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Rischio armi chimiche

Enzimi modificati per neutralizzare i gas nervini

Il progetto Biodefensor, responsabile il dott. Giuseppe Manco del Cnr

 News pubblicata il 03/05/2017
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Iprite, dal nome della città belga di Ypres, dove fu impiegata per la prima volta su larga scala, nel corso della battaglia che si consumò tra aprile e maggio 1915. Poi Sarin, Soman, Tabun e, tra gli ultimi arrivati, il russo Novichok. Sono i famigerati gas nervini che uccidono o arrecano danni a chi vi entri in contatto. Se ne è tornato a parlare dopo che, ad inizio aprile, c’è stato un attacco chimico ad Idbil, nella Siria martoriata da sei anni di guerra. Ateneapoli ha intervistato un esperto in materia di gas nervini, che ha recentemente diretto un progetto per elaborare enzimi modificati e capaci di neutralizzare questi micidiali composti. Si tratta di Giuseppe Manco, napoletano, 55 anni, biochimico e primo ricercatore del Cnr. 
Cosa sono i gas nervini?
“Sono sostanze che appartengono alla stessa famiglia di gran parte dei pesticidi. La differenza è che sono da dieci a cento volte più tossici e sono molto più volatili”.
Con quale meccanismo agiscono sull’uomo?
“Inattivano in maniera transitoria oppure irreversibile un importante enzima presente nel corpo umano, che si chiama acetilcolinesterasi. Quest’ultima smaltisce l’acetilcolina, un neuromediatore degli impulsi elettrici del sistema nervoso centrale. Quando i gas inattivano l’enzima acetilcolinesterasi, viene meno uno spazzino dell’acetilcolina e quest’ultima si accumula nell’organismo. Tale situazione innesca mal di testa, tremori, convulsioni, asfissia fino alla paralisi del sistema respiratorio ed alla morte”. 
Come sono diffuse nell’aria queste sostanze micidiali?
“Non c’è un unico metodo. Proiettili, bombe d’aereo, testate missilistiche, dispersori, sono stati, storicamente, alcuni dei metodi di veicolazione dei gas”.
Quali sono stati i più recenti casi di utilizzo dei gas nervini?
“In Siria, prima dell’episodio di inizio aprile, il 21 agosto 2013 alcuni sobborghi di Damasco furono colpiti da missili che contenevano Sarin. Armi chimiche sono state utilizzate durante la guerra Iran-Iraq e poi contro i curdi da parte dell’Iraq. C’è stato anche un episodio clamoroso terroristico durante il quale gli attentatori fecero ricorso al gas Sarin. Accadde nella metropolitana di Tokyo nel 1995 e fu opera di alcuni membri di una setta religiosa, i quali trasportavano in sacchetti di plastica la sostanza in forma liquida. Li abbandonarono in varie stazioni della metro e li forarono affinché il gas...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 5 maggio (n.7/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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