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In 750 alla festa per il 30esimo anno di Ateneapoli

Rettori, docenti, studenti insieme al Circolo Canottieri il 4 giugno per celebrare il foglio giallo che racconta da tre decenni la storia degli Atenei napoletani

 News pubblicata il 12/06/2014
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30 anni di emozioni, sfide, cambiamenti e verità raccontate. Una vita per gli studenti che sono cresciuti con il giornale, una fase della carriera per i tanti Rettori, Presidi e docenti che si sono avvicendati, un sogno per un sociologo neolaureato. I pilastri delle Università campane si sono riuniti il 4 giugno 2014 al Circolo Canottieri di Napoli, che si è vestito a festa. L’occasione: il compleanno di Ateneapoli, il nostro quindicinale giallo e nero, che ha raccontato la storia degli Atenei, ed è entrato nel cuore e nelle case di tantissimi lettori ed abbonati. Apre il Presidente del Circolo Edoardo Sabbatino: “quest’anno festeggiamo i cento del nostro Circolo e i 30 anni di Ateneapoli. Per noi è un onore ospitare una rivista che si è affermata sempre più per qualità e necessità di fornire informazioni agli studenti. La vicinanza e l’attenzione a questi ultimi, la dimostriamo aderendo ad un progetto di tutoraggio per i nostri campioni, che, causa impegni sportivi, hanno poco tempo per studiare”. La parola passa al Direttore Gennaro Varriale, che racconta ciò che è stato Ateneapoli, attraverso la proiezione delle foto dei momenti più belli: “questo periodico nasce con l’intento di essere un servizio e un mezzo di comunicazione per gli studenti, prima di tutto, ed in secondo luogo per le altre categorie presenti nell’Università. Vuole diventare utile strumento di informazione e comunicazione per il popolo dei 100.000 che ogni giorno invade le strutture degli Atenei napoletani. Nonché di confronto su quelle che saranno le scelte in futuro, e strumento divulgativo, per una serie di studi e progetti che altrimenti rimarrebbero nelle segrete stanze degli studiosi”, le parole del fondatore Paolo Iannotti, riportate nell’editoriale del numero zero, danno un’idea della missione del giornale. “Frutto dell’idea di un ex studente, che da non molto tempo aveva lasciato i banchi dell’Università e che già allora sentiva l’assenza di un mezzo di comunicazione che permettesse di avere notizie fuori dal recinto del proprio Corso di Laurea. Un compito certamente non facile, ma al quale crediamo”, continua a citare Varriale. “Il ventisettenne da poco laureato ci ha creduto e ha dato vita ad una realtà unica: un numero zero di fogli gialli e neri, nato nel febbraio dell’85. In trent’anni: sette milioni di copie distribuite, 573 numeri, 150.000 interviste e 240 collaboratori avvicendatisi. Piccoli passi con pochi fondi”, prosegue. Tante le manifestazioni promosse nel corso del tempo: edizioni di Miss Università, concerti e premi letterari, con ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo, da Piero Chiambretti a Paolo Hendel, da Alessandro Siani a Peppe Barra, dai registi Francesco Apolloni e Eduardo Tartaglia, al compianto Giorgio Gaber
Ateneapoli non è solo passato, il giornale continua ad evolversi, attraverso nuove iniziative come: ‘Inchiostro Digitale’, il concorso fotografico ‘110 foto e lode’ e la manifestazione d’orientamento ‘Salone dello Studente’, che ha richiamato nell’edizione dell’anno scorso oltre 28 mila studenti delle scuole superiori. Oggi è anche editore: “ha esordito con il successo dei libri di Amedeo Colella, e pubblica anche in digitale. A breve è prevista perfino una Web Tv. Tutto questo è stato realizzato solo attraverso i sostenitori: sponsor, lettori e inserzionisti interessati al pubblico universitario. Dietro: tanto lavoro e sacrificio”, rivela. Rende i presenti partecipi della vera essenza del giornale Patrizia Amendola, che ne ha seguito passo passo la storia, sempre in prima linea, in quanto coordinatrice redazionale da quasi trent’anni. “Con grande emozione, perchè abituata a lavorare senza clangori e perchè manca a gioire di questo nuovo traguardo Paolo Iannotti, colui che al giornale ha dato la paternità, proverò a raccontare la nostra storia. Di grandi soddisfazioni, ma anche di coraggio, caparbietà, tanto sudore e un pizzico di follia. Sarebbe stato molto più facile per molti di noi scappare. Invece, ci abbiamo creduto e ci crediamo ancora”. Pionieri del giornalismo universitario in Italia: “abbiamo intercettato una domanda inevasa di informazione. La puntualità nelle pubblicazioni, la continuità e la presenza costante in tutti gli appuntamenti universitari ci hanno differenziato da analoghe iniziative nate negli anni”. Nel lontano febbraio del 1985 Paolo chiamò a raccolta e coinvolse nella sua avventura ‘il gruppo di Abruzzese’, neo laureati in Sociologia delle Comunicazioni di Massa con tanti sogni, molto entusiasmo e il ricordo vivo delle difficoltà vissute da studenti di un Corso di Laurea all’epoca Cenerentola dell’Università: “se una persona sogna da sola, il sogno resta un sogno. Ma quando tante persone sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà”, prosegue la caporedattrice. “La nostra sede, nell’ex Albergo dei Poveri, era crollata, nel silenzio, durante il sisma del febbraio dell’80. Da allora, lezioni in notturna ed esami nell’androne di Corso Umberto. Uno dei primi compiti che ci assumemmo fu quello di raccogliere e pubblicare: calendari d’esame, diari di lezione, bandi di concorso. Perchè l’idea di Paolo era che il giornale dovesse diventare uno strumento di servizio e di informazione indispensabile allo studente, l’anello debole del sistema”. Ma Ateneapoli doveva essere, ed è, anche luogo di dibattito, di confronto e pungolo per negligenze e distrazioni delle istituzioni. “Per questo nella sede del centro storico, lasciata solo un mese fa, abbiamo ascoltato e raccontato tante storie, dando voce a chi spesso la voce non ce l’ha. Come la storia di Lucia, iscritta a Lettere, costretta dal nuovo ordinamento a studiare come una forsennata, tanto poi da cedere e finire in ospedale, o quella di uno studente di Economia che ha perso il sorriso e vive l’Università come un posto in cui si soffre, o, ancora, quella della studentessa di Giurisprudenza, costretta a portare con sé un materassino da spiaggia, per seguire più comodamente una lezione affollata”.
Non solo luogo d’inchiesta e denuncia delle problematiche diffuse, il quindicinale ha regalato emozioni e divertimento: “narrando la scelta di Peppe, neo laureato in Ingegneria Civile, professione avviata, che ha mollato tutto per andare in missione in Africa, e la determinazione di Giuseppe, primo sordo laureato. Ci siamo divertiti scoprendo qualche chicca - gli esami con il panariello della tombola - spiazzando con una prima pagina satirica o mutando il giallo Ateneapoli in azzurro, per festeggiare il primo scudetto del Napoli. Cosa che ci auguriamo di replicare a breve”. La nascita di nuovi Atenei e Corsi di Laurea, le nuove sedi, le riforme degli studi, la scomparsa delle Facoltà, le campagne elettorali per il rettorato e le elezioni studentesche, i dibattiti sui grandi temi: “in 30 anni di giornalismo siamo stati i testimoni di tre decenni di storia delle Università partenopee. Critici talvolta, ma anche attenti a mettere in luce il prestigio degli Atenei, le lezioni indimenticabili dei Professori-Maestri, a valorizzare studi, ricerche, progetti e talenti. Insomma, quanto di bello e di buono si produce nelle nostre Università cui un po’ tutti sentiamo nel profondo, e molto orgogliosamente, di appartenere”.
 
