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Trasporti e gestione, incontri con gli esperti

 News pubblicata il 18/01/2008
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Nel mese di dicembre, il prof. Bruno Montella, ha organizzato, nell’ambito del Corso di Laurea specialistico in Ingegneria Gestionale dei Servizi e dei Trasporti, una serie di incontri sui trasporti con esperti del settore. I relatori del 6 dicembre hanno affrontato temi molto diversi tra loro. Francesco Murolo, docente a contratto di Propulsioni Elettriche e ingegnere della SEPSA, ha illustrato i progetti della società. Nata a fine ‘800 per collegare il centro di Napoli con Torregaveta, oggi serve cinque comuni. L’intera struttura, dal ’97, anno in cui è entrata in vigore la liberalizzazione delle ferrovie, si è data una connotazione maggiormente imprenditoriale. Nel tempo, si è andata affermando sempre più la visione di sistema, anche nel trasporto pubblico, obbligando società diverse a concertare reti e orari. La nostra regione è all’avanguardia e, nel libro bianco dell’Unione Europea, il sistema Campania viene indicato come riferimento per le aree regionali. Scopo degli investimenti, adeguare la linea alle mutate necessità e acquistare nuovi autotreni. Quelli in circolazione, appartengono ad epoche diverse. I più recenti risalgono ai primi anni ’90, altri hanno circa trent’anni, dieci risalgono a quarantacinque anni fa ed hanno già subito due grandi riparazioni. “Fanno veramente schifo, ma i nuovi arriveranno entro un paio d’anni e permetteranno di viaggiare con maggior comfort”. In attesa dei nuovi vagoni, quelli che ci sono verranno presto forniti di aria condizionata. Per quanto riguarda le strade ferrate, sia la Cumana che la Circumflegrea, sono interessate da lavori di raddoppio della linea. Il tratto fra Dazio e Arco Felice, dovrebbe essere pronto entro la fine dell’anno. Fermo, invece, l’analogo intervento previsto tra Montesanto e Quarto. Minato da problemi amministrativi e finanziari, procede ormai con quasi otto anni di ritardo, e, per scarsità di fondi, il tragitto tra le stazioni di Pianura e Pisani resterà a binario singolo. A causa della lentezza degli interventi, la circolazione non è automatizzata, ma gestita dalla dirigenza ferroviaria con il telefono. Sulla stessa tratta, sta nascendo invece un piccolo gioiello dell’ingegneria. Verrà realizzata una nuova stazione in Via Cilea, collegata alla Linea 1 della Metropolitana. Sarà 130 metri sotto Piazza Quattro Giornate e un sistema di ascensori collegherà le due sedi. Infine, sono ripresi i lavori della linea di interscambio tra le due distinte linee ferrate. Una delle stazioni è quella di Monte Sant’Angelo, la cui struttura esterna è stata progetta dall’architetto indiano Anish Kapoor. 
L’ing. Vito Velardi, ha un passato da ricercatore. Oggi lavora alla Net Engineering e, in maniera animata e teatrale, spiega ai ragazzi come si gestisce un progetto infrastrutturale di grandi dimensioni. La sede principale dell’azienda è in Veneto, le altre sono a Roma e Napoli. La società ha una struttura a matrice, che garantisce un certo controllo durante il processo. I principali clienti sono enti o istituzioni. Uno degli interventi più importanti in cantiere, è la realizzazione del sistema ferroviario regionale in Veneto. 
L’ing. Alberto Ramaglia tecnico dell’ACAM, l’Agenzia Campana per la Mobilità Sostenibile, che fa da supporto tecnico all’Assessorato ai Trasporti, ha invece mostrato agli studenti, i dettagli del contratto di servizio che stabilisce le regole tra ente pubblico e azienda. Inizialmente il trasporto si basava su un regime di concessione tra l’autolinea e il Ministero, generando così delle sovrapposizione, tra chi erogava il servizio e chi pianificava. “C’era un grande spontaneismo tra reti e servizi. Il servizio di trasporto pubblico non può essere remunerativo, perché gli enti impongono delle tariffe sociali precise, che non coprono il costo del servizio. Un ente pubblico deve necessariamente garantire un sussidio economico. Con l’istituzione delle Regioni le concessioni furono trasferite a queste ultime” sostiene il tecnico. L’attenzione alla qualità e all’utenza è uno degli elementi introdotti dalle nuove regole. “Bisogna uscire dal concetto che l’utente del trasporto pubblico sia residuale. Si deve garantire un livello standard minimo, altrimenti, non sarà mai vincente rispetto al trasporto privato, che determina dei costi altissimi in termini di costi e inquinamento” sottolinea Ramaglia. Manutenzione frequente, cicli regolari di pulizie, indicazioni sulle distanza tra le fermate, sono alcune delle azioni che aiutano a garantire questo livello, previste dal contratto che prevede clausole anche per la sorveglianza sul denaro pubblico e gli interventi in caso di abbandono o interruzione.
Simona Pasquale



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