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Nuovo Ordinamento, sarà attivato solo il primo anno sia alle Triennali che alle Specialistiche

 News pubblicata il 29/02/2008
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E’ probabile che le aspettative di tutti, docenti e studenti, sul Nuovissimo Ordinamento fossero solo eccessive. Come se ci si aspettasse, esplicitamente o implicitamente, che la nuova riforma potesse risolvere tutta la macchinosità e la povertà intellettuale provocata dalla riforma del 2001. Di fatto, invece, per lo meno per la Facoltà di Lettere, si prospetta una confusione notevole per i primi tre anni di applicazione del nuovissimo ordinamento, e bisognerà aspettare la fine di questo periodo per poterne apprezzare gli effetti positivi.
Nel Consiglio di Facoltà di Lettere del 20 febbraio è stato infatti confermato che il Nuovissimo Ordinamento partirà si con l’inizio del prossimo anno accademico, ma verrà attivato solo il primo anno di corso, per tutti i Corsi di Laurea sia triennali che specialistici. Per cui gli studenti che l’anno prossimo dovranno iscriversi al secondo o al terzo anno non potranno passare al nuovo sistema, a meno che non vogliano perdere uno o due anni.
Una decisione purtroppo comune a tutti i corsi dell’Ateneo, e che la Facoltà, pur volendo, non sarebbe in grado di invertire. I nuovi parametri ministeriali richiedono infatti requisiti minimi per l’attivazione di ogni Corso di Laurea – ad esempio un numero massimo di studenti per ogni docente e un numero minimo di docenti ordinari- che se non rispettati decreterebbero lo “spegnimento” del Corso, cioè la mancanza di finanziamenti statali. E la Facoltà, spiega il Preside Eugenio Mazzarella, non potrebbe permettersi, in termini di numero di docenti e di aule a disposizione, di attivare sia i cinque anni (3+2) del Nuovissimo Ordinamento che, in parallelo, i 3+2 dell’ordinamento attualmente in vigore - dato che quest’ultimo non potrà essere eliminato fino a che rimarranno studenti in corso. Far transitare tutti gli iscritti contemporaneamente al Nuovissimo, non è evidentemente una soluzione contemplabile – non si può obbligare uno studente iscrittosi ad un ordinamento di studi a passare forzosamente ad un altro, sebbene probabilmente in questo caso, con adeguati incentivi e bonus, la stragrande maggioranza degli iscritti sarebbe ben felice di farlo.
Il Consiglio si apre con un minuto di silenzio: tutti i presenti si alzano in piedi per salutare un’ultima volta, per lo meno ufficialmente come Facoltà, due membri della comunità universitaria venuti a mancare recentemente. Il primo è il rappresentante degli studenti Luca Addonizio, del gruppo Ateneo Studenti, ventitreenne attivo e impegnato a tutto campo nel volontariato e nella politica, stroncato da un malore improvviso, probabilmente un aneurisma. Lo ha ricordato l’amico e compagno di lista Vincenzo Drago. Il secondo, esterno alla Facoltà ma vicino per comunità di intenti umani oltre che culturali, è il prof. Fabio Maniscalco de L’Orientale, deceduto per effetto delle radiazioni di uranio impoverito assorbite in Kossovo, dove era impegnato nella tutela del patrimonio dei beni culturali. E’ stato ricordato dal Preside Mazzarella, che era stato tra i firmatari della sua candidatura al Nobel, come esempio dei casi in cui “la cultura fa il suo dovere: in un momento in cui il mondo politico da il peggio di se, c’è qualcuno che lavora anche per gli altri”.
In arrivo 6 
nuovi ricercatori
Il Preside annuncia poi due “buone notizie finanziarie”. La prima è che è arrivato un fondo aggiuntivo per le attività della Sicsi, 43mila euro che andranno a coprire anche il buco di 10mila euro della Presidenza causato dalle ultime supplenze e contratti a cui la Facoltà ha dovuto fare fronte. Tra le varie spese, 5mila euro di questa quota verranno indirizzati ai laboratori della Facoltà e altri 5mila alla biblioteca centrale.
L’altra riguarda il fondo Mussi per i ricercatori: 22 posti di ricercatore verranno co-finanziati dal Ministero in tutta la Federico II (un finanziamento che prevede che l’Ateneo si impegni a sostenere i costi di un numero di ricercatori uguale a quello sostenuto dal Ministero: raddoppiando la quota si arriva quindi ad un totale di 44 nuovi posti di ricerca), e, di questi, 3 (più altri 3 sostenuti dall’Ateneo, quindi 6) spetteranno alla Facoltà di Lettere. Un numero dovuto non solo alla quantità di iscritti, sottolinea il Preside Mazzarella, ma anche ai parametri di qualità raggiunti a Lettere, che garantiranno un trattamento equivalente anche per la prossima tranche di ricercatori in arrivo il prossimo anno. I nuovi sei ricercatori della Facoltà verranno distribuiti uno per ogni Dipartimento, più uno supplementare a Filosofia, che negli ultimi anni non avrebbe ricevuto risorse extra budget, a differenza degli altri – anche se questa scelta solleva rivendicazioni da parte degli altri Dipartimenti e dei Corsi di Laurea che ultimamente soffrono per la carenza di docenti, Beni Culturali e Lingue. I posti di ricerca riguarderanno in ogni caso gli ambiti disciplinari di Psicologia Sociale, Storia delle Religioni, Filosofia Teoretica, Storia delle Dottrine Politiche, Filologia Romanza, Papirologia.
