDINAMENTO

"Ci trattano come degli scarti, dei trucioli"

Incontro a Gestionale studenti-rappresentanti-Presidente di Corso

 News pubblicata il 18/01/2008
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mancanza di materiale didattico, scarsa disponibilità di alcuni docenti al ricevimento e pochi appelli. Questi sono i disagi che gli studenti di Ingegneria, iscritti al vecchio ordinamento, soffrono. Ne hanno discusso, in un incontro che si è svolto il 14 dicembre, un gruppo di studenti di Ingegneria Gestionale con il Presidente del Corso di Laurea Emilio Esposito e con i propri rappresentanti. Una iniziativa voluta e promossa dagli studenti. 
Requisiti minimi richiesti, pianificazione delle date d’esame, così come accade agli studenti del nuovo ordinamento, e un numero minimo di otto appelli; censimento e reperibilità del materiale didattico, allestimento di un archivio informatico, disponibile in rete, per reperire materiale e programmi; pubblicazione, su piattaforma ESIS, degli appelli d’esame e ricevimento dedicato: le richieste avanzate. “Gli appelli sono pochi. Alcuni esami ne prevedono uno ad ottobre, poi se ne parla a febbraio e le date vengono affisse pochi giorni prima. Inoltre, non si sa neanche quali sono gli argomenti del programma. Così i tempi di conseguimento della laurea si allungano sempre di più” dice Antonio Amoroso, lo studente che ha promosso l’incontro. “Gli iscritti del nuovo ordinamento sostengono che siamo noi a non studiare perché, in realtà, gli esami non sono poi così difficili”, interviene Marilena, una delle studentesse più arrabbiate. 
“Siamo l’unico Corso di Laurea a programmare gli esami di tutti e cinque gli anni. Questo richiede un gran lavoro organizzativo da parte dei docenti e, seppure con piccoli aggiustamenti, bene o male si riesce a stare in queste date” replica il prof. Esposito. “Però bisognerebbe programmare le date del vecchio ordinamento, così come si fa con il nuovo” aggiunge Francesca Pettinati rappresentante degli studenti presso il Corso di Laurea. “Questi problemi riguardano tutta la Facoltà. Voi sollevate delle giuste recriminazioni, ma stiamo lavorando in condizioni molto critiche ed in una situazione di grande confusione” dice il docente, spiegando il contesto nel quale versa praticamente tutta l’università italiana. Si lavora ad un nuovo ordinamento, che entrerà in vigore in autunno. La nuova struttura organizzativa avrà come elemento cardine la valutazione ed una commissione di qualità della Facoltà sta redigendo le procedure d’esame. Le nuove regole stabiliranno quanto tempo prima si deve comunicare, ad esempio sul sito, la data dell’esame, come ci si deve prenotare e il sistema di valutazione del docente, affinché tutto sia il più trasparente possibile. “Voi chiedete due cose sacrosante: materiale didattico e programma. Mi impegnerò a chiedere a tutti i docenti di rendere note e reperibili queste informazioni”. Altra questione spinosa, le date d’esame. “Dovete sapere che abbiamo fatto il Corso di Laurea con i fichi secchi, senza risorse. Ma a chi lo dici? A qualcuno che fa una riforma senza conoscere l’università? Si sta trasformando un’azienda senza investimenti. Quando ero studente, ho protestato con cartelloni e bloccato con le catene il Dipartimento perchè alcuni docenti avevano due corsi. Oggi, io stesso mi trovo a tenerne tre di corsi perché non ci sono risorse. Il nostro Dipartimento ricopre tutti gli insegnamenti fino al quarto anno, gli altri afferiscono a Corsi di laurea diversi. Occorrerà la collaborazione anche di altri colleghi” dice ancora Esposito. 
Tra le segnalazioni degli studenti, ce n’è una riguardante le modalità d’esame per alcune materie che i ragazzi definiscono ‘colli di bottiglia’. Strozzature del percorso, nelle quali tutti si affollano. Quattro i nodi: Analisi dei Sistemi, Impianti Industriali, Analisi di Processo e Scienze delle Costruzioni. “È una questione diversa, sulla quale non si può intervenire. Io stesso, per assicurare la massima assimilazione dell’argomento in tutte le sue parti, la cambio continuamente. Se cambiano i contenuti dell’esame, allora è un altro discorso” afferma il Presidente. Succede anche questo. È il caso di Analisi dei Sistemi. Il corso è stato svolto utilizzando un certo programma informatico e alla prova se ne richiedeva un altro. 
“Molti professori al ricevimento non ci sono oppure capita che non rispondano quando si bussa alla porta”, interviene ancora Marilena. “Alcuni professori valutano gli studenti del vecchio ordinamento partendo da preconcetti. Non danno più di un certo voto e replicano quello delle materie propedeutiche all’esame appena sostenuto. Ci trattano come degli scarti, dei trucioli, ma noi saremo degli ingegneri come gli altri, forse anche meglio preparati” aggiunge con una certa foga Raffaello, un altro studente. 
Risponde il prof. Esposito: “in questa facoltà i docenti sono presenti, per quanto sia difficile, ma si fa anche ricerca e ci sono tante cose da seguire. Se perdiamo il presupposto che ci sia la buona fede, abbiamo perso tutto. Il problema è che non ci sono persone. Parlerò con i colleghi. Nel prossimo Consiglio, un punto all’ordine del giorno sarà per voi”. 
Il Consiglio degli Studenti di Facoltà sta cercando di promuovere l’istituzione di corsi di recupero trasversali, rivolti a tutti, nelle materie che pongono maggiori difficoltà. Se la proposta andasse in porto, rappresenterebbe una sponda importante, ma nell’attesa servono delle risposte concrete. Primo obiettivo, ottenere i servizi minimi: appelli, materiale e programma. “Ci garantite il minimo di otto appelli l’anno e la calendarizzazione degli appelli? Il minimo sindacale per degli studenti che pagano ancora le tasse e non usufruiscono più dei corsi. Vorrei anche suggerire un ricevimento per il vecchio ordinamento. Lei che ne pensa?” domanda Francesca. “Eviterei di costruire dei ghetti. Non si può fare una programmazione diversa. Dobbiamo abbinare le sessioni e garantire un angolino della programmazione a quelli del vecchio ordinamento” dice il docente che spiega il proprio metodo: due appelli al mese a partire dalla fine del corso; cinque in tutta la sessione (considerando la pausa natalizia), ma due soli tentativi possibili. 
Abbastanza soddisfatti i ragazzi al termine dell’incontro. “Ogni volta è un pugno nello stomaco. Magari ti mancano solo pochi esami e non si vede la fine” commenta Antonio, che ha voluto l’incontro per trovare degli interlocutori. “Non c’è materiale, trovi addirittura lezioni sbobinate con metodi e simbologie differenti” aggiunge Marilena, studentessa lucana, iscritta nel ’95 che, dopo un buon inizio, ha dovuto lasciare temporaneamente gli studi per problemi familiari. Ora che è ritornata in Facoltà “oltre ad aver perso l’abitudine a studiare, trovo difficoltà perché non c’è materiale, nemmeno sul sito di molti docenti”. 
Simona Pasquale



Registrati alla Newsletter

Registrati alla nostra newsletter e riceverai le ultime news direttamente nella tua casella!