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È ancora tempo d'esami a Giurisprudenza

 News pubblicata il 29/02/2008
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Mentre il secondo semestre è alle porte - le lezioni iniziano il 10 marzo - a Giurisprudenza è ancora tempo d’esami. Martedì 19 febbraio: esame di Diritto del lavoro della cattedra del prof. Raffaele De Luca Tamajo. Le prime domande: la libertà sindacale, la contrattazione collettiva, sciopero o serrata, lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, prescrizione, precettazione, il decentramento produttivo, poteri e doveri del datore di lavoro. Gli studenti attendono con impazienza l’esito delle prove, la maggior parte di loro è lì per ascoltare e poi ritornare a marzo per l’esame. I primi sei candidati lasciano la cattedra alquanto soddisfatti. Non ci sono state bocciature e questo è già tanto. “Sono molto orgogliosa del mio 26 - dice Rossella Di Bonito - la cattedra non è una delle più temute, però è pur sempre un esame. Credo che in due mesi, studiando in modo continuo, si riesca a raggiungere una preparazione buona”. “Non ho incontrato molte difficoltà nello studiare l’esame - dice Alfonso Forlì - L’unica parte più ostica è quella dei contratti collettivi e oggi, purtroppo, sono caduto proprio su questo argomento. Avevo una preparazione non del tutto sufficiente, per questo il docente. mi ha consigliato di ritornare a marzo. Meno male che fra una ventina di giorni potrò ripeterlo!”. Durante la seduta, voti alti si alternano a voti bassi in un equilibrio costante. Pochi i bocciati, la maggioranza viene rimandata a giugno. “Purtroppo non ce l’ho fatta - racconta Andrea - Le domande sono state molto dettagliate. Credo di aver studiato male e di aver focalizzato l’attenzione su argomenti sbagliati. Per questo motivo mi è stato consigliato di andare a ricevimento in Dipartimento per non commettere a giugno lo stesso errore”. Afferma Roberta: “devo il mio 28 allo studio continuo ma anche alla mia presenza in Dipartimento. I collaboratori del professore mi hanno aiutato molto, soprattutto sulla parte del programma più ostica. Ho evitato di imparare a memoria ed ho sviscerato fino in fondo ogni argomento”. 
Stesso giorno, ma cambio di registro per gli esami di Diritto Pubblico Comparato del prof. Salvatore Prisco. Incominciano le prime interrogazioni. Forme di Stato, bicameralismo, common law e civil law, comparazione tra ordinamento italiano e quelli stranieri, il modello anglosassone, gli enti non statali, la monarchia, stato liberale, sociale e socialista: gli argomenti più richiesti. I risultati però non sono quelli sperati: voti bassi e bocciature frequenti. “Si crede erroneamente - spiega Ondina Mattera - che l’esame sia semplice. In realtà, seppur il testo non sia complicato, il docente all’esame pretende molto. Chiede continui paragoni con la realtà, devi avere una buona elasticità mentale per superare la prova”. Concorda Mauro: “durante la prova ti puoi facilmente confondere. Il professore ti fa fare dei salti temporali per cui occorre una buona conoscenza della materia. Inoltre, devi essere preparato sull’attualità, altrimenti non vai da nessuna parte. Proprio come è successo a me oggi. Ho rifiutato 21, un voto troppo basso per le mie aspettative”. Il 21 di Mario non è un caso sporadico. “Ho strappato con difficoltà un 24 - racconta Carmen - ma meritavo molto di più. Anche se la materia è semplice, occorre una preparazione di base non indifferente. Il professore consiglia di ripetere gli esami precedenti, tipo Costituzionale, prima di sostenere la prova. Ma come si può perdere tanto tempo dietro un esame? A volte si pretende troppo da noi studenti”. Quelli che si sentono svantaggiati sono per una volta i ragazzi del nuovo ordinamento. “Veniamo tacciati di immaturità - dice Valeria - solo perché abbiamo pochi esami alle spalle. E’ vero che questo è un esame che completa lo studio di altri, ma non possiamo ogni volta chiederci quale scaletta seguire. A volte si studia calcolando il numero di pagine e il tempo che si ha a disposizione: certo è triste ridurre lo studio così, ma questa è la realtà”.
Privato, 
esame temuto
Mercoledì 20 gennaio, esami di Istituzioni di diritto privato con il prof. Enrico Quadri, una delle cattedre più temute. L’appello scorre lento in un silenzio surreale. Qualche studente è in dubbio se sostenere l’esame o rimandarlo a marzo. Iniziano i primi colloqui: il diritto di famiglia in generale l’argomento più gettonato. Proprietà, obbligazioni, successione, decadenza e prescrizione, causa, dolo, possesso e donazioni: le domande. Mentre i collaboratori di cattedra incominciano le interrogazioni, il professore pone, ad ogni studente, alcune domande specifiche, chiede chiarimenti, va in profondità su ogni argomento. “Occorre una preparazione eccellente - dichiara Stefano D’Ambrosio - se si vuole superare l’esame. Questa è una cattedra che non ammette sbagli. Un voto basso è lo specchio di una preparazione sufficiente, i voti alti vanno veramente meritati”. Durante la seduta vi sono molti 22, 23, qualche 26, ma si stenta a raggiungere il 28 o il tanto sospirato 30. Una ragazza viene bocciata, si alza e torna piangendo al proprio posto. “Ci sono rimasta male - dice Valentina - Dopo tre mesi di preparazione non meriti neppure 18!. Non ci posso credere, ho studiato e qui non ho saputo rendere. Il professore mi ha fatto notare che avevo una preparazione superficiale, forse studiando a casa da sola non ho compreso le mie lacune”. I collaboratori anche durante l’esame, rimandano ad uno studio che non sia individuale ma di confronto. “Sono stata bocciata - rivela Alessia - perché ho divagato un po’ troppo. Credevo che facendo così avrei dimostrato una migliore preparazione. Niente di più sbagliato. I professori non amano gli ornamenti, ma risposte secche e mirate. Il dilungarsi penalizza, dà l’impressione di non conoscere l’argomento e di girarci attorno”. Chi è reduce da una brutta esperienza non deve demoralizzarsi. “Sono stato bocciato a novembre - racconta Marco - e non capivo dove avessi sbagliato. Poi sono stato in Dipartimento a gennaio, non volevo mollare e dedicarmi ad un altro esame. Così, armato di pazienza, ho ristudiato Privato come se fosse una materia nuova, senza annoiarmi o sbuffare. A distanza di tre mesi ho capito che avevo studiato male e principalmente a memoria. Ecco il motivo della mia bocciatura. Oggi festeggio felice il mio 27..”.
Susy Lubrano



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