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Chiusura del progetto AIRCampus

Fake news e comunicazione scientifica: come fare chiarezza

 News pubblicata il 12/06/2018
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“Questa conferenza conclude un progetto che si chiama AIRCampus. Si tratta di un’iniziativa voluta da AIRC nelle università con lo scopo di portare il knowhow dell’Associazione agli studenti universitari e di parlare del problema cancro a 360 gradi. Per questo motivo è rivolta agli studenti di tutti i Dipartimenti, proprio perché tutti hanno un ruolo nell’aiutare AIRC a rendere il cancro sempre più curabile”, spiega Silvia Sironi dell’Unità contenuti istituzionali di AIRC ai numerosi docenti e studenti federiciani mentre varcavano la soglia della Chiesa dei Santi Marcellino e Festo. Nell’ambito del progetto AIRCampus, voluto dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro in collaborazione con l’Università Federico II, sono state organizzate delle lezioni durante le quali le tematiche AIRC si sono fuse con le materie dei vari Corsi di Studi presso i quali sono state presentate. “Facciamo chiarezza: come distinguere una notizia senza fondamento scientifico da un’informazione provata” è stata la lezione che, il 31 maggio, ha concluso il progetto. “Fare chiarezza vuol dire distinguere il fondamento di una notizia, mettere in guardia dalle notizie sbagliate ed è assolutamente determinante in qualunque ambito della comunicazione, ma diventa fondamentale nella comunicazione scientifica”, ha introdotto il Prorettore Arturo De Vivo che ha proseguito: “Il rischio di una società come la nostra in cui tutti hanno accesso alle conoscenze è che tutti possano sentirsi esperti in tutto. Ma non è così”. Sull’importanza di una corretta informazione in un campo delicato com’è quello della ricerca scientifica è intervenuta anche Gabriella Minchiotti, professoressa, ricercatrice e consigliera AIRC che ha poi illustrato i principali obiettivi dell’AIRC: finanziare in maniera costante la ricerca oncologica e promuovere la cultura scientifica. Hanno concluso la prima fase del dibattito Barbara Majello, docente di Genetica, ed Enrico Vittorio Avvenimento, docente di Patologia generale, che hanno ribadito la responsabilità che lo scienziato ha di ristabilire un contatto con la società.
Le bufale di “Lercio”
Ha aperto la seconda parte del dibattito la giornalista scientifica Roberta Villa. Con le sue slide, ha illustrato quelle che lei definisce “fake news sulle fake news”: è erroneo credere che medici, ricercatori e addirittura premi Nobel siano immuni dalle fake news ed è altrettanto sbagliato ritenere...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dall'8 giugno (n. 9/2018)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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