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Elezioni al Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri

Candidato alla Presidenza il prof. Edoardo Cosenza

 News pubblicata il 04/09/2017
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Il prof. Edoardo Cosenza, docente ad Ingegneria, dove è stato anche Preside di Facoltà, è uno dei candidati alla presidenza del Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli. Si vota in più tornate fino al 26 settembre (terza convocazione). Un centinaio i candidati, 13 mila circa i votanti. Tre le liste in campo, che propongono ciascuna un pacchetto di 15 nomi, quante sono le preferenze che ogni votante può esprimere. Ogni ingegnere, peraltro, potrà indicare anche persone al di fuori delle tre liste, nell'ambito dei 100 candidati, e scegliere trasversalmente ai tre schieramenti. La squadra della continuità punta per la presidenza su Cosenza e gode del sostegno del presidente uscente, l'ingegnere Luigi Vinci. Si chiama Ingegno Napoletano. Ne fanno parte, tra gli altri, Ciro Verdoliva, direttore generale del Cardarelli; Andrea Prota, il segretario del Consiglio in scadenza; Giovanni Esposito, il tesoriere nell'attuale Consiglio. Ingegneri 4.0 auspica un cambio di rotta rispetto alla gestione Vinci, e propone per la presidenza Gianni Manco, sessantasettenne ingegnere elettrotecnico che ha lavorato con Selenia, Finmeccanica, Marconi, Ericsson. Fa parte di questo schieramento, tra gli altri, Alfredo Pennarola, il direttore tecnico di Acqua Bene Comune. Riordine, la terza aggregazione in campo, propone per la presidenza Alessandro Piantadosi e rivendica una posizione di netta rottura rispetto alla gestione Vinci. Tra i candidati non riconducibili ad uno schieramento c'è pure Gennaro Capodanno, ex presidente della circoscrizione Vomero e fondatore del Comitato per i Valori Collinari.
“La mia è una sfida - dice Cosenza - che nasce dalle richieste pervenutemi da vari colleghi di diversa estrazione ed è una spinta forte. Se diverrò presidente, per me sarà come completare un percorso iniziato ormai molti anni fa”. C'è un precedente storico di un ex Preside di Ingegneria della Federico II che ha guidato anche il Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli. “Successe - ricorda Cosenza - ad Adriano Galli negli anni Cinquanta. L'esperienza universitaria mi aiuterà, se diventerò presidente, perché conosco meglio di altri colleghi i problemi dei giovani, avendo quotidianamente un contatto con le ragazze ed i ragazzi che si avviano alla professione. In qualità di docente e ricercatore, poi, sono aggiornato sulla ricerca applicata e sull'evoluzione continua degli strumenti della professione ingegneristica. Da ex preside, inoltre, spero di avere accumulato una esperienza utile a gestire una organizzazione complessa quale certamente è il Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri, che ha oltre 13.000 iscritti a Napoli ed in provincia”. Sostiene Cosenza: “Mi sono candidato per amore della ingegneria e non per ambizione personale”. Una delle priorità, continua, “è dare entusiasmo ai giovani e garantire loro opportunità di lavoro all'estero, per esempio potenziando la formazione in inglese. Altro tema essenziale è l'equo compenso. Le tariffe professionali vanno difese. Siamo di fronte ad un degrado della sicurezza dei cittadini perché, al di sotto di un certo livello, lavora chi è disperato e non può esserci sicurezza né indipendenza professionale in simili condizioni. Poiché noi ingegneri non confezioniamo caramelle, ma costruiamo case, strade, infrastrutture, si capirà bene quanto la dequalificazione della professione sia correlata all'aumento dei rischi di incidenti e disastri”. Altro tema fondamentale, secondo il prof. Cosenza, è quello del riscatto degli anni di laurea. “Lo Stato - dice - deve trovare il modo per aiutare i giovani. Non è pensabile che si faccia pagare per il riscatto degli anni della formazione cifre tali da scoraggiare gran parte di coloro che potrebbero ottenerlo".
Sono molteplici i temi che agitano il dibattito elettorale. Uno di essi riguarda la morosità piuttosto elevata degli iscritti all’Ordine. Fanno discutere anche le spese che il Consiglio sostiene per l'affitto della sede, in via del Chiostro, a Napoli. Complessivamente, circa 120 mila euro all'anno. “Perchè finora non si è acceso un mutuo - s'interrogano alcuni professionisti delle liste di opposizione a quella del professore Cosenza - per acquistare l'edificio?”. Vinci, il Presidente uscente, che resterà in carica fino al 10 ottobre, risponde: “Ci ho pensato ed ho infatti proposto tempo fa alla cassa di previdenza degli ingegneri e degli architetti, proprietaria dello stabile, di acquistare la sede”.
Altri temi caldi: la qualità della formazione ed il funzionamento delle commissioni interne al Consiglio. 



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