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Medicina: "un percorso di studio e di vita"

 News pubblicata il 29/12/2021
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Passione e compassione, desiderio altruistico di lasciare il segno facendo del bene al prossimo, ma anche conquistare una posizione professionale stabile, tanto prestigiosa quanto carica di responsabilità. Ogni anno, sono tantissimi i giovani neo diplomati che si misurano con i test d’accesso che aprono le porte dei Corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Professioni Sanitarie, Farmacia e Biotecnologie. Perché? Per l’odontoiatra, una delle ragioni potrebbe essere “voler ridare il sorriso al paziente”, questo è il motto della prof.ssa Letizia Perillo (Vanvitelli) che poi rimarca uno dei punti di forza del suo Ateneo: “si configura come una piccola grande famiglia, in cui i docenti hanno un rapporto diretto con tutti gli studenti”. Perché scegliere Odontoiatria: “è un Corso che offre ottime opportunità professionali. I nostri studenti, per il 99% si laureano in tempo e trovano lavoro da uno a tre anni dalla conclusione degli studi”. Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Michele Nicolò (Federico II): “Il 1980 è l’anno in cui Odontoiatria, da semplice specializzazione medica, è diventata un Corso di Laurea vero e proprio”. Da quell’anno, la figura dell’odontoiatra di strada ne ha fatta, diventando un professionista sempre più all’avanguardia, specializzato e pratico nell’uso delle tecnologie. E, a tal proposito, “il nostro Ateneo dispone di un’aula per le esercitazioni pratiche tra le più avanzate d’Europa, dove gli studenti si esercitano a lungo prima di cominciare a lavorare nella bocca del paziente”.
È un concentrato di scienza e coscienza e il cardine della sua professione è il rapporto con il malato. Il medico, prima di indossare il camice bianco, avrà tanto da lavorare: lunghe giornate di lezioni e tirocini, approfondimenti personali ed esami complessi, il tutto in un ambiente stimolante, ma competitivo. Lo sottolinea la prof.ssa Antonella Scorziello (Federico II), a cui la platea in ascolto chiede qualche notizia in più sul nuovo Corso di Medicina a indirizzo tecnologico, MediTec: “È un esperimento che mette insieme le competenze dei docenti federiciani di Medicina e Ingegneria. L’obiettivo è quello di rendere più tecnologico l’operato del medico. Questo non vuol dire tenere in minore considerazione il paziente e il suo bisogno di attenzione, ma sfruttare la tecnologia per potenziare gli approcci diagnostici e terapeutici”. Una definizione del medico a tutto tondo, dal sapore antico, la dà anche la prof.ssa Maria Luisa Balestrieri (Vanvitelli): “Ippocrate ci dice che è l’unione del perfetto uomo con il perfetto studioso”. E avverte la platea: “Chi sceglierà Medicina intraprenderà un percorso di studio e di vita, che potrà essere proiettato anche in ambito internazionale, proteso non solo al riconoscimento della malattia, ma alla considerazione dell’individuo nella sua unicità”. Il desiderio di diventare un professionista della salute è forte, ma c’è un po’ di scoramento al pensiero di studi tanto lunghi: chi la pensa così dovrebbe lanciare uno sguardo ai Corsi delle Professioni Sanitarie, estremamente pratici, che garantiscono un profilo definito e spendibile già dopo tre anni. “Le Professioni Sanitarie si dividono in quattro classi: infermieristiche e ostetriche, della riabilitazione, tecniche e della prevenzione”, chiarisce la prof.ssa Teresa Rea (Federico II). Le differenze consistono principalmente nel diverso grado di vicinanza e coinvolgimento con il malato. Chi è lo studente ideale per uno di questi percorsi? Lo spiega la prof.ssa Francesca Gimigliano (Vanvitelli): “È chi sente di poter stare accanto al bisognoso”. Poi sottolinea una peculiarità nell’offerta formativa dell’Ateneo: “Il Corso di Infermieristica in lingua inglese che permette la crescita in un ambiente multiculturale e che consiglio a chi, già ora, ha aspirazioni internazionali”. Guardano alla salute e al benessere della persona, ma da un altro punto di vista, i Corsi di Biotecnologie e Farmacia. Perché interessarsi alle Biotecnologie? Ci sono tante ragioni, come sottolinea il prof. Nicola Zambrano (Federico II), che a titolo di esempio accenna alla pandemia e ai presidi vaccinali. “Un biotecnologo ha ampie opportunità professionali, dalle aziende farmaceutiche alla medicina forense, alla ricerca di frontiera”. Il suo consiglio: “Essere dei curiosi”. Interviene in rappresentanza di un Dipartimento dall’ampia offerta il prof. Orazio Taglialatela Scafati (Federico II), che presenta tutti i Corsi incentrati sul mondo del farmaco: “Farmacia si rivolge a chi vuol diventare, appunto, farmacista o impegnarsi in centri di ricerca ed enti regolatori. Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, invece, è più incentrato sullo studio del farmaco dal punto di vista molecolare e nei suoi aspetti chimici”. E le Triennali: “Controllo di Qualità forma un tecnico il cui compito è assicurarsi che il farmaco risponda alle specifiche. Scienze Erboristiche si rivolge a chi è interessato agli aspetti fitoterapici delle piante. Scienze Nutraceutiche si focalizza sulle sostanze estratte dagli alimenti che hanno proprietà farmacologiche”. Chiude la prof.ssa Ivana D’Angelo (Vanvitelli) che ritorna sul farmacista ideale: “È l’esperto del farmaco a 360 gradi, che ha competenze in campo biologico, chimico, tossicologico, tecnologico e molto altro”. Un motivo ricorrente ha accompagnato le presentazioni di tutti i relatori: l’importanza, quando si tratta di salute, della conoscenza delle nuove tecnologie e l’alto valore delle attività pratiche e laboratoriali che accompagnano tutti questi Corsi.
 
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