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Angela e Girolamo, da Napoli a Santa Fe

L'Argentina aspetta due degli studenti di Controllo di qualità che hanno seguito il progetto che si inserisce nel programma "Messaggeri della conoscenza"

 News pubblicata il 18/05/2014
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Gli studenti del Dipartimento di Farmacia vanno in Argentina. Si tratta di due dei nove ragazzi che, nell’ambito del programma “Messaggeri della conoscenza”, hanno partecipato al progetto intitolato “Probiotic microorganism for food and pharmacy applications. Microbiological, technological and functional aspects”. La prima fase dell’attività didattica, della quale è responsabile il professor Alberto Ritieni, è stata tenuta qui in Italia dal professore argentino Gabriel Vinderola che ha impegnato gli studenti dell’Ateneo napoletano per circa trentasei ore distribuite in quattro settimane e articolate in lezioni orali, seminari e attività di laboratorio. È stato questo l’inizio di una formazione che verrà appunto completata con un’esperienza all’Universidad Nacional del Litoral di Santa Fe. Non tutti i partecipanti però staccheranno il biglietto per volare a luglio in Sudamerica. Un test a risposta multipla e un questionario hanno portato a selezionare i due “messaggeri”. Le conoscenze acquisite durante l’esperienza all’estero verranno trasmesse ai colleghi rimasti in Italia dalla studentessa di Controllo di qualità Angela Serpico, che si è impegnata dal primo momento per la realizzazione di questo programma di studio: “come promotrice del progetto, cercando di farlo conoscere e di reclutare leve. All’inizio eravamo in quindici, poi siamo diventati nove perché alcuni hanno abbandonato a causa dei ritmi serrati e per la consapevolezza di non voler andare in Argentina”. Il lavoro a Napoli è stato impegnativo: “il progetto è stato articolato in trentasei ore concentrate in un mese. Con il professor Vinderola abbiamo speso una parte del tempo in aula per attività finalizzate alla successiva esperienza in laboratorio. Durante quest’ultima abbiamo fatto la conta microbica di prodotti farmaceutici e alimentari, per calcolare la percentuale di batteri presenti all’interno dei vari prodotti”. E ancora: “il docente ci ha divisi in coppie e a ognuna ha dato degli articoli in inglese a partire dai quali dovevamo realizzare un Power Point che abbiamo poi discusso davanti agli altri compagni. L’abbiamo definito un pre-laurea!”. Un lavoro che ha permesso anche di scegliere i partenti: “siamo stati selezionati in seguito a un test a risposta multipla su quanto effettuato in aula e in laboratorio. Ma questo non è stato l’unico criterio di valutazione. Oltre al test, il professore ha verificato le presenze in aula, perché era necessario aver partecipato almeno all’80% delle ore. Inoltre, a ognuno di noi è stato sottoposto un questionario dove abbiamo riportato dei dati personali che permettevano di capire chi tra noi fosse più idoneo al progetto all’estero”. Tra questi c’era, appunto, Angela che, forte dei suoi ventidue anni, non è spaventata dall’idea di poter rallentare il suo cammino universitario: “mi mancano otto esami alla Laurea Triennale in Controllo di qualità. Il professore argentino ha una copia del nostro piano di studi per farci sostenere gli esami lì. Questa esperienza, che potrebbe allungare i tempi di laurea, mi vale comunque come attività di tirocinio”. Un tirocinio pratico che non si esaurirà nel laboratorio: “saremo responsabili di una ricerca sui microbiotici all’Instituto de Lactología Industrial all’UNL - Conicet. Dovrei partire a luglio, ma sono in attesa di date certe. Al mio ritorno dovrò fare il messaggero, cioè dovrò portare qui le conoscenze acquisite lì. Mi auguro che la cosa abbia risvolti positivi per me e per gli altri”. I partenti, che sono in attesa di ricevere conferma del sostegno economico da parte del MIUR per le spese di volo, alloggio e vitto, avranno la possibilità di veder crescere il proprio curriculum: “è un viaggio importante. Tutti ormai hanno una laurea, ma un’esperienza all’estero no. Credo che, soprattutto nel settore privato, venga considerato molto questo tipo di formazione, sia come vissuto sia come preparazione scientifica”. Sarà quindi possibile completare gli studi universitari con attività nuove o comunque poco svolte: “all’università di solito le attività di laboratorio sono poche. Anche il progetto del Power Point per noi è stato una cosa nuova. Mi ha molto sorpresa pure la disponibilità del docente: una persona molto aperta, giovane e vicino alle nostre esigenze. Non solo rispondeva sempre alle mail, ma spesso comunicava con noi attraverso WhatsApp”. Non resta che partire: “mi auguro che tutto questo possa darmi quel quid in più per il mondo lavorativo. Spero di riuscire anche a capire se quello della ricerca può essere il mio campo”. Sull’aereo per l’Argentina salirà anche Girolamo Di Maio, collega di corso di Angela, a cinque esami dal traguardo laurea. Per lui l’estero non è una novità: “ho già fatto l’Erasmus a Granada per sei mesi. Questo progetto ci è stato illustrato l’anno scorso. Doveva partire a settembre, poi è stato posticipato. Ho deciso di aderire perché ho sempre voluto viaggiare”. Partire per capire meglio se stesso, questo è l’obiettivo: “non ho progetti particolari. Vado lì e vedo di che si tratta per capire che cosa voglio fare e se mi piace stare in laboratorio. È un’esperienza che serve per conoscermi”. Con la convinzione che questa avventura possa aiutarlo a crescere, anche a costo di dare qualche esame in meno: “il rischio che potrebbe rallentarmi l’ho calcolato, però andare all’estero è un’esperienza di vita nuova. Può aiutare perché stare sei mesi fuori dà un grande impatto al curriculum e fa capire alle aziende che parli due o tre lingue e che per te non ci sono problemi se devi spostarti o se devi vivere da solo”. A Santa Fe lo aspetta un’attività di laboratorio specifica che completerà un percorso molto faticoso: “secondo me il progetto è durato poco ed è stato molto stressante. Io sono di Brusciano e, tra corsi e progetto, spesso tornavo a casa alle 9 di sera. Però in laboratorio abbiamo sperimentato cose nuove perché di microbiotici abbiamo solo un’infarinatura. In Argentina mi occuperò di somministrazione di un dato probiotico per un periodo di tempo. Tutto in laboratorio”. Per saperne di più basterà aspettare il rientro in patria dei messaggeri della conoscenza. 



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