Attendere prego...

News Federico II


Anche l'Innovation Village in remoto

9 i progetti degli studenti di Ingegneria Gestionale, vince Fit

I lavori sono stati realizzati nell'ambito del corso di Strategia ed Imprenditorialità

 News pubblicata il 19/05/2020
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Passione, progettualità, proattività, tante speranze per una futura realizzazione della propria idea. Questi sentimenti accomunano i quarantuno studenti che, giovedì 7 maggio, nel contesto dell’Innovation Village, hanno presentato in streaming i loro progetti realizzati nell’ambito delle lezioni di Strategia ed Imprenditorialità, Magistrale in Ingegneria Gestionale, del prof. Pierluigi Rippa. Nove i lavori che i gruppi di studenti hanno sottoposto ad una giuria composta da venticinque esperti, contendendosi un premio in denaro, intitolato ad Antonio Falconio e messo a disposizione dalla famiglia Falconio. Il vincitore è il progetto FIT. Variegate le tematiche dei progetti: sono proposte di nuove tecnologie, nuovi servizi o nuovi prodotti o toccano tematiche green. Ecco i loro nomi: BiBox, WIN, Academy Racing, Cycle, E-Butic, FIT I’m Vintage, SportScan, What&Where.
“In connessione c’erano ottanta persone tra studenti, giudici ed altri partecipanti - racconta il prof. Rippa che è anche Coordinatore dei Corsi, Triennale e Magistrale, di Ingegneria Gestionale - Gli esperti hanno posto molte domande agli studenti e hanno dato loro una serie di consigli utili. I ragazzi hanno manifestato molta soddisfazione. Alcuni mi hanno scritto riferendo che questo evento è stato per loro un momento di relax in questo difficile periodo”. Poi prosegue: “Ogni anno, a valle del nostro percorso - le lezioni si sono concluse nel primo semestre - viene organizzata una giornata in cui gli studenti hanno la possibilità di presentare i loro lavori a valutatori esterni. Quest’anno, la presentazione è avvenuta nell’ambito dell’Innovation Village, che ci ha ospitato su Zoom Webinar, e con la cui collaborazione il prof. Mario Raffa, la dott.ssa Simonetta Primario ed io l’abbiamo organizzata”. L’Innovation Village “è una fiera estremamente interessante. Avrebbe dovuto svolgersi in presenza ma, purtroppo, non si è tenuta a causa dell’emergenza e sta, invece, organizzando dei webinar”. Una piccola precisazione: “Hanno seguito il corso circa 120 studenti e hanno realizzato, in totale, 25 progetti. Non tutti i ragazzi hanno avuto modo di partecipare all’evento, ma, nell’ambito delle lezioni, hanno tutti presentato i loro lavori a me e ai colleghi”. Lavorare ai progetti e presentarli in un tale contesto ha portato agli studenti un cospicuo know-how: “Maturazione delle competenze, comunicative e nello sviluppo di un business plan, applicazione degli strumenti appresi in teoria, potenziamento del lavoro di gruppo e confronto con un ambiente esterno”. Confrontarsi con degli esperti esterni, inoltre, “è estremamente stimolante. I ragazzi mostrano sempre disagio verso un’università troppo teorica che, talvolta, non dà loro la possibilità di mettersi alla prova. In questa occasione, invece, si sono lanciati. Forse un po’ per gioco, ma si è trattato di un gioco costruttivo perché si sono confrontati con personalità che vengono da varie realtà, diverse da quella accademica: professionisti che arrivano da incubatori, finanziatori, esperti di crowdfunding, esperti di digital marketing. Questo confronto è ottimale per ridurre la distanza con il mondo del lavoro”. Del resto, “nelle università, sta crescendo l’approccio di educazione all’imprenditorialità che non significa spingere gli studenti a fare impresa, bensì guidare all’acquisizione di competenze e di una mentalità che consentono un migliore e più efficace ingresso nel mondo del lavoro”. Gli studenti hanno anche apprezzato la dimensione competitiva dell’evento: “Il gruppo vincitore ha ricevuto 800 euro messi a disposizione dalla famiglia Falconio. Il dott. Falconio, che è venuto a mancare alcuni anni fa, è stato docente a contratto di Ingegneria Gestionale e la famiglia ha continuato a mantenere rapporti con noi supportando e sostenendo il Corso”. Un bilancio, dunque, nettamente positivo quello delineato dal docente: “Non tutti avevano concluso il loro progetto prima dell’inizio dell’emergenza. Ho dato loro la possibilità di lavorare anche a marzo e ad aprile, continuando a seguirli assiduamente e mettendo a loro disposizione documenti, report e altri strumenti. Hanno saputo reinventarsi e sfruttare al meglio le tecnologie”. E chissà che qualche progetto non abbia poi degli sviluppi futuri. “Negli anni passati è capitato che qualcuno abbia dato vita ad una realtà imprenditoriale a partire da uno di questi progetti. Una volta messi alla prova, ci sono ragazzi che dimostrano di voler perseguire nella loro idea di fare impresa. Essere valutati da professionisti serve anche a creare network e link. E, per uno studente, la connessione con queste realtà può essere vantaggiosa nel perseguimento del proprio obiettivo”.
