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Intervista al prof. Luigi Califano, Presidente della Scuola federiciana di Medicina

"Noi medici svolgiamo un lavoro bellissimo che è fatto di cervello, di mani e di cuore"

 News pubblicata il 04/05/2020
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“Nessuno tra i nostri studenti è stato o sarà lasciato indietro”. Il prof. Luigi Califano, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo Federico II, traccia un primo bilancio dei difficili mesi nei quali si è cercato di garantire ai futuri medici ed infermieri la formazione universitaria nonostante l’emergenza sanitaria.
Come avete risposto all’emergenza per quanto concerne la didattica?
“Grazie al lavoro fatto in sinergia con la Commissione didattica di Ateneo, i Corsi di Laurea non hanno subito battute d’arresto. L’utilizzo di piattaforme online ha reso possibile la regolare prosecuzione delle lezioni e le sedute di esame sono state eseguite regolarmente in modalità telematica. È stata una sfida complessa perché siamo organizzati in tre Collegi (Medicina, Farmacia e Biotecnologie) e ci sono vari Corsi di Laurea. Abbiamo anche Lauree Triennali con sedi periferiche e ci siamo organizzati con la didattica sia nelle sedi centrali che in quelle periferiche. Gli studenti hanno risposto bene. Si è fermata l’attività di tirocinio e frequenza dei reparti, ma ci stiamo organizzando per erogarla in forme diverse, qualora perduri la chiusura degli Atenei. Anche l’attività degli specializzandi è continuata tranquillamente. Stesso discorso per le sedute di laurea. A marzo abbiamo laureato centoventi ragazze e ragazzi con il sistema online. A questo proposito vale la pena ricordare la sostanziale novità introdotta dal Decreto Legge del 17 marzo numero 18, quello che ha previsto misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
A che si riferisce?
“L’articolo 102 ha sancito che il conseguimento della Laurea Magistrale a Ciclo unico in Medicina e Chirurgia – Classe LM/41 abilita all’esercizio della professione di medico-chirurgo, previa acquisizione del giudizio d’idoneità di cui all’articolo 3 del decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 9 maggio 2018, numero 58”.
Che cosa comporta questa novità?
“Il diploma di Laurea Magistrale rilasciato dall’Ateneo avrà in sé direttamente la doppia valenza di titolo accademico e di titolo abilitante, una volta svolto il regolare tirocinio post-laurea. La Scuola di Medicina e Chirurgia ha previsto sia nel nuovo ordinamento in vigore dall’Anno Accademico 2019-2020 sia in quello in corso (entrambi approvati dagli organi competenti) il nuovo Tirocinio Pratico Valutativo (TPV) di 15 crediti formativi universitari nell’ambito dei 60 crediti professionalizzanti. Ha predisposto i libretti per la certificazione del giudizio valutativo degli studenti ed ha stipulato convenzione con gli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Regione Campania. Ha inoltre reso disponibile in via telematica la domanda su base di autocertificazione da parte degli studenti aventi diritto di accedere al Tirocinio Pratico Valutativo. Questo consentirà a tutti gli studenti del Corso di Studio in Medicina e Chirurgia in previsione di laurea nella sessione di luglio di prevenire eventuali rallentamenti nei percorsi formativi e nei tempi di abilitazione”.
Questo per quanto riguarda la didattica. Cosa è stato fatto, poi, dalla Scuola di Medicina e dall’Azienda Universitaria della Federico II a livello dell’assistenza ospedaliera in questa fase così difficile di epidemia?
“Sono stati allestiti laboratori specifici dove si sviluppano regolarmente i tamponi per la diagnosi di COVID. Sono stati, poi, predisposti dei percorsi specifici di Triage per i pazienti sospetti COVID-19 positivi. Tutti vengono attentamente esaminati all’interno delle strutture adibite alla diagnosi di COVID fornite dalla Protezione Civile. Una volta accertata la diagnosi, i pazienti positivi vengono indirizzati al Padiglione dedicato per i pazienti infetti”.
