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La storia di Luigi Cuozzo, disoccupato dopo 5 anni al Cisa

Unico precario, L'Orientale non lo assume

 News pubblicata il 18/01/2008
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The One: si definisce così, in maniera scherzosa, Luigi Cuozzo, unico precario dell’Orientale, allo stato attuale disoccupato. La storia di Luigi inizia nel 2002 quando, dopo aver lavorato per sei anni a Roma, presso la Banca d’Italia e l’Alitalia come libero professionista esperto informatico, torna a Napoli per motivi personali. In quell’anno viene assunto dall’Università Orientale con un contratto a tempo determinato in ruolo amministrativo C1. “Il contratto di durata biennale mi è stato rinnovato due volte fino al 15 settembre 2007. Da quel giorno sono disoccupato nonostante le legge preveda la stabilizzazione dei precari nelle pubbliche amministrazioni”, racconta. Cuozzo, 37 anni, iscritto alla Facoltà di Lettere dell’Orientale ed esperto nei sistemi informatici, ha lavorato per l’Ateneo per ben cinque anni, occupandosi dell’elaborazione informatica delle immagini per il CISA (Centro Interdipartimentale per i Servizi di Archeologia). Ora, nonostante l’articolo 1 comma 519 della Finanziaria 2007, con cui le università, nel rispetto della loro autonomia, devono stabilizzare i precari al loro interno prima di procedere a nuove assunzioni, Cuozzo è senza lavoro mentre sono previste otto assunzioni di C1 nel piano di reclutamento triennale dell’Orientale.
“Nel gennaio 2007- spiega- ho presentato domanda di stabilizzazione invocando proprio la Legge Finanziaria 2007, ma dopo un mese ho ricevuto risposta negativa da parte dell’Università. In seguito alla Direttiva numero 7, la cosiddetta Direttiva Nicolais, che prevede la possibilità di stabilizzare il personale precario degli atenei qualora questi ultimi avessero bisogno di personale di pari qualifica, ho presentato nel mese di maggio una seconda istanza. A luglio l’Università mi ha risposto, per vie ufficiose, che si stava valutando il problema. Nel frattempo, il 14 settembre ho diffidato l’Ateneo invitandolo ad avviare tutte le procedure necessarie alla stabilizzazione. Dal 15 settembre sono diventato un disoccupato”.
E’ solo in una delibera del Consiglio di Amministrazione del 23 ottobre 2007 che si fa esplicito riferimento al caso Cuozzo aumentando il numero previsto di assunzioni del Piano di Reclutamento triennale 2007-09. “Dopo il Consiglio di ottobre si è deciso di aumentare fino a nove unità il numero delle assunzioni previste di personale con il mio stesso profilo. Le norme anti-precariato invece prevedono che se un’amministrazione ha esigenze di personale a tempo indeterminato per un determinato ruolo, deve prima stabilizzare i precari presenti con le stesse caratteristiche. Io ho già vinto un concorso per poter entrare in questa Università nel 2002, adesso la procedura di de-precarizzazione deve avvenire attraverso un avviso di stabilizzazione e non attraverso un altro concorso pubblico”.
Il concorso pubblico, invece, ci sarà, perché proprio sulla Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre 2007 è stato pubblicato l’avviso di selezione pubblica per un posto, area amministrativa C1. “Io presenterò domanda per partecipare a questo concorso- avverte Cuozzo- ma solo per cautelarmi. Sto, infatti, già preparando un ricorso che presenterò per bloccare questa procedura concorsuale”.
Mentre Catania, Foggia o Macerata sono state le prime realtà in cui si è proceduto alla stabilizzazione dei precari, divenuta obbligatoria con la Legge Finanziaria 2008, la Campania resta a guardare.
“Ho ricevuto la solidarietà e l’appoggio di tutti i colleghi, e anche dei docenti del Comitato Tecnico Scientifico del Cisa- aggiunge Cuozzo- A livello locale ho avuto la solidarietà e l’aiuto anche di alcuni Consiglieri di Amministrazione dell’Ateneo. Inesistenti, invece, i sindacati che hanno fatto blocco per non avviare un procedimento che potrebbe generare una reazione dei precari anche negli altri atenei campani”.
L’Ateneo resta, allora, in attesa di un ulteriore chiarimento da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica sull’attuazione di quanto prevede la normativa vigente, il ruolo presso il Cisa, prima ricoperto da Cuozzo, resta tuttora vacante.
Valentina Orellana 



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