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Su iniziativa di: Facoltà, Unione Industriali e Corriere del Mezzogiorno

Premiati gli studenti più bravi di Ingegneria

Maria Teresa De Risi,Simone Minucci,Crescenzo Petrone,Giuseppe Galano,Gianluca Coppola, Michele Pecchia

 News pubblicata il 29/02/2008
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Sono in regola con gli esami, hanno medie altissime, grande passione per gli studi intrapresi e voglia di dedicarsi alla ricerca. È l’identikit dei sei studenti di Ingegneria che ieri, 28 febbraio, hanno ricevuto un premio da mille euro riservato ai migliori studenti di primo e secondo anno. I loro nomi: Simone Minucci, Maria Teresa De Risi, Giuseppe Galano, Michele Pecchia, Crescenzo Petrone, Gianluca Coppola. Per due di loro un successo bissato: anche l’anno scorso hanno ricevuto lo stesso riconoscimento messo a disposizione dall’Unione Industriali per gli studenti di alcuni Corsi di Laurea che si sono particolarmente distinti.
Nel corso della cerimonia promossa dalla Facoltà, dall’Unione Industriali e dal Corriere del Mezzogiorno, sono stati consegnati attestati ai migliori (coloro che hanno superato più crediti al 30 settembre 2007) ed ai meritevoli (coloro che hanno ottenuto una media più alta del vincitore anche se con un numero di esami inferiori) di tutti i Corsi di Laurea. Di seguito i nomi. I migliori: primo anno- Vincenzo De Simone, Marco Trofa, Tiziana Annunziata, Roberto Riviera, Carmine Cappuccio, Giuseppe Coppola, Federica Parlato, Michela Giamattei, Ilaria Di Mattia, Maria Rosaria Mattei, Andrea Esposito, Luca Spedaliere, Luca Cenatiempo, Paolo Valerio Testa- ; secondo anno: Sina Tebianian, Marco De Simone, Annarita Savanelli, Daniele Russillo, Davide Formisano, Luigi Nardiello, Nadia Perillo, Valeria Coppola, Vincenzo Russo, Marcello Montanino, Sabrina De Palma, Gianluca Garofalo, Diego Gragnaniello, Francesco Fucci. I meritevoli: Marco Cappa, Francesco Maddaluno, Angelo Di Bernardo, Gennaro Detta, Luca Tiso, Imma Budillon, Vincenzo Antonetti, Daniele Gerardo Miscuzzi, Fabrizio Rolando, Eduardo Di Mauro, Antonio Scognamiglio, Martina Salzano De Luna.
 
 Maria Teresa De Risi, 20 anni, di Melfi in provincia di Potenza, iscritta al secondo anno di Ingegneria Civile, ha un curriculum davvero impressionante. Media del 30 con 8 lodi e 9 esami al primo anno. Si potrebbe definire, una ‘sorella d’arte’, perché anche suo fratello Raffaele, l’anno scorso, ha vinto il premio dell’Unione Industriali, nello stesso settore. “Nostro padre è ingegnere, ma quella che condividiamo, un po’ tutti in famiglia, è una vera passione per la matematica, la fisica e le sue applicazioni”. Studia in gruppo e si confronta molto con i colleghi, soprattutto per affrontare parti del programma maggiormente applicative. L’intenzione, al termine della triennale, è quella di continuare gli studi, nel campo della Geotecnica, perché è affascinata dagli studi sulle strutture. Scienza delle Costruzioni la materia che l’ha affascinata più di tutte. “È un insegnamento molto vasto e più vado avanti, più mi accorgo che c’è ancora molto da approfondire. Le applicazioni sono vastissime e questa versatilità mi affascina molto. Su questo filone l’anno scorso c’era Meccanica Razionale”. 
Un lavoro all’università, magari dopo aver girato un po’ il mondo, per conoscere nuove culture e approfondire argomenti di studio, perché ‘la ricerca è più avanti all’estero’, è questa la sua aspirazione. “Magari eventi futuri mi porteranno a scelte diverse e comunque anche la libera professione andrebbe bene”. Alcuni docenti hanno lasciato il segno, come il prof. Maurizio Brunetti (“trasmette un grande amore per la sua materia”) anche se un posto d’onore speciale spetta al professore di Matematica e Fisica del liceo (“ha saputo stimolare di continuo la mia curiosità”). 
Nella vita di Maria Teresa, ci sono molte passioni extra universitarie. Suona il pianoforte e non disdegna l’attività sportiva. Il tennis in primo luogo, che ha praticato a livello agonistico, diventando anche campionessa regionale della Basilicata ed il calcio – “ma solo con amici e cugini su campetti di fortuna”-. Grande soddisfazione per il premio. La cerimonia: “l’anno scorso ho assistito a quella di Raffaele, ma quest’anno l’emozione è stata diversa”.
 