Avevate un numero adeguato di posti letto o ci sono state difficoltà ad ospitare i pazienti?
“Dopo aver dialogato con la Regione è stato possibile ampliare la rete dell’assistenza con 59 posti letto dedicati ai malati COVID ripartiti tra le malattie infettive, la ginecologia e pediatria e la terapia intensiva. In particolare, nell’ambito delle malattie infettive, è stato allestito un percorso specifico all’interno del Padiglione dedicato ai pazienti COVID. È stato poi realizzato un percorso gravide e un percorso nascita con un blocco parto interamente dedicato per le gestanti risultate positive al virus e per l’assistenza dei loro neonati. Inoltre, è stata allestita la terapia intensiva dell’Edificio 8 interamente dedicata ai pazienti COVID. Tutto ciò, naturalmente, è avvenuto senza che si tralasciassero le normali attività destinate a patologie per le quali i trattamenti non erano differibili. Non ci si ammala solo di coronavirus, ovviamente. Infarti, ictus, patologie oncologiche esistono sempre e vanno trattate”.
Elezioni per il rettorato, rinvio “opportuno” 
Quali sono stati i momenti più difficili?
“Abbiamo perso colleghi e dipendenti che conoscevo personalmente. Penso a Maurizio Galderisi, un grandissimo cardiologo clinico ed un ricercatore di rara portata. È stato un lutto gravissimo per la cardiologia europea e mondiale, per la Scuola di Medicina e per la Federico II tutta. Il coronavirus si è portato via anche Annamaria Cirafici, una ricercatrice del Cnr che ha lavorato all’interno della Torre Biologica del Policlinico. Il 16 aprile è poi scomparso un dipendente della Direzione Sanitaria. Tutti gli volevano bene ed è morto nella nostra rianimazione. Si chiamava Beniamino Iandiorio. Se ne è andato pure Gildo Santangelo, un anestesista che avevo conosciuto perché aveva lavorato al Policlinico, era poi diventato professore all’Università di Catanzaro. È stato contagiato, inoltre, un certo numero di colleghi. Ed ogni volta che arrivavano queste notizie c’era preoccupazione. A tutti va la profonda gratitudine della Scuola.  Nonostante difficoltà e problemi, credo che il contributo di Medicina e della Azienda Ospedaliera sia stato molto importante”.
Una immagine che dia il senso, in positivo, di tanti sforzi e sacrifici della Scuola?
“Gli sguardi e le parole dei colleghi che sono guariti e mi hanno raccontato la gioia di risvegliarsi dopo che erano stati sottoposti all’anestesia per intubarli. Noi medici svolgiamo un lavoro bellissimo che è fatto di cervello, di mani e di cuore. Anestesisti, medici e pediatri impegnati in prima linea contro il coronavirus hanno svolto un ruolo eccezionale e questo è un altro ricordo positivo indelebile che mi lasciano queste settimane molto difficili”.
A fine aprile si sarebbe dovuto eleggere il nuovo Rettore. Lei è uno dei due candidati, l’altro è il prof. Matteo Lorito. Ritiene che il decano abbia fatto bene a posticipare il voto a data da destinarsi e quando pensa che sarà possibile votare?
“Il rinvio è stato quanto mai opportuno perché tutto l’Ateneo è stato assorbito da una emergenza senza precedenti. Non sono in grado di dire in che modo evolverà la situazione, ma certamente il ritorno alla normalità avverrà gradualmente, per passaggi successivi. Alla luce di queste considerazioni, oggi è un po’ precoce ipotizzare una possibile data delle elezioni per il rettore. Valuterà il decano dell’Ateneo e lo farà nel migliore dei modi, anche coordinandosi con le indicazioni relative alla emergenza che arriveranno dal Governo e dalla Regione Campania”.
 
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