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Manager della Henkel in cattedra per gli studenti di Scienze della Comunicazione

 News pubblicata il 18/01/2008
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Una lezione fuori dall’ordinario quella che si è tenuta giovedì 13 dicembre a Scienze della Comunicazione. A rendere così speciale il corso di Sociologia della comunicazione d’impresa della prof.ssa Giovanna Della Volpe l’intervento di una manager: Cecilia dé Guarinoni responsabile della comunicazione d’impresa a Milano presso Henkel Italia. Tanti gli studenti che hanno partecipato all’incontro sul tema “Corporate Brand Management: dalla Vision Aziendale verso la Notorietà e la Reputazione”. Un titolo complesso per spiegare l’evoluzione, nel mondo della comunicazione, che dal 2001 ha interessato un’impresa internazionale come Henkel; azienda operante dal 1876 in innumerevoli settori dell’industria. Un’evoluzione affidata ad uno staff corposo e creativo che mette in luce gli aspetti positivi e rilevanti che un marchio offre. “ Quando sette anni fa –spiega la dé Guarinoni – Henkel mi ha chiesto di entrare in azienda per dar vita ad una nuova strategia di comunicazione, ho accettato un’impresa emozionante ed impegnativa. Si sentiva il bisogno di portare a conoscenza di tutti l’impegno e la solidità del marchio. A volte basta un’ora per distruggere la reputazione di un’azienda, per costruirla invece occorre un impegno costante e coerente”. 750 marchi distribuiti in 125 paesi del mondo, ecco i numeri che contraddistinguono il lavoro e la forza dell’Henkel. “Siamo leader nel settore dei sigillanti e degli adesivi. I nostri prodotti sono i primi portatori di comunicazione. La qualità, l’innovazione per combattere la concorrenza e i prodotti di marca, sono il trend da cui non si può prescindere. Sapere chi c’è dietro un prodotto, come si comporta, i suoi standard di sicurezza, il rispetto che apporta all’ambiente: tutto ciò deve essere chiaro all’occhio vigile del consumatore. Rendere la vita più facile e più piacevole è uno dei nostri obiettivi primari. Il nostro fondatore Fritz Henkel inventò il primo detersivo autoattivo che permise alle casalinghe di avere più tempo libero a disposizione. Ed è per questo che noi adottiamo la politica del brand amico. Henkel è un marchio che entra nelle famiglie aiutando la loro vita”. 
La comunicazione contribuisce al successo economico dell’impresa: in dieci anni il valore della marca è cresciuto del 20%. “Da quando abbiamo adottato la firma qualità Henkel come si nota in pubblicità, la notorietà del marchio è cresciuta notevolmente. Se prima la comunicazione esterna era paragonabile ad un piccolo torrente, ora ci troviamo di fronte ad una serie di cascate. La notorietà è un obiettivo imprescindibile per farsi conoscere come azienda esemplare sia dal punto di vista finanziario sia da quello ambientale. Un marchio che persegue l’innovazione costante dei prodotti e dei processi di marketing, e che ha come pilastri la qualità, la responsabilità sociale dell’impresa e l’innovazione”, spiega dé Guarinoni. 
Essere responsabili della notorietà e della reputazione di un’azienda così importante comporta un lavoro di grande responsabilità. “Per fortuna non sono sola. Sono tre i collaboratori che studiano e mettono in pratica le idee che arrivano dal direttivo. Poi ci confrontiamo col presidente per verificare se la strategia funziona. Inoltre, ogni due anni a livello mondiale si fanno dei sondaggi per stimare la popolarità dell’azienda. Contiamo di far crescere ancora di più il valore dell’impresa e nel 2012 stimiamo che vi sarà una notorietà standardizzata. Questi i nostri obiettivi: continuare la politica del brand conosciuto e amico che ti accompagna rispettando un’etica e dei principi fondamentali, comunicare la passione che si cela dietro il nostro lavoro, ampliare il potere di attrazione emozionale del logo attraverso la grafica”. 
Ma quali requisiti sono necessari per poter lavorare in Henkel? Come bisogna rapportarsi con questa realtà?, le domande degli studenti. “Intraprendenza, voglia di imparare ed ascoltare, voglia di mettersi in gioco. Essere capaci di osare, occorre una buona dose di curiosità ed interesse per i media, inoltre conta tantissimo la voglia di buttarsi a capofitto in un progetto e di fare tanta gavetta. Questi sono per me i requisiti fondamentali, oltre ad una laurea specialistica e ad una buona capacità di scrittura. Grazie a questo lavoro anch’io ho avuto la possibilità di mettermi in gioco, ho potuto esprimere la mia creatività attraverso il mio lavoro di consulenza”, conclude la dottoressa Guarinoni. 
Il commento della prof.ssa Della Volpe promotrice dell’incontro: “la comunicazione è una leva strategica, molti la riducono a mero strumento, in realtà la comunicazione è prima strategia e solo in un secondo momento diventa strumento. In quest’incontro è emerso come la comunicazione sia un investimento per un’azienda internazionale così importante. Le aziende hanno bisogno di avere alla base strategie forti ed unificanti ed oggi ne abbiamo avuto l’esempio”. La docente non è nuova ad iniziative che avvicinino gli studenti al mondo del lavoro. Oltre ad incontri con testimonial in aula, ci sono le visite aziendali.
Susy Lubrano



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