 “La passione per le materie scientifiche ce l’ho da quando ero piccolo. Ho scelto di studiare Ingegneria Elettrica già in età adolescenziale, alle scuole medie, un po’ seguendo le orme di mio padre, che è ingegnere elettronico”, dice Simone Minucci, studente diciannovenne di Casavatore, iscritto al secondo anno. All’attivo, 9 esami, 2 lodi e la media del 30 (“mi sono impegnato al massimo su ogni esame”). Dedica molto tempo allo studio, almeno tre quarti della giornata. “Studio la teoria da solo e la parte esercitativa in compagnia, perché l’interfaccia con gli altri aiuta a raggiungere risultati migliori”. Pensa di continuare con la Specialistica, un po’ perché le opportunità lavorative possono essere maggiori, un po’ perché “mi piacerebbe proseguire gli studi, magari anche con un dottorato. Mi piacerebbe diventare ricercatore e restare a Napoli, perché sono affezionato al Federico II e la mia famiglia si trova qui. Si vedrà in futuro, non precludo alcuna possibilità”. Seguire le lezioni lo entusiasma. “Sono poche le nozioni già assimilate al liceo, che ho ritrovato all’Università. Tutto è nuovo e i docenti sono molto qualificati. Hanno una forte comunicativa, sono molto soddisfatto”. Gli interessi sono quelli di un ragazzo normalissimo: computer, videogiochi, amici, cinema e teatro. “Fino all’anno scorso recitavo in una compagnia amatoriale, mettevamo in scena autori del repertorio classico napoletano, come Eduardo, Scarpetta e Nino Taranto”. Ha scoperto con sorpresa di aver vinto il premio. “Me lo hanno comunicato degli amici, non me l’aspettavo. Non c’è un bando, è tutto informatizzato, è stata una sorpresa”.
 
 “Mio padre ha uno studio tecnico. Forse questo, in parte, ha condizionato la mia decisione. Avere un genitore che si è fatto da solo, mi ha permesso di capire che questi studi non precludono nessuna strada. Si può lavorare in un’azienda, quanto esercitare la libera professione”, racconta Crescenzo Petrone, 21 anni, originario di San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, iscritto al terzo anno di Ingegneria Civile. Nel suo carniere personale, 18 esami sostenuti con la media del 29,39 e 4 lodi, “in realtà sarebbero 19 ma per un problema tecnico non mi hanno ancora registrato un esame”. Crescenzo nel tempo libero pratica la pallacanestro; fino all’anno scorso, giocava da professionista in C1, nelle file del Fiamma Santa Maria a Vico, nel ruolo di playmaker. “È una passione che ho fin da piccolo. Da quest’anno però gioco con degli amici in Prima Divisione. Studiare solo non va bene, ma non si possono nemmeno fare troppe cose insieme”. 
Il suo programma, proseguire gli studi perché “la triennale ti da solo un’infarinatura e lascia troppe cose in sospeso. Questo riduce le prospettive lavorative”. Si dice molto soddisfatto dei docenti della Facoltà: “alcuni di loro sono persone fantastiche, disponibili e appassionate”. Modelli di riferimento, il padre e il fratello, anche lui laureato in Ingegneria Strutturale e Geotecnica. “Non lavoro con mio padre, do solo una mano quando concludo gli esami. È utile però avere una guida, perché all’università ti puoi sentire molto isolato. Questo ti responsabilizza e ti aiuta a crescere, però a volte ti scoraggia. Studio sempre in compagnia; se ottengo risultati importanti, lo devo anche ai due amici, un ragazzo e una ragazza, con cui studio. Anche loro sono molto bravi”. Il suo consiglio: studiare durante i corsi e seguire soprattutto quelli che prevedono prove intercorso, o progetti da sviluppare. “Sono gli esami che dai per primi. Fatti questi, gli altri verranno da se. Meglio sostenere gli esami più difficili all’inizio, quando si è più caricati”. Tra le discipline Tecnica delle Costruzioni, “ti fa sentire già un piccolo ingegnere”. 
Il suo sogno: “un anno di studi all’estero, magari presso una prestigiosa università. È un desiderio che coltivo con i miei compagni di studio. Ci stiamo informando, ma dovremo aspettare la Specialistica”. In futuro: “mi piacerebbe fare qualcosa di utile, senza sognare troppo”.
 
