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Un Osservatorio sui rifiuti per informare

 News pubblicata il 29/02/2008
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Sull’onda dell’emergenza, è nato anche a Lettere un ‘Osservatorio sui rifiuti’, “per chiedere all’Università di intervenire sulla questione”, spiega Elisa Catena, rappresentante degli studenti che in questo caso, però, parla come partecipante ad un’iniziativa nata in maniera informale e aperta a tutti.
“Siamo utenti di un servizio pubblico di formazione calato all’interno di un territorio - continua Elisa - Non si può, dunque, che cercare di mettersi in contatto con il territorio in emergenza. Cerchiamo di portare la questione rifiuti all’interno del porticato di Lettere”. Il Comitato ha già vari progetti in cantiere: un appello, conferenze con grandi nomi, un periodico – ‘Riciclostile’-. Durante il periodo degli esami le attività si sono momentaneamente fermate, ma da marzo sono previste nuove riunioni per cominciare a concretizzare i progetti. Il Preside e alcuni docenti hanno già dato la loro disponibilità, quantomeno a mettere a disposizione le strutture – d’altra parte è davvero difficile sottrarsi di questi tempi ad una per lo meno minima dimostrazione di impegno ambientale. In tutto l’Ateneo, infatti, è partita la raccolta differenziata, anche se bisognerà monitorare come e per quanto tempo verrà portata avanti. 
Elisa ci tiene a precisare però che “l’Osservatorio è distaccato da altre realtà che in città si occupano della questione, come l’Assise o il coordinamento della Rete Salute e Ambiente “anche se alcuni di noi fanno parte di queste realtà come singoli individui. E’ importante mantenere questa distinzione perché vogliamo portare a Lettere solo le informazioni, lasciando poi alle persone il compito di formarsi un giudizio di valore: che è poi quello che dovrebbe fare l’Università. Vorremmo parlare quindi delle leggi sulla differenziata, italiane ed europee, della convenienza a livello economico del riciclaggio o dell’incenerimento, del funzionamento a livello tecnico di un inceneritore o di un impianto di compostaggio o ad esempio di un nuovo sistema di smaltimento dei rifiuti non riciclabili che li trasforma in polveri da utilizzare nell’edilizia…”. Soprattutto pensando alla differenziata, che presuppone una necessaria educazione e abitudine a diverse modalità di smaltimento dei rifiuti, “se non viene dagli studiosi l’input principale, da chi deve venire allora?”, si chiede Elisa. “Chi ha la cultura dovrebbe usarla”, aggiunge. E magari anche riciclarla. Perché no pure con l’aiuto delle prossime iniziative dell’Osservatorio.



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