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Partono i lavori nell'area ex Officine Fiore: ospiteranno parte della Facoltà di Agraria e laboratori del Cnr

In 28 mesi un nuovo Polo Universitario ad Ercolano

 News pubblicata il 18/01/2008
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Stanno per partire i lavori per la realizzazione del nuovo Polo Universitario e di Ricerca nell’area industriale dismessa delle “Ex Officine Fiore” nel Comune di Ercolano. L’operazione è stata studiata a lungo ed ha richiesto l’azione sinergica degli enti locali e delle istituzioni universitarie e di ricerca. Il nuovo Polo comprenderà sia i nuovi locali della Facoltà di Agraria di Portici che il laboratori del CNR e, secondo le previsioni, sarà pronto in 28 mesi. L’intero progetto è stato presentato ufficialmente lo scorso 10 dicembre presso la Facoltà di Agraria, durante un affollato incontro tenutosi nell’Aula Rossi Doria, alla presenza del Ministro per l’Innovazione Luigi Nicolais. Tutti i principali attori del difficile lavoro che ha portato all’approvazione del progetto e alla firma dell’accordo avente ad oggetto la trasformazione dell’ex complesso industriale in sede universitaria e di ricerca hanno espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. Il sindaco di Ercolano, Nino Daniele, e quello di Portici, Enzo Cuomo, hanno puntato l’attenzione sulla straordinaria capacità di “fare sistema” dimostrato dalle istituzioni locali. Anche l’assessore regionale all’Università e alla Ricerca Scientifica, Teresa Armato, e l’assessore regionale all’Agricoltura e alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, hanno apprezzato lo sforzo fatto per superare i particolarismi e i localismi, grazie al quale è stato possibile accelerare i tempi. L’assessore Armato non ha dimenticato di sottolineare che il nuovo Polo Universitario e di Ricerca sarà la piena espressione di una delle più spiccate vocazioni del nostro territorio, quella scientifico-tecnologica, che assieme a quella paesaggistico-culturale costituisce una peculiarità difficilmente rinvenibile altrove: “non so se da qualche altra parte si riescono a trovare la scienza e la tecnologia sul mare”. Un tema ripreso dal presidente della Provincia, Dino Di Palma, che ha voce importante in capitolo, essendo la Provincia di Napoli proprietaria della Reggia di Portici, storica sede della Facoltà di Agraria. La realizzazione del nuovo complesso scientifico, infatti, consentirà alla Facoltà di liberare quegli spazi della Reggia che da lungo tempo non erano più compatibili con lo svolgimento di attività didattiche e di ricerca, come ha spiegato l’ex preside, prof. Alessandro Santini, tra i principali artefici del progetto. “E’ giunto il momento di consegnare la Reggia a un grande disegno di riqualificazione culturale: le amministrazioni pubbliche si riappropriano del governo del territorio - ha detto Di Palma- sono già in atto interventi della Provincia per 20 milioni di euro, mentre la Sovrintendenza è riuscita ad ottenere altri 20 milioni di euro di fondi europei, per altri quattro lotti di intervento”. Per riuscire a coniugare queste molteplici vocazioni territoriali nell’ambito di un unico progetto è stata necessario, oltre all’azione sinergica delle istituzioni, un incessante lavoro propositivo e di coordinamento da parte dell’università. Il Rettore della Federico II, prof. Guido Trombetti, ha definito il prof. Santini “mio personale tormento di questi anni”, un’espressione affettuosa per indicare la tenacia e “la pazienza, l’impegno e l’amore”, con cui Alessandro Santini si è adoperato per risolvere il problema della delocalizzazione di parte delle strutture della Facoltà. “Un impegno che è andato al di là dell’immaginabile. Devo ringraziare inoltre il preside Masi, il prof. Cosenza, delegato all’edilizia, e il prof. Naso. Abbiamo lavorato tanto, e questo è un giorno importantissimo. Avremo un’eccezionale Polo dell’Agroalimentare, e sono convinto che il grande meridionalista Manlio Rossi Doria avrebbe segnato quella di oggi come una data di straordinaria importanza per il Mezzogiorno”. Il prof. Lino Ferrara del CNR ha parlato del nuovo Polo come della “prima forte idea per il Sud, che si inserisce nell’ambito di una serie di accordi di sviluppo da realizzare per i giovani del Mezzogiorno”.
I dettagli storici e tecnici sul piano di recupero della zona industriale di Ercolano e sul progetto per il nuovo Polo Universitario e di Ricerca sono stati forniti dalla prof. arch. Emma Buondonno e dagli ingegneri Frosina, Giorgio Fiore e Marco Damonte. L’area industriale dismessa delle “Ex Officine Fiore” è di proprietà della Firema Trasporti S.p.A., società leader nella produzione e manutenzione di materiale rotabile, che da anni ha trasferito ed ampliato la produzione nel grande complesso di Caserta. Lo studio di fattibilità e il progetto di trasformazione sono stati sviluppati dalla società di ingegneria napoletana Tecnosistem S.p.A.. L’intervento progettuale prevede il restauro e risanamento conservativo degli edifici in muratura dell’800, presenti sul fronte a mare del lotto, e la ristrutturazione dei retrostanti capannoni industriali, che verrà invece attuata mediante demolizione e ricostruzione, con una significativa riduzione di 90mila metri cubi della volumetria attuale. Il nuovo complesso si estenderà su una superficie pari a circa 21.600 mq di superficie coperta utile distribuita su due o tre livelli, suddivisa tra aule per la formazione, laboratori di ricerca, studi, biblioteca, ecc.. La Facoltà di Agraria manterrà le strutture per la didattica di primo livello nel complesso Mascabruno all’interno del Parco della Reggia, ma abbandonerà il piano nobile del Palazzo, individuando nella nuova sede di Ercolano (in realtà si è al confine con Portici, molto vicino alla Reggia stessa) i locali per la formazione di secondo livello e altamente specialistica. Il Ministro Nicolais ha seguito con vivo interesse la presentazione del progetto e ha affermato che ancora una volta l’università ha dimostrato di essere motore di sviluppo. L’inaugurazione del nuovo Polo sarà un grande evento per l’intera fascia costiera dell’area vesuviana. “Aspetto che passino questi 28 mesi per poter tagliare il nastro”, ha detto il Ministro.  
Sara Pepe



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