 “Le materie scientifiche mi sono sempre piaciute, fin dalle scuole medie. Soprattutto l’informatica. Ero indeciso a quale Facoltà iscrivermi ma mi hanno consigliato Ingegneria che è un po’ più completa rispetto ad altre. Oggi sono contento, mi piace quello che faccio”, afferma Giuseppe Galano, 20 anni, è di Sant’Agnello, una cittadina della Costiera Sorrentina, al secondo anno di  Ingegneria Informatica. Fino ad ora ha sostenuto 9 esami, con la media del 29,78 ed una lode. Ha preso casa a Napoli, per restare a studiare in Facoltà. “Per me è importantissimo. Studio con due ragazzi. Sono molto bravi anche loro, solo per poco non hanno vinto il premio”. 
Non ha materie preferite, gli piacciono tutte, tranne Economia. Gli piacerebbe diventare un professore – “come quello che ho avuto al liceo, un vero punto di riferimento”,  o meglio ancora “come uno di quelli che insegnano a me”, con i quali si trova molto bene -. 
Nel tempo libero, quando torna a casa, Giuseppe partecipa alle attività della sede locale dell’associazione francescana GIFRA. Segue gli incontri di formazione religiosa e le iniziative di raccolta fondi per la promozione di progetti missionari e, nonostante i suoi passati problemi con l’italiano, da quest’anno si occupa di un giornale locale, legato alla comunità. La notizia del premio l’ha colto assolutamente di sorpresa. “All’inizio non ci credevo. Me l’ha comunicato un’amica con un messaggio il giorno del mio compleanno. Ero in giro con degli amici, credevo fosse uno scherzo e non mi sono preoccupato di controllare finché non sono tornato a casa. Mi ha fatto piacere, ma il percorso è ancora lungo. In realtà non mi sembra di avere fatto poi molto… la laurea è ancora lontana”.
 
 Gianluca Coppola, al terzo anno di Ingegneria Elettronica,18 esami, 6 lodi, media del 29, 61, di Liveri un paesino vicino Nola, vince per la secondo volta il premio dell’Unione Industriali. “La prima volta è una sorpresa, ma sapere dopo un anno che sei riuscito a confermare il tuo curriculum, è ancora più emozionante”, dice. Organizzato, metodico, non è il tipo che trascorre tutto il suo tempo a studiare. Il suo più grande desiderio è quello di continuare gli studi e fare una brillante carriera in azienda. “Mi piacerebbe occuparmi dell’ambito gestionale e manageriale. Però magari qualche anno di progettazione lo si deve fare comunque. Vorrei frequentare un Master all’estero”. Accanto al riconoscimento per il lavoro svolto, il premio gli ha dato popolarità. “Dopo aver visto la mia foto sul giornale, le persone mi hanno riconosciuto e mi fanno i complimenti, anche il mio professore di Matematica e Fisica del liceo mi ha visto ed è stato molto contento”. 
 
 Anche Michele Pecchia,  21enne di Avella (provincia di Avellino), studente di Ingegneria Aerospaziale al terzo anno, con 20 esami 5 lodi e la media del 29,85, è alla sua seconda vittoria. La sua più grande aspirazione sarebbe quella di lavorare presso una delle grandi aziende del settore aerospaziale che si trovano in regione e, parallelamente, di portare avanti gli studi specialistici. “Appena finirò, comincerò già ad inviare curriculum in giro”. Alla premiazione dell’anno scorso era molto agitato, ma quest’anno è andata meglio. “La volta scorsa ci hanno premiato in una sala in cui, un paio di settimane prima, aveva parlato Montezemolo”, dice. 



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