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Gaetano Manfredi, unico candidato, incontra i Dipartimenti della Federico II

La richiesta comune "un forte rilancio dell'identità dell'Ateneo"

 News pubblicata il 27/05/2014
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Alle pareti della sede del rettorato della Federico II, in via Mezzocannone, campeggia l’elenco dei Rettori del più antico Ateneo del Mezzogiorno d’Italia. Quelli che l’hanno governato durante la monarchia sabauda, quando la designazione era una prerogativa regia, e coloro i quali l’hanno guidato dal secondo dopoguerra ad oggi. Tra circa un mese ci sarà un altro nome, subito dopo quello del professore Massimo Marrelli. Si vota, infatti, il 4 e 5 giugno. Unico candidato, ad oggi, il professore Gaetano Manfredi. Cinquant’anni, laurea in Ingegneria, insegna Tecnica delle costruzioni. È stato Prorettore durante il mandato di Marrelli. Da alcune settimane ha iniziato il giro degli incontri con i Dipartimenti, durante i quali spiega per linee essenziali il programma e raccoglie istanze e sollecitazioni. Finora (2 maggio, n.d.r.) è stato a Lettere, Ingegneria Informatica, Agraria, Veterinaria, Biologia, Fisica ed Architettura.
Professore Manfredi, quali sono le esigenze specifiche emerse nell’ambito dei diversi incontri?
“A Lettere mi hanno chiesto, se sarò eletto, di dedicare sforzi ed attenzioni in particolare alle iniziative utili a migliorare la didattica ed a valorizzare il ruolo culturale della nostra Università in città. I colleghi di Ingegneria informatica auspicano che il nuovo Rettore ponga in essere iniziative utili allo snellimento burocratico e che la macchina dell’Ateneo si doti di strumenti specifici per assistere sotto il profilo amministrativo i Dipartimenti nella partecipazione ai progetti europei. Veterinaria rivendica attenzione affinché arrivi finalmente a conclusione positiva la lunga vicenda del trasferimento nella nuova sede. Quella al Frullone di Napoli, essendo ormai da tempo tramontata l’ipotesi Monterusciello. Agraria ha sollevato il tema del potenziamento, anch’esso atteso da tempo, della sede nell’ambito del polo che gravita su Portici ed Ercolano. Durante l’incontro a Biologia, è emerso con prepotenza il problema dei laboratori, sia quelli per la ricerca, sia quelli per la didattica. Necessitano di investimenti per il potenziamento e l’ammodernamento. Attrezzature per la didattica e miglioramento dei laboratori sono questioni sulle quali ci siamo a lungo soffermati anche a Fisica e ad Architettura”.
Sono emerse richieste comuni, trasversali ai vari Dipartimenti?
“Certamente. Uno degli aspetti sui quali i colleghi di tutti i Dipartimenti hanno insistito è la richiesta che il nuovo Rettore si adoperi per un forte rilancio dell’identità dell’Ateneo e del suo ruolo di leadership in ambito nazionale ed internazionale. È un atteggiamento, questo, che mi infonde grande ottimismo. C’è la forte volontà, da parte di tutti, di recuperare posizioni nelle classifiche che, a volte in maniera anche ingiusta, ci hanno visto in posizioni non adeguate rispetto alla storia ed alla tradizione dell’Ateneo”.
Perché dice che quelle classifiche sono ingiuste?
“Perché alcuni parametri non pesano adeguatamente il diverso contesto socio economico nel quale operano i vari atenei. In questo senso, per certi aspetti, sono graduatorie che penalizzano la Federico II al di là dei suoi demeriti e dei suoi problemi”. 
Torniamo agli incontri che ha già svolto e che proseguirà nelle prossime settimane con i Dipartimenti. Altri temi sollevati da più Dipartimenti?
“C’è una questione molto importante e riguarda i trasporti. È particolarmente sentita dai Dipartimenti che sono nel centro universitario di Monte Sant’Angelo. Da più parti mi chiedono di avviare una interlocuzione con la Regione Campania e con il Comune di Napoli affinché si rimetta in moto e riparta il progetto della bretella di collegamento tra la Cumana e la Circumflegrea. O, quantomeno, affinché sia potenziato il sistema dei bus che da Piazzale Tecchio raggiungono la sede universitaria”.
C’è stato, finora, qualche episodio che l’ha particolarmente colpita?
“Più che di un episodio, parlerei di un clima. Ho notato grande partecipazione anche da parte dei colleghi più giovani. Mostrano la volontà di impegnarsi in maniera più intensa, rispetto a quanto accaduto finora, per influenzare e costruire il destino dell’Ateneo”.
Al di là dei Dipartimenti, prevede di incontrare anche le varie categorie che compongono l’Ateneo: ricercatori, studenti, personale tecnico amministrativo, docenti?
“Sì, anche se non ho ancora stabilito quando”.
Ci sarà un’assemblea di Ateneo, prima delle elezioni?