La parola agli studenti
Maria Rita Petruzziello è la team leader del gruppo vincitore (Paolo La Monaca, Giacomo Malatesta, Martina Ruggiano, Marialuisa Scarpati) con il progetto FIT. “Siamo increduli, non ce lo aspettavamo proprio. Questa vittoria è stata l’emozione più bella, a livello universitario, subito dopo la laurea! E siamo anche grati agli esperti per i suggerimenti che ci hanno dato”, esclama contenta Maria Rita. Il rilevatore portatile FIT è un dispositivo diagnostico che può rilevare, in cinque minuti, cinque allergeni alimentari: uova, latte, glutine, crostacei e arachidi. L’idea è nata sulla scorta dell’esperienza personale di un membro del team: “Una collega è allergica ai crostacei e non sempre è sicura di poter mangiare dei cibi. Anche alle feste di laurea, ad esempio, non sempre può mangiare quello che desidera. Abbiamo scelto di includere anche gli altri allergeni perché, facendo delle ricerche, abbiamo capito che sono i più diffusi”. Il momento più entusiasmante del lavoro è stato “rendersi conto che la nostra idea era fattibile. Quando abbiamo compreso che stavamo sviluppando un’idea complessa, ci siamo chiesti se non stessimo lavorando ad una cosa più grande di noi. Molto importante è stato anche il consulto con alcuni docenti del Dipartimento che ci hanno fornito dei consigli e ci hanno detto ‘Si può fare, lo dovete fare, andate avanti’”. Il gruppo è, naturalmente, compatto nel desiderio di voler portare avanti il progetto e vederlo realizzato praticamente: “Siamo partiti semplicemente da un sogno e oggi abbiamo vinto un premio. Abbiamo partecipato un po’ per gioco, infatti non conoscevamo nemmeno l’ammontare del premio che ci è stato consegnato da un membro della giuria, Dino Falconio, e ancora non abbiamo deciso come impiegarlo”. Mettere in pratica la propria idea sarà un processo lungo, infatti “prima di vedere realizzato il  prototipo ci vorrebbe almeno un anno e, immediatamente, dovremmo partire con la promozione del prodotto. Ma siamo entusiasti. Portare avanti questo progetto ha stimolato la nostra voglia di metterci in gioco, di fare sempre meglio e ci ha insegnato che non bisogna aver paura di fallire”.
Racconta di Academy Racing Vincenzo Liguoro (team leader del gruppo composto da Marcella Martone, Francesco Benedetto, Sara Starace, Simone Di Fusco): “Il mio gruppo fa parte di UniNa Corse Combustion. UniNa Corse è una realtà universitaria composta da studenti che, ogni anno, partecipa ad una competizione chiamata Formula Student. E la nostra idea di progetto consiste proprio nella realizzazione di un videogioco, Formula Academy Racing, che riproduca una modalità di gara che c’è in Formula Student”. Anche il team di Vincenzo desidera vedere realizzata nel concreto la propria idea: “Il nostro primo obiettivo sarebbe entrare in contatto con un’azienda e capire se è interessata a sviluppare il nostro gioco. Poi dovremmo muoverci per una campagna di raccolta fondi. Per il momento la nostra idea è minimale, ma funzionale: abbiamo capito, infatti, che non ha molto senso dare delle specifiche prima di aver parlato con un’azienda”. Il momento più difficile è stato, sicuramente, “scontrarsi con la realtà, poiché ci sono degli ostacoli difficili da superare ed è una cosa che avevamo già imparato in UniNa Corse. Però questa esperienza è stata bella, ci ha dato l’opportunità di lavorare in gruppo e continueremo a lottare con tenacia e passione per raggiungere i nostri obiettivi”. Dopo l’Innovation Village, il team è in attesa “della Start Cup Campania. Anche quello è un ring importante con cui confrontarsi e, anche in quell’occasione, speriamo di ricevere qualche suggerimento. In ogni caso, al momento non vogliamo volare troppo alto, ma mantenere i piedi per terra”.
 
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli su www.ateneapoli.it



Registrati alla Newsletter

Registrati alla nostra newsletter e riceverai le ultime news direttamente nella tua casella!