E si arriva infine al momento più delicato di tutto il Consiglio: l’approvazione di stralci dei nuovi regolamenti didattici, ovvero di elementi ancora parziali del Nuovissimo Ordinamento, cercando di tutelarsi dagli improvvisi cambi di rotta del Ministero, che negli ultimi mesi non sono mancati, adottando una delibera con riserva. 
Carenze informatiche,
fondi per 30 computer
I rappresentanti degli studenti, nella persona di Leonarda di Meo, intervengono per chiedere chiarimenti in merito alle possibilità di passaggio al Nuovissimo Ordinamento per gli studenti iscritti agli anni successivi al primo, chiedendo una “garanzia di passaggio indolore per tutti gli iscritti. Non è possibile un passaggio che riguardi solo il primo anno. Gli studenti sono esasperati, non so cosa potrebbe succedere se questo avvenisse”, aggiunge Leonarda. Il secondo punto evidenziato dagli studenti è quello delle “carenze informatiche della Facoltà. Abbiamo saputo che ci sono 30 nuovi computer in deposito che non verranno installati finché non si libereranno gli spazi della biblioteca, a novembre-dicembre. Ma abbiamo trovato degli spazi alternativi e chiediamo di essere convocati nella Commissione Spazi per discutere di questa e altre questioni”. Riguardo ai computer il Preside risponde che non sono ancora stati fisicamente acquistati, anche se è stata stanziata la somma, e che dovranno essere però collocati obbligatoriamente nella sede di Porta di Massa per problemi di sorveglianza. La questione del passaggio al Nuovissimo sollevata dagli studenti è invece molto più spinosa. “In altre Facoltà dell’Ateneo la situazione è ben peggiore”, sostiene il Preside. “Ci sono Corsi di Laurea in cui per il primo anno delle specialistiche non partiranno gli ordinamenti riformati per mancanza di requisiti minimi. E sono 25 i Corsi in tutto l’Ateneo che sono stati cassati perché non rientravano nei parametri richiesti. Bisogna prima garantire la fine dei vecchi Corsi, altrimenti, giuridicamente, non si possono fare partire i nuovi”. E mantenere i vecchi e i nuovi in parallelo, spiega il Preside, richiederebbe costi troppo onerosi per la Facoltà, in termini di spazi e, soprattutto, di docenti. Non si può partire e poi dopo, rendendosi conto di non avere i mezzi necessari, “dichiarare una sofferenza ex-post non prevista: il Corso verrebbe chiuso e basta”. Ma, cerca di rassicurare il Preside, “anno dopo anno verranno ‘spenti’ i vecchi Corsi, man mano che gli studenti si iscriveranno ai nuovi, e già nel giro di un anno e mezzo quest’anomalia sarà quasi del tutto superata”. Assicurando che, in ogni caso, gli esami sostenuti nell’ordinamento attuale “non si sprecano”.
La Facoltà incentiverà
i passaggi
A chi è rimasto un po’ indietro, insomma, converrà sicuramente il passaggio. Bisognerà vedere come si mettono le cose per chi invece è in regola: si riuscirà ad evitare che, volendo transitare al Nuovissimo, perda un intero anno di corso? La Facoltà è comunque molto più disponibile che altrove nell’Ateneo, garantisce il Preside, per incentivare il passaggio in tutti i modi, ovviamente nei margini delle possibilità offerte dalla legge. Anzi, “siamo aperti a tutte le proposte che pervengano alla Commissione Didattica per facilitare ulteriormente il passaggio”, con criteri diversi da quello prevalente che al momento punta a far valere gli esami sostenuti da 4 crediti come se fossero da 6. 
Diversi gli interventi anche da parte di docenti che, pur non vedendo al momento altre possibilità, vedono l’ipotesi di attivare solo il primo anno del Nuovissimo come un magro ripiego. “E’ necessario essere realisti”, commenta il prof. Nicola De Blasi, Presidente della triennale di Lettere Moderne, “ma è inevitabile una certa tristezza riguardo alle illusioni perdute. Speravamo di poter fare finalmente delle scelte culturali, mentre saremo costretti ancora una volta a ragionare in termini di numeri. Nella scelta dei Corsi da attivare al primo anno bisognerà tenere conto soprattutto del numero di studenti frequentanti, e quindi di un numero adeguato di docenti disponibili per quei settori. E non sarà possibile offrire materie nuove a quelli che vogliono effettuare il passaggio, rischiando di fare ripetere il primo anno a vuoto”. E’ vero che i Presidenti dei Corsi di Laurea saranno costretti ad essere un po’ burocrati, ammette il Preside, anche perché probabilmente il numero di studenti della Facoltà aumenterà, accogliendo anche quelli di altri atenei che non sono riusciti ad attivare da subito il Nuovissimo. “Ma il livello culturale dipende dal programma contenutistico, che ogni Presidente di Corso di Laurea dovrà decidere”, sostiene Mazzarella. Programmi che, continua il Preside, nella triennale dovranno essere davvero di base, per rimediare al “guasto sociale” prodotto dalle mancanze formative dei licei, per poi potere avanzare per gradi con la Specialistica e i Dottorati.
Viola Sarnelli



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