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Double degree nel 2019, spera dopo la laurea di ritornare in Spagna. Avverte: "Il programma è impegnativo e bisogna sostenere un bel numero di esami"

Il racconto entusiasta di Anna Onorato

 News pubblicata il 29/03/2021
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Una bella città coinvolgente e vivace, in cui la vita scorre serenamente e ogni esperienza è condivisa con il prossimo. È un bel ricordo di Granada, quello di Anna Onorato, studentessa del Dipartimento di Farmacia che ha vissuto l’esperienza del Double Degree, nel 2019.
“Scoprii questo programma per caso, nel corso di una presentazione e mi incuriosì perché, rispetto all’Erasmus, mi sembrò un’esperienza più intensa”, ricorda. Un po’ di familiarità con la lingua c’era già: “Da piccola sono stata in Spagna perché alcuni zii abitavano lì. Conoscevo un po’ i rudimenti dello spagnolo ma, prima di partire, ho dovuto studiare e impegnarmi per ottenere il B1”. Nonostante questo, “all’arrivo a Granada mi sono sentita come catapultata in un altro mondo in cui non ritrovavo quanto avevo studiato, anche perché i granadini tendono a troncare le parole sul finale. Alle prime lezioni, ricordo di essermi sentita alquanto spaesata”. Sensazione che si è dissolta con il procedere dell’avventura: “Una delle cose che mi ha colpita maggiormente è il rapporto, gioviale e senza filtri, tra docente e studente. I ragazzi davano del tu ai professori, con loro si pranzava, si beveva anche una birra, per poi ritrovarli un’ora dopo a fare lezione”. Anche la rete di contatti tra coetanei si è allargata velocemente: “Ho incontrato tantissimi ragazzi italiani, per lo più in Erasmus. Ancora oggi abbiamo mantenuto i contatti, ci sentiamo spesso e, quando possibile, ci incontriamo. Ma, al di là degli italiani, per quanto piccola, Granada è una città fortemente internazionale”. Ma attenzione: “Chi va lì pensando di potersi solo divertire commette un errore. Il programma è impegnativo e bisogna sostenere un bel numero di esami che, per quanto forse un po’ meno corposi dei nostri, non sono affatto uno scherzo”. È un bel ricordo anche l’esperienza di tirocinio in cui “mi sono realmente trovata catapultata nel mondo del lavoro, imparando tutto quello che c’è da sapere per lavorare in una farmacia. C’è da dire, comunque, che lo studio in Spagna è più pratico di quanto non sia in Italia dove, a volte, non riusciamo a mettere in atto immediatamente tutto quello che studiamo”. È uno studio, quello spagnolo, finalizzato all’applicazione dei contenuti, “come dimostrano i tanti laboratori. Anche la Legislazione lì, ad esempio, ha una sua parte pratica in cui ci si confronta con i documenti. Ed è un vantaggio perché il laureato spagnolo arriva in farmacia sapendo già da dove iniziare”. Più ripensa alla sua esperienza granadina e più la voce di Anna si riscalda per l’emozione. Calore e affetto sono parole che ricorrono spesso nel suo racconto: “Lì nessuno ti fa sentire un estraneo, anzi, c’è una grande apertura verso il prossimo. Granada e la sua popolazione ti inglobano. Ho apprezzato anche il senso di serenità con cui vivono le loro giornate, senza quell’ansia e quella fretta che spesso ci sono qui da noi”. Il percorso universitario di Anna è, al momento, in dirittura d’arrivo: “Mi fu consigliato di vivere il Double Degree sul quarto anno anche perché, al quinto, avevo intenzione di preparare una tesi sperimentale, a cui dovevo lavorare al mio Dipartimento. Spero di discutere a maggio e, dopo la laurea, di poter tornare in Spagna, non necessariamente a Granada”. Il lavoro dei suoi sogni potrebbe, dunque, essere lì: “Sia l’ambiente di lavoro che la retribuzione sono differenti da quelle italiane. Ma, ormai si sarà capito, mi sono innamorata di quel Paese!”.
 
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