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News Federico II


Il racconto della studentessa di Scienze agrarie, forestali ed ambientali

Il percorso stellare di Francesca, 21 anni, Laurea Triennale in corso con tutti 30 e dieci lodi

 News pubblicata il 26/10/2020
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Tenacia, costanza e curiosità descrivono la storia di Francesca Devoto, napoletana, 21 anni, una storia che spicca tra le altre per i risultati accademici di un percorso stellare: diciotto esami tutti conseguiti con trenta, dieci dei quali anche con la lode. La Laurea Triennale in Scienze agrarie, forestali ed ambientali è arrivata il 22 ottobre, ancora in corso nel suo terzo anno accademico, con un giudizio finale più che eccellente: 110 e lode. La gioia di questo traguardo è tanto grande che Francesca non ha risentito delle misure di restrizione per l’emergenza sanitaria, che le hanno impedito di discutere in Dipartimento la tesi. “Stamattina avvertivo un po’ di paura, ma era un’ansia diversa dalla solita, non era quella degli esami. Era più che altro il desiderio che andasse tutto bene, che arrivasse una soddisfazione finale”, racconta subito dopo la seduta di laurea da casa cui hanno assistito i genitori e  pochissimi parenti a lei più vicini. 
Francesca è una studentessa brillante che non nasconde però le proprie insicurezze, che le espone, anzi, a viso aperto, perché i venti anni possono essere spensieratezza e preoccupazione, gioia e paura, tutto allo stesso tempo. Diplomata al liceo classico, un indirizzo umanistico che non ha pienamente soddisfatto le sue aspettative (“il primo anno di liceo partivo da 3 in diverse materie, tra cui latino e greco, poi ho imparato a studiare e ad organizzare bene il tempo e alla fine mi sono diplomata con 91”), ha poi indirizzato la sua scelta per gli studi universitari verso il settore scientifico, un settore però molto ampio e variegato, in cui sapersi orientare non è sempre facile. Informandosi sulle varie opzioni, viene a conoscenza del Corso di studi del Dipartimento di Agraria che attira la sua attenzione principalmente per la sua natura multidisciplinare: “in questo modo, seppure ci sono materie che non piacciono, che possono per questo rappresentare uno scoglio, andando oltre si passa ad altre differenti. Con molte materie diverse tra loro è più semplice confrontarsi con quelle che ci interessano di più”. In effetti, esami complessi non ne sono mancati nemmeno nel suo caso, ma il peggiore per Francesca resta quello di Fisica, al primo anno: “un esame, per quanto mi riguarda, brutto e difficile. Serve perché fa parte delle conoscenze di base, ma resta per me la materia più pesante. Un altro scoglio è stato poi quello di Entomologia, ma, per quanto sia stato difficile, sembrava quasi di seguire un documentario sugli animali, era molto interessante capire e scoprire le funzioni di nature sconosciute”. Dopo diciotto esami, da Fisiologia vegetale a Economia agraria, a Selvicoltura, scegliere il preferito è più complesso, ma Genetica si è rivelata una vera passione “è la materia su cui ho lavorato alla tesi, con il prof. Domenico Carputo: ‘Le potenzialità della transgenesi’. Ho dovuto considerare anche argomenti che studierò in Magistrale, ma ne ero incuriosita e affascinata e così ho deciso di inserirli lo stesso”, racconta Francesca, che ha trattato temi controversi per le loro potenziali applicazioni, come nel caso dei famosi Organismi Geneticamente Modificati (OGM) nel contesto delle Biotecnologie Agrarie. Un esempio, la questione del ‘Golden Rice’, una varietà di riso geneticamente modificato con l’aggiunta della pro-vitamina A con l’intento di ottenere un alimento fortificato da distribuire nelle regioni del mondo dove migliaia di persone, che si nutrono principalmente di riso, specialmente bambini, soffrono di patologie legate alla carenza di vitamina A. “Sono molto contenta del mio lavoro di tesi perché queste tematiche mi affascinano e perché rappresenta la multidisciplinarità caratteristica di questo percorso di studi, collegando tra loro più materie”, sottolinea Francesca.
La formula magica per il successo accademico? Non esiste, per la brillante studentessa, una ricetta che possa prescindere dall’impegno e dalla costanza: “Nel mio caso a spingermi avanti è stato il desiderio di non rimanere indietro durante le varie sessioni, volevo ultimare di volta in volta tutti gli esami. Importantissimo è stato anche il supporto dei miei genitori, che mi hanno incoraggiata quando pensavo di non potercela fare”. Perché la vera sfida, dopo i primi esami con voti molto alti, è stata quella di non allentare la presa, di mantenere alta la rendita e allo stesso tempo il ritmo, una condizione che può portare ad uno stress non indifferente: “l’ansia era di poter deludere le aspettative dei miei genitori”. Il consiglio alle matricole: “non mollare, nemmeno nel momento in cui ci si demoralizza di più. È normale perdere un po’ la fiducia in se stessi strada facendo, ma se avessi lasciato al primo anno, come ero stata tentata di fare, oggi non sarei qui. Mai abbattersi, seguire sempre le lezioni e porre domande senza pensare che possano essere stupide. Nessuna domanda è stupida, siamo all’università per imparare”.
Rinviati i festeggiamenti con gli storici compagni di viaggio Napoli – Portici (“il tempo in treno diventa un momento di condivisione, di chiacchiera con gli amici”), sede del Dipartimento di Agraria: “mi sembra irrispettoso festeggiare con quello che abbiamo vissuto la primavera scorsa. In questo momento è più importante rispettare le regole”. Per Francesca il futuro, per ora, è una grande incognita, non sa immaginarsi bene dove o cosa farà, chi diventerà, almeno non al momento: “sto attraversando la fase dell’incertezza, della confusione. Credo di non avere ancora individuato chiaramente la mia strada”. Il percorso Magistrale che si appresta a cominciare “mi farà capire e scoprire ancora tante cose”. Tra queste, spera, anche la sua futura professione.
 
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