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Azienda Ospedaliera, la protesta dei lavorator

 News pubblicata il 29/02/2008
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In concomitanza con l’apertura dell’anno accademico, “avremmo preferito l’apertura di indagini sull’Azienda Ospedaliera Universitaria di Napoli”.  E’ ciò che reclamano le rappresentanze sindacali di base (RbB/CUB e RdB/CUB pubblico impiego–Settore Università della Sun) della Seconda Università. “L’AOU, prima commissariata, poi gestita da direttori generali che avrebbero dovuto risanarne le casse e  migliorare le condizioni, si è trasformata in un grande affare per consulenze inutili ed esorbitanti stipendi senza raggiungere gli obiettivi programmati e concordati… nell’ambito del risanamento della regione sui rifiuti, si inizi a risanare anche l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Napoli”. Questo è il succo del messaggio che si può leggere sui volantini distribuiti in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. Le rappresentanze sindacali vogliono vederci chiaro in una realtà aziendale che si discosta molto da quello che è il mondo accademico. “Didattica e  assistenza sono due funzioni istituzionali che viaggiano su due binari completamente opposti. Si privilegia molto la formazione teorica a discapito dell’assistenza, basti pensare che l’Azienda Ospedaliera è separata anche a livello gestionale”. 
Sembra che l’Azienda sia davvero in condizioni critiche. Alcuni esempi che illustrano lo stato di sofferenza in cui versa, ci viene fornito dai membri della Confederazione Unitaria di Base. Antonio Alfano, dell’Ufficio Stampa Rdb, nonché operatore nel reparto di Rianimazione del Policlinico, traccia una lunga lista di ciò che non va. Mancano i fondi per il pagamento di servizi forniti da aziende private; scarseggiano siringhe monouso, la carta asciugamani (si usano le lenzuola al posto dei rotoli di carta) e le divise; nel nuovo reparto di Oncologia pediatrica, in via Del Sole, i regolatori di afflusso dei condizionatori non funzionano (dunque, per un primo tratto, arriva aria calda, per le rimanenti due stanze che ospitano i piccoli pazienti, aria fredda); nel reparto di rianimazione, in alcuni punti, la pavimentazione è rotta (per ovviare alla situazione, si è usato nastro adesivo); per accedere al reparto di rianimazione, al terzo piano, c’è in uso un solo ascensore – più che altro un montacarichi – che trasporta di tutto: dalle salme al cibo, un altro ascensore è fermo da undici mesi; la sala mortuaria è in ristrutturazione da cinque anni, dunque l’azienda ha fatto un appalto con una ditta privata di pompe funebri per trasportare le salme a S. Gennaro dei Poveri; circa tre settimane fa, nel reparto di Patologia generale c’è stata un’invasione di formiche in due stanze e due spogliatoi degli infermieri; nella struttura di Anatomia, ci sono stati due incendi nell’arco di quattro mesi; durante le festività natalizie, si sono allagati tre piani del reparto di Odontoiatria. Passiamo ora alla situazione del personale, tra l’altro, sottonumero: più che assunzioni a tempo indeterminato, si procede con assunzioni di personale precario tramite agenzie di lavoro interinale; intanto, mancano infermieri  e spesso si aumentano le ore di lavoro ma l’Azienda fa sapere che i quindici minuti, usati a fine turno per la redazione dell’attività svolta, devono essere eliminati e che la relazione va fatta oltre le sei ore di lavoro; malcontento scatenato anche da un’altra circolare del direttore generale, Luigi Muto,  secondo la quale il personale non può allontanarsi dalla struttura con la divisa (spesso, però, è necessario spostarsi da una struttura all’altra per portare analisi, prelievi, etc.). Un’ultima precisazione: “Secondo la legge n. 66 del 2003 – dice Alfano – non si può lavorare per più di nove ore consecutive… ci sono, però, medici che fanno turni da trentasei ore, e logicamente percepiscono una retribuzione da straordinario… la realtà spiacevole è che la classe accademica nutre della protezione dei media, ecco perché molte cose che accadono non si sanno. C’è una casta accademica che inibisce un dialogo costruttivo con l’utenza e le rappresentanze sindacali”. 
(Ma.Es.)



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