L’intervento dell’Assessore Trombetti e dei Rettori
 
Lettori affezionati e attenti alle ultime novità, organi principali della vita universitaria, i Rettori non potevano mancare; ognuno ha lasciato un ricordo personalissimo della rivoluzione in giallo e nero apportata da Iannotti. “Sono cresciuto con Ateneapoli, ricordo quando è nata l’idea geniale di Paolo, continuata con grande qualità da Varriale. Trent’anni sono la mia storia accademica. In questo lasso di tempo il giornale non ha mai dato spazio al piccolo pettegolezzo, e allo stesso tempo non è stato mai greve”, racconta l’ex Rettore della Federico II, oggi Vicepresidente delle Giunta Regionale, Guido Trombetti. “Nel quindicinale la comunità accademica si è ritrovata, colmo di lealtà sostanziale, dote d’incommensurabile grandezza. Luogo d’informazione e dibattito; la probabilità di trovare il foglio giallo nello studio di un docente è l’80 per cento”. Uno dei pochi successi editoriali italiani degli ultimi anni, “resta in piedi, mentre molte riviste chiudono i battenti”, interviene il Rettore in carica Massimo Marrelli. “Ha attraversato una fase di transizione estremamente complicata. È un organismo sopravvissuto al leader che lo ha fondato. I suoi giornalisti non scrivono di cose che non sanno, come la maggior parte, perché sono ragazzi che vivono l’università, con un più alto quoziente intellettivo, perché nostri studenti”, ironizza. “Giornale dai toni pacati, che avrebbe potuto prendere una piega legata agli incassi, una curiosità spinta, ma non l’ha fatto. Ha stabilito un ruolo di grande livello nel tessere legami tra docenti e studenti. L’acquisto di Ateneapoli non era l’acquisto di un giornale qualunque, dietro c’era l’affetto per Iannotti, che è riuscito a trasmettere con tanto garbo, attraverso il ruolo di collegamento con la parte debole dell’Università: gli studenti”, aggiunge il Rettore della Parthenope Claudio Quintano. “Intervistare con eleganza era proprio del suo fondatore, il giornale si è portato dietro questa caratteristica. In otto anni da Rettore, non c’è stato un momento in cui non fosse presente. Mantenere la stessa passione, malgrado le difficoltà, vuol dire riuscire a trasmettere l’amore per ciò che si fa alle future generazioni”, interviene Francesco Rossi, Rettore della SUN. “Varriale ha ereditato un impegno che sta portando avanti con grande capacità: quella di affrontare i problemi, senza mai avere fretta. Tutti noi aspettiamo il giorno in cui Ateneapoli esce in edicola, specialmente per capire gli studenti cosa pensano dell’Università. Grazie al giornale, sappiamo che succede negli altri Atenei e abbiamo la possibilità d’intervenire su questioni che ci riguardano. L’informazione è precisa e puntuale, critica e leale. Gli auguro almeno altri trent’anni di successi come questo”, termina il Rettore dell’Orientale Lida Viganoni. 
Sotto l’occhio vigile delle telecamere di We Can Dance, la serata prosegue sino al gran finale: il taglio della torta con candeline annesse e l’esibizione di Claudia Megrè, studentessa al Suor Orsola, cantautrice e musicista, che molti hanno apprezzato nel programma ‘The voice of Italy’. La talentuosa ventottenne abbandona l’abito da rockettara per cullare i presenti con le note dei famosissimi successi napoletani: Napule è, Era de maggio e Cu’mme.
 
 



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