Attendere prego...

News Attualità


Una casa famiglia e un campus universitario a Giugliano nell'ex fortino della camorra

 News pubblicata il 18/01/2008
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La villa bunker del clan Rea, a Giugliano, diventa un centro polivalente. Un bene sottratto alla camorra che ritorna alla società civile seppur dopo circa quindici anni, simbolo, per una volta, della vittoria della legalità. Un vero e proprio fortino di 5mila metri quadri, in località Salicelle, che racchiudeva la villa  (con annessa piscina), abitazioni per gli affiliati, una concessionaria di auto di lusso, centro di riciclaggio di denaro sporco, che diventa il Parco Ammaturo, in memoria di Antonio Ammaturo, capo della mobile di Napoli, vittima di un attentato terroristico ad opera delle Brigate Rosse. La struttura, accanto alla quale sorge ora la caserma della Guardia di Finanza, è stata inaugurata il 12 dicembre, con il taglio del nastro proprio da parte della vedova Ammaturo. Nell’ex fortino, di tre piani, sorgeranno una casa famiglia per diversamente abili, con stanze per la formazione, centro multimediale, sala conferenze, pista di atletica, centro fitness, piscina coperta e campo di basket e volley. Adiacente al centro, è prevista l’attivazione di un campus universitario con due Corsi di Laurea (uno della Sun e un altro del Parthenope), il Tribunale e la Procura di Giugliano. Presenti al tavolo dell’inaugurazione: il Presidente della Provincia di Napoli Riccardo Di Palma, il Presidente del Consiglio provinciale Enrico Pennella, il Sindaco di Giugliano Francesco Taglialatela, il direttore del consorzio S.O.L.E. Lucia Rea, il Preside di Medicina della Sun Giovanni Delrio, il Prefetto vice-capo della Polizia Luigi De Sena e il Prefetto Giuseppe Amoroso. “Questa è una giornata di grande emozione, lo Stato vince la partita contro la criminalità – ha detto la dott.ssa Rea, dirigente delle Politiche sulla Sicurezza e direttore del Consorzio S.O.L.E. (Sviluppo Occupazione Legalità Economica), che ha gestito i beni dell’ex parco Rea – perché la vera vittoria  non è la confisca ma il riutilizzo dei beni”. Dello stesso parere Di Palma, Presidente della Provincia di Napoli. “È un modello fondamentale da presentare e rappresentare all’esterno perché di confische ne avvengono tante, ma ciò che conta è il riutilizzo dei beni. E quando ciò non avviene è perché troppo spesso i sindaci restano soli e condizionati da un territorio fatto di amicizie e parentele. Quello di cui abbiamo bisogno non sono gli eroi, ma semplici amministratori che siano messi nelle condizioni di amministrare situazioni delicate come quelle della confisca”. Il prefetto De Sena parla di ‘cultura della legalità’, ma aggiunge: “parliamo tanto di legalità, ma siamo i primi, come Pubblica Amministrazione, a non rispettare le regole, a trovare giustificazioni. Il PON 2007/2013 si muoverà su un’intensa concertazione con le Regioni per sostenere le attività in termini di sicurezza integrata”. Un progetto che vede coinvolti il mondo dell’università e l’associazionismo. “Io sono stato solo uno strumento – dice emozionato il prof. Giovanni Delrio, Preside della Facoltà di Medicina della Sun e rappresentante della Fondazione Marotta – i veri attori sono gli ospiti della casa alloggio (alcuni dei quali presenti all’inaugurazione, n.d.r.). Abbiamo pensato ad una struttura che potesse ospitare i nostri ragazzi senza però isolarli. Da qui, la decisione coraggiosa di aprire due Corsi di Laurea Triennale, in quello che sarà un vero e proprio campus, in modo che i ragazzi abbiano una continua interazione con la comunità sportiva e universitaria. Oltre a ristorante, mensa (anche per studenti) e 14 appartamenti per gli ospiti, ci saranno sei camere per quanti vorranno trascorrere qualche giornata con i nostri figli, ragazzi che hanno tanto bisogno d’amore e ai quali può far tanto bene una visita”. Per ora, dunque, si festeggia la prima tappa: la casa alloggio verrà consegnata a fine marzo.
E mentre Giugliano si arricchisce di un nuovo bene simbolo di legalità, l’Assessore regionale Andrea Abbamonte allarga il discorso all’altro difficile territorio di Casal di Principe. “Dobbiamo lavorare affinché, partendo da queste realtà, – dice Abbamonte – si portino a termine interventi significativi. Un’altra partita dura è quella a Casal di Principe, dove mi accorgo che il territorio non è dalla nostra parte e nel quale penso vada inserita qualche struttura universitaria”. Conclusioni affidate al Sindaco di Giugliano Francesco Taglialatela che parla di abitudine alla criminalità. “Utilizzare i beni confiscati non è semplice. Questo è stato un lavoro utile alle coscienze di coloro che si erano abituati alla presenza di una criminalità organizzata…”.
Maddalena Esposito



Registrati alla Newsletter

Registrati alla nostra newsletter e riceverai le ultime news direttamente nella tua casella!