Candida Maria Vassallo, architetto post-emergenze nei paesi in via di sviluppo “una scelta professionale e di vita”

Candida Maria Vassallo è un architetto giramondo. Pakistan, Indonesia, Filippine, Etiopia, Sri Lanka sono alcuni dei paesi che ha visitato e nei quali ha lavorato per mettere a frutto le sue competenze – sia in progetti gestiti da associazioni non governative, sia in iniziative promosse da realtà istituzionali – in un settore molto specifico, quello della progettazione della ricostruzione dopo le emergenze e le catastrofi naturali in aree in via di sviluppo. Ad Architettura della Federico II, dove si è laureata nel 2001, tiene, per la seconda volta, un corso a crediti liberi destinato agli studenti del quarto e del quinto anno i quali desiderino approfondire questo argomento ed approcciarsi alle procedure ed alle competenze che sono necessarie quando si lavora nella post emergenza in paesi nei quali le risorse sono limitate e le identità e le culture sono piuttosto differenti dall’Italia. Nelle otto lezioni di quattro ore ciascuna prevalgono le attività laboratoriali: “Gli studenti progettano la riqualificazione e la dotazione di servizi dell’area costiera dell’isola di Leyte nelle Filippine. Nel 2013 la zona fu investita da un devastante tifone, Iolanda, con venti che soffiarono ad una velocità di oltre 300 chilometri orari ed onde gigantesche. Ci furono almeno diecimila morti nell’isola. Superata la fase dell’emergenza immediata, si è posto il problema di ricostruire. Il governo aveva realizzato nuove case per i poveri a dieci chilometri dal centro dalla città, spingendoli in montagna. Una scelta sbagliata, perché le persone non hanno voluto spostarsi fin lì. Molti degli sfollati erano pescatori, legati da un vincolo con la costa e con il mare. È stato consumato suolo e sono state dilapidate risorse. Successivamente l’Università di Diliman ha elaborato un nuovo masterplan che prevede la realizzazione di un insediamento per chi è rimasto senza casa su una collina di fronte all’area costiera. In sicurezza, ma non troppo distante dall’area più colpita dal tifone di cinque anni fa e dal mare. Il Dipartimento di Architettura della Federico II ha un accordo con l’Ateneo filippino ed ha contribuito all’elaborazione delle proposte. Sulla scorta di questa esperienza mi è sembrato interessante coinvolgere gli studenti del mio corso in una progettazione relativa alla riqualificazione dell’area costiera. Per esempio, attraverso la realizzazione di un mercato del pesce”. Non è la prima volta che Vassallo lavora su progetti ed iniziative relative alla ricostruzione post emergenza nelle Filippine. L’accordo fra i due Atenei risale al 2014 ed è stato recentemente rinnovato: “In questa cornice ho avuto modo di dare il mio contributo alla progettazione degli interventi per ricostruire le antiche chiese dell’isola di Bohol, che nel 2013 fu colpita da un devastante terremoto. A questo caso di studio ho dedicato il corso che ho proposto agli studenti l’anno scorso”.
In Pakistan “esposti al rischio degli attacchi dei talebani”
Architetto con la valigia sempre pronta, Vassallo annovera gli anni trascorsi in Pakistan tra le esperienze umane e professionali più significative che ha vissuto fino a questo momento. “Sono stata lì – racconta – tra il 2006 ed il 2013. Anni difficili per quel meraviglioso paese. Era in corso la transizione…
 
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