“Non credo. Non per mancanza di volontà, ma per le difficoltà logistiche di organizzarla”.
Quando ufficializzerà la sua candidatura e presenterà il suo programma?
“Il decano ha ufficialmente indetto le elezioni, che si svolgeranno in prima tornata il 4 ed il 5 giugno. Da questo provvedimento, decorre un tot di tempo, ma non ricordo ora con precisione quanto, per formalizzare la candidatura o le candidature, ammesso che, nei prossimi giorni, qualche altro collega decida di proporsi. Credo che il termine scadrà a metà maggio ed entro quella data effettuerò il passaggio formale dell’ufficializzazione della mia candidatura”.
Ha già in mente la squadra che l’affiancherà nella gestione dell’Ateneo?
“Non i nomi. Certamente sarà una gestione partecipata e ci sarà una squadra di governo molto ampia nella quale saranno valorizzati tutti coloro i quali vorranno dare un contributo istituzionale”. 
Ci sarà un Prorettore di Medicina? Come ben sa, è forte il malessere nell’area medica. Lamentano di essere da tempo estromessi dalle stanze che contano, in Ateneo. Sottolineano che la situazione di molte aule al Policlinico ed a Cappella Cangiani è disastrosa. Rivendicano interventi urgenti e consistenti da parte dell’Ateneo.
“Non ho ancora deciso la squadra, come già detto. Ad ogni modo conosco bene la situazione. Non ho ancora avuto occasione di incontrare i colleghi dei Dipartimenti di Medicina, ma lo farò certamente di qui a breve. La questione delle aule è molto seria. Non riguarda solo Medicina, ma certamente è un tema fondamentale da affrontare. C’è già da qualche tempo alla Federico II un programma di manutenzione straordinaria, che andrà avanti e dovrà essere integralmente realizzato, durante il prossimo mandato. C’è poi una questione di inadeguata manutenzione ordinaria, spesso poco efficace. Va migliorata attraverso programmazione ed investimenti, su questo non c’è dubbio. Lo si farà”.
Altra questione spinosa: l’inadeguatezza dei servizi agli studenti. Come ben sa, ogni anno meno della metà degli aventi diritto percepisce la borsa di studio. Una situazione che penalizza gravemente le famiglie meno abbienti. Interverrà, come Rettore, su questo punto?
“Certamente è inaccettabile. Il Rettore non ha specifiche competenze su questa materia, ma mi impegno a far sentire la voce della Federico II con la Regione e con il Governo, affinché destinino maggiori risorse al finanziamento delle borse di studio”.
La Federico II attrae sempre meno studenti dalle altre regioni italiane e dall’estero. Uno dei motivi è la mancanza di adeguate strutture di accoglienza. C’è qualcosa in materia nel suo programma?
“Serve uno sforzo per migliorare il sistema dell’accoglienza, è fuor di dubbio. Ci sono idee e vanno sviluppate. Al di là della realizzazione di nuove residenze universitarie, sono convinto che l’Ateneo e le istituzioni locali possano incentivare, attraverso accordi e protocolli, i privati a mettere gli immobili di loro proprietà a disposizione degli studenti. Si potrebbe creare un sistema di ospitalità diffusa”.
Il professore Benedetto De Vivo, intervistato da Ateneapoli e prima ancora con un intervento pubblicato su la Repubblica, ha fortemente contestato la sua candidatura. Le rimprovera di avere avuto ruoli di primo piano nelle gestioni Trombetti e Marrelli. Quelle durante le quali, sostiene, la Federico II è precipitata in fondo alle graduatorie nazionali degli atenei. Per De Vivo e per altri, lei rappresenta la continuità con una gestione fallimentare. Cosa risponde a queste osservazioni?
“Io penso che ognuno porti la sua esperienza e le sue caratteristiche nei ruoli che interpreta e che ricopre. La continuità dell’azione rappresenta un valore, che va coniugato con la capacità di mettersi in discussione ogni giorno. I dibattiti astratti su continuità e discontinuità, perciò, non mi appassionano. Preferisco discutere di azioni e di fatti concreti”.
Da studente prima, da ricercatore e da docente poi, quali sono stati i suoi rettori?
“Quando mi iscrissi e mi laureai in Ingegneria, il Rettore era il professore Carlo Ciliberto. Non ebbi occasione di conoscerlo da vicino. Durante il mandato del professore Fulvio Tessitore ho iniziato la mia carriera accademica e per questo mi piace molto ricordare quel periodo. Guido Trombetti e Massimo Marrelli sono stati i due rettori con i quali ho avuto rapporti più stretti. Con il primo ho iniziato la mia esperienza nell’ambito degli organi di governo dell’Ateneo. Con Marrelli il mio coinvolgimento nella vita istituzionale della Federico II è stato ancora più intenso ed impegnativo”.



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