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130 aziende e 5 mila colloqui per studenti e laureati al Career Day dell'Università Federico II

 News pubblicata il 28/10/2019
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Stage e tirocini in risalto, l’accento su ogni esperienza professionale significativa anche se non attinente al percorso di studi, valorizzazione di quel quid che differenzia da tutti gli altri candidati. Ecco i comandamenti degli studenti federiciani che giovedì 3 ottobre hanno approfittato della prima edizione del Federico II Job Fair, il Career Day universitario, che ha riunito, al campus di Monte Sant’Angelo, quasi 130 aziende nazionali e internazionali con posizioni aperte per gli studenti di tutti i Dipartimenti dell’Ateneo.
Ore 9.30. Tutti i partecipanti sono nell’aula Ciliberto per i saluti del Prorettore Arturo De Vivo: “130 le aziende che sono presenti oggi, più di 5000 i colloqui prenotati. Siamo convinti che chi si laurea alla Federico II abbia una preparazione eccellente e competitiva e, attraverso questo evento, vogliamo aiutarvi ad essere protagonisti del vostro futuro. Auguri a tutti voi”.
Immediata, poi, la partenza dell’evento. I Centri Comuni e l’Edificio 1 pullulano di giovani che, brochure alla mano, cercano i recruiters prescelti. Ogni azienda, infatti, ha il suo stand in corridoio e una postazione in aula per svolgere i colloqui. Intanto, in attesa del proprio turno e dopo aver inviato on-line il proprio curriculum alle aziende con la possibilità di essere contattati direttamente, ogni studente riflette su quello che lo renderà interessante agli occhi del selezionatore.
Tre anni di esperienza per Agostino Ruggiero, Magistrale in Marketing e Comunicazione all’Università di Urbino: “Ho studiato Economia e Commercio, poi un esame di marketing mi ha aperto gli occhi in merito alla strada che volevo intraprendere e ho cercato una Magistrale che rispondesse alle mie esigenze – racconta – Ho avuto varie esperienze lavorative in piccole aziende che, però, non hanno un vero e proprio settore dedicato al marketing. In un’azienda con una quindicina di dipendenti si fa un po’ di tutto, si fa quel che c’è da fare”. Poi a Milano in un gruppo di maggiori dimensioni: “dove c’era un reparto dedicato, nello specifico, al marketing e dove ho potuto finalmente affinare le mie conoscenze e competenze. Lavorare a Milano è un’esperienza completamente differente, ma lì la vita è cara. Così, alla fine, ho scelto di ritornare a Napoli”. Birra Peroni, Accenture, Capgemini Italia, Capri, Deloitte, Piazza Italia, Procter & Gamble Holding, Md, Kpmg Advisory, le aziende a cui Agostino intende chiedere un colloquio: “Forse dovrei migliorare un po’ il livello del mio inglese, ma sono intraprendente, adattabile e, avendo avuto esperienze lavorative molteplici e differenti, ho una maggiore visione aziendale rispetto a chi si è appena laureato”.
Le soft skills “il marchio distintivo di ciascuno di noi”
Marianna Sparaco, laureanda in Ingegneria Gestionale, punterà sull’Erasmus Traineeship in Germania: “Sono partita a marzo e ho lavorato, in team con un’altra persona, nell’ufficio di un’università in collaborazione con un’azienda tedesca. Ho molte soft skills da vendere durante i colloqui. So lavorare in gruppo anche perché, durante il percorso Magistrale, i professori ci hanno sottoposto molti progetti. Ho buone capacità organizzative, sono determinata e mi piacciono le sfide. So usare bene il pacchetto Office, il linguaggio di programmazione MatLab, il software RStudio e ho un inglese di livello B2”. Ariston Thermo Group, Nestlè italiana, Procter & Gamble Holding, Tetra Pack Packaging Solution, Lidl Italia, le prescelte: “Sono interessata al settore della produzione e all’ambito logistico. Penso che l’ingegneria gestionale ti offra una visione più globale di un’azienda, aiutandoti a comprenderne meglio il funzionamento. Non sono ancora laureata, quindi non mi aspetto un contratto. Uno stage o una partecipazione ad un Graduate Program andranno più che bene per ora perché mi permetteranno di formarmi e di cominciare ad acquisire una visione aziendale. L’università ci prepara al mondo del lavoro, ma forse non a 360 gradi, perché facciamo tanta teoria ma non abbiamo davvero idea di come funzioni il mondo del lavoro”. Empatia è la parola chiave per Nadia Di Tommaso, laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche: “Ho frequentato un corso di apprendimento e uno di miglioramento delle soft skills. Proprio durante questo corso ci hanno spiegato che al colloquio di lavoro dobbiamo...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 23 ottobre (n. 15-16/2019)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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