Attendere prego...

News Attualità


Speciale Univexpò 2021

Il mondo digitale irrompe negli studi umanistici

Attenzione, però, a "cogliere il fil rouge che c'è tra antichità e contemporaneità"

 News pubblicata il 29/12/2021
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoria e traduzione, giornalismo e insegnamento, mediazione linguistica e culturale, diplomazia, ma anche commercio e, perché no, aziende, in ruoli che richiedono la padronanza delle lingue oltre che quell’elasticità mentale tipica di un laureato di area umanistica. In un mercato del lavoro sempre più frammentato e affollato, però, bisognerà impegnarsi per conquistare uno spazio ma, soprattutto, continuare a formarsi ed ampliare gli orizzonti per crescere e aggiungere altre frecce nel proprio arco. Un buon punto di partenza, si diceva, potrebbe essere una Laurea di ambito umanistico: dalle Lettere alla Storia e Filosofia, dalle Lingue ai Beni Culturali, ce n’è per tutti i gusti. 
Chi intende fregiarsi del titolo di ‘umanista’ non può essere pratico solo del suo spazio e del suo tempo. La conoscenza di sé ha origini lontane, nel passato, passa attraverso la storia e le produzioni di chi ci ha preceduto. Lo intende la prof.ssa Daniela Carmosino (Vanvitelli) nel presentare i Corsi di Conservazione dei Beni Culturali e Lettere: “Siate sempre pronti a cogliere il fil rouge che c’è tra antichità e contemporaneità”, dice. Conservazione dei Beni Culturali “ha tre percorsi, dedicati all’archeologia, alla storia dell’arte e al turismo che in un paese come il nostro, in cui c’è così tanto da valorizzare, sono attualissimi. Stesso dicasi per Lettere, per cui potete scegliere tra il percorso classico, moderno ed europeo, partendo sempre dalla centralità del testo”. Ribadisce l’importanza del contatto con le proprie radici anche il prof. Lorenzo Miletti (Federico II): “Il nostro Ateneo, insieme a La Sapienza, è l’unico ad avere un Corso interamente dedicato alle Lettere Classiche – premette – Chi conosce il mondo antico, oltre ad avere consapevolezza del ‘dietro le quinte’, va a stringere un rapporto con il proprio territorio, per quello che è stato e per quello che è oggi. Non dimenticate che siamo a Napoli, in Campania, in un contesto che ha una ricchissima memoria culturale e un forte legame con le istituzioni del territorio”. Se l’antico conduce al moderno, allora il moderno dovrà essere in grado di immaginare il futuro: “Lettere Moderne è uno studio che si addice a chi è interessato alla modernità nella sua interezza – prosegue la prof.ssa Daniela De Liso (Federico II) – perché forma l’intellettuale in grado di discernere e valutare le fonti da cui trae le informazioni con cui opera”. È una base per l’acquisizione di strumenti critici per interpretare la realtà anche lo studio della Filosofia e della Storia, come fanno notare i professori Riccardo De Biase, Andrea D’Onofrio e Laura Di Fiore (Federico II): “Oggi siamo bombardati da continui flussi di informazioni, non tutte veritiere. Un umanista deve avere una coscienza critica e sapere con quali strumenti disvelare i messaggi ingannevoli”. È tutto incentrato sul presente, invece, lo studio delle lingue. Uno studio, anzi, orizzontale che non si muove su più piani temporali, bensì su spazi diversi. Invita ad avere una vocazione cosmopolita, a superare la ‘paura dell’altro’, nell’ottica di un crogiuolo di culture ed esperienze diverse come occasione di arricchimento per la propria vita. E, in un mondo che ormai ha imparato a vivere online, non può mancare l’incontro tra la lingua e il digitale. Ne è consapevole il prof. Gianluca Genovese (Suor Orsola Benincasa) nel presentare il Corso Triennale in Lingue e Culture Moderne, articolato in due curricula, Lingue e Letterature straniere e Lingue per le professioni “che dal prossimo anno cambierà denominazione, diventando Lingue per le nuove professioni. Questa modifica era dovuta: i laureati in lingue con competenze digitali sono tra i più richiesti. Nel nuovo curriculum, quindi, sono stati inseriti insegnamenti come Economia Digitale e Diritto e Nuove Tecnologie”. È l’Università delle lingue L’Orientale: tra le Scuole di Sinologia e Orientalistica più antiche d’Europa, il suo segno distintivo è l’insegnamento di oltre 40 lingue con più di 300 convenzioni siglate con le Università di tutto il mondo. Alla platea, le prof.sse Bianca Del Villano, Marina De Chiara, Jana Altmanova e Daniela Pioppi presentano rispettivamente i Corsi di Laurea Triennale in Lingue e Letterature Comparate, Lingue Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe, Mediazione Linguistica e Culturale, Lingue e Culture Orientali e Africane. Tanti i curricula snocciolati, le lingue e le discipline da mixare e gli sbocchi professionali presentati. In comune, l’esigenza di raggiungere almeno il livello B1 di inglese al test d’accesso (da sostenere nel caso in cui si scelga di studiarlo) e il suggerimento di imparare a ‘smontare’ una lingua in ogni sua parte per poterla apprendere. Comune è anche la risposta alla domanda su quale sia la lingua preferita nel mercato del lavoro: “È difficile dirlo poiché la competizione e le possibilità sono talmente tante che non si può prevedere cosa accadrà di qui alla conclusione del vostro percorso. Il consiglio, quindi, è di dedicarsi allo studio di ciò che appassiona”. Ci sono le lingue, c’è la cultura – antica e moderna – c’è l’apertura dei confini che, dalla nostra terra conduce a quelle più esotiche e misteriose. Tutto questo e molto altro costruisce lo spirito dei Corsi dedicati all’Archeologia e ai Beni Culturali. Quattro quelli presentati: Archeologia, Storia delle Arti e Scienze del Patrimonio culturale (Stefano D’Ovidio, Federico II), Archeologia e Storia dell’Arte (Giuseppe Pignatelli Spinazzola, Vanvitelli), Civiltà antiche e Archeologia: Oriente e Occidente (Dora D’Auria, L’Orientale) e Scienze dei Beni Culturali: turismo, arte, archeologia (Francesco Zecchino, Suor Orsola Benincasa). Leitmotiv delle presentazioni, la modernità insita nell’archeologo del ventunesimo secolo: “L’archeologia non si avvale più solo di pala e pennellino come un tempo. Alle nostre spalle c’è un mondo digitale, dai droni all’aerofotogrammetria, che aspetta di essere scoperto da voi”.
 
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli su www.ateneapoli.it



Registrati alla Newsletter

Registrati alla nostra newsletter e riceverai le ultime news direttamente nella tua casella!