Paola e Chiara, tra sport e studio

Hanno scelto entrambe di studiare Scienze Motorie presso l’Università Parthenope. Sono due campionesse della Phard Napoli Basket, squadra che attualmente è quarta in classifica  e vincitrice del campionato lo scorso anno: Paola Mauriello e Chiara Bargigli. 
Chiara, 19 anni, di Caserta,  gioca a basket da quando aveva sei anni. Una forte passione trasmessagli dalla madre, giocatrice a sua volta, che è sempre riuscita a conciliare con lo studio. “Ho deciso di iscrivermi all’Università perché penso agli ulteriori sbocchi occupazionali che potrò avere in un prossimo futuro, visto che la carriera sportiva non potrà durare a lungo…”. Ed è partendo da questi presupposti che Chiara ha sostenuto tre esami: Biologia, Igiene e Inglese. Quando le chiediamo come riesce a conciliare lo studio con gli allenamenti,  risponde semplicemente: “L’ho sempre fatto, anzi, ora, con gli orari flessibili dell’Università posso adattarmi meglio e decidere in modo autonomo. Certo però che non riesco a frequentare i corsi, studio da sola…”. Una vita piena di impegni, non sarà facile. “Non lo è… Ma io sono sempre stata abituata a fare qualche sacrificio pur di poter continuare a giocare. Già alle medie e alle superiori, per esempio, il sabato pomeriggio, invece di uscire con le miei amiche, restavo a casa a studiare per poi poter andare in palestra ad allenarmi durante la settimana…”. 
Spirito di sacrificio è ciò che ha fatto andare avanti anche Paola Mauriello, altra giocatrice della Phard Napoli Basket, ventisettenne di Moiano, in provincia di Benevento, che attualmente vive a Napoli. “Gioco a basket da quando avevo undici anni – dice – ho giocato a Caserta, Avellino e in Sicilia per sei anni. Sono nella Phard Napoli Basket da tre anni”. Una vita dedicata allo sport, le ore passate in palestra non ti hanno fatto rimpiangere gli anni dell’adolescenza? “Le uscite erano limitate, è vero… Ma non mi è mancato nulla perché lo sport ti aiuta ad affrontare la vita nel modo giusto, ti insegna  a vivere e condividere con gli altri. Forse, durante le trasferte, soffrivo un po’ di nostalgia, mi mancava la mia famiglia. I miei genitori e mio fratello, comunque, erano presenti ad ogni partita, sono stati i miei primi fan”. La decisione di iscriverti all’Università è venuta solo due anni fa, come mai? “Il basket mi teneva molto impegnata, ero in giro per l’Italia ma ora, ragionando con una consapevolezza maggiore, mi sono resa conto che ho bisogno di crearmi qualcosa di mio, soprattutto una volta che la carriera sportiva finirà”. In una giornata, quante ore riesci a dedicare allo studio? “Non molto, a volte un paio d’ore, altre volte di più. Non riesco a seguire i corsi, ho sostenuto un solo esame finora, ma per la prossima settimana ho preparato Anatomia e Pedagogia. In ogni caso, i docenti sono molto disponibili… Spero di riuscire a laurearmi al più presto”.
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