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Tirocini, quattro percorsi (antico, medievale, moderno e contemporaneo), certificazione linguistica: le novità più rilevanti

Cambia ordinamento la Magistrale in Scienze Storiche

 News pubblicata il 23/12/2021
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La Magistrale in Scienze storiche si rifà il look. A partire dall’anno accademico 2022/23, infatti, entrerà in vigore la riforma dell’attuale ordinamento. Tra lacune da colmare e un maggiore adeguamento alla ricerca storiografica, il cambio di passo è risultato fisiologico. Diverse le novità, e tutte molto interessanti: saranno obbligatori dei tirocini di 50 ore, laboratori specifici di 16 ore; così come la certificazione B2 in inglese. E, elemento fondamentale, il recupero della Storia antica dopo anni di latenza. Ad entrare nel dettaglio è il Coordinatore del Corso di Studi, il prof. Francesco Senatore. “Innanzitutto, come ogni riforma, anche la nostra partirà con il primo anno, per poi arrivare al secondo nel 2023/24 - spiega - Annuncio subito che estenderemo notevolmente l’arco cronologico e le prospettive di studio, con quattro diversi percorsi possibili: antico, medievale, moderno e contemporaneo. Finalmente, dopo 7 – 8 anni di vuoto abbiamo risolto il paradosso riguardante l’antichità, che gli studenti incontravano alla Triennale e poi solo al Dottorato. Questo è stato un grosso problema negli anni addietro, perché molti iscritti proseguivano gli studi fuori oppure optavano per la Storia medievale, che è comunque lontana dall’antica”. Ma se l’aggiunta di quest’ultima rappresenta la soluzione ad una stortura (mancavano i docenti), è invece un’assoluta novità l’estensione anche al mondo extra-europeo. “Tratteremo Storia dell’Asia, dell’Africa e dei Paesi islamici. È ovvio, il corpo centrale delle nostre competenze ruota attorno all’Occidente, ma l’aggiunta di questi campi risponde da un lato alle richieste degli studenti, dall’altro all’andamento della ricerca”. Sulla lingua inglese: “Riconosceremo le certificazioni B2 già in possesso degli studenti, oppure, chi dovesse ancora ottenerla, potrà rivolgersi al Centro Linguistico di Ateneo. Conoscere l’inglese è fondamentale, quindi cercheremo di favorire un buon coordinamento con il CLA, con corsi specifici”. Ultima, non per importanza, l’introduzione di tirocini e laboratori, che fanno compiere al Corso di Studi un salto qualitativo in avanti notevole, tutto orientato verso il mondo del lavoro. “I primi, di 50 ore obbligatorie, andranno svolti internamente o presso archivi e biblioteche. Mentre i secondi, che porteranno in dote 2 crediti formativi, saranno di 16 ore e rientrano nei quattro percorsi che lo studente è chiamato a scegliere all’inizio. Gli obiettivi sono l’interdisciplinarietà e un maggiore coinvolgimento dei ragazzi, superando la dimensione frontale delle lezioni. In sostanza si leggeranno testi, si prepareranno presentazioni, si faranno approfondimenti trasversali che possono riguardare i temi più disparati. Tutto questo per garantire anche un primo contatto con la ricerca. A Scienze storiche è possibile perché ogni anno ci aggiriamo mediamente su circa 110 iscritti”. Senatore chiude il cerchio sottolineando quale sia il filo rosso che tiene assieme la nuova riforma: “L’avanzamento della ricerca, sempre più complessa, e la necessità di intensificare il contatto con il lavoro. Perché gli studenti devono capire verso quale mondo si dirigono. L’organizzazione, il rapporto con gli altri. Qualità che a prescindere dal tipo di professione, insegnante, pubblicista, ricercatore o altre che nulla hanno a che fare con la formazione storica, bisogna assolutamente avere”. 
 
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