Attendere prego...

News Federico II


SOS tavola

L'alimentazione ai tempi della pandemia

 News pubblicata il 07/04/2020
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La dieta ai tempi del Coronavirus e del #restateacasa. La dieta nel tempo in cui il contapassi segna una cifra prossima allo zero. La dieta in un momento in cui ‘non so che fare? allora mangio!’ rischia di diventare un ritornello. Il pericolo del futuro prossimo è di uscire da una quarantena e ritrovarsi in una quarantina, quella dei chili in più. Quali accorgimenti bisogna adottare per non pagare dazio quando metteremo di nuovo il naso fuori dall’uscio? Ateneapoli lo ha chiesto a due docenti della Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II, il prof. Gabriele Riccardi, Ordinario di Endocrinologia, e il prof. Alberto Ritieni, Ordinario di Chimica degli alimenti.
Gabriele Riccardi: “Tutti bravi con la  carbonara, ma la vera sfida è coniugare buono e sano” 
Professor Riccardi, la dieta ai tempi del Coronavirus.
“Premessa: parliamo di una malattia la cui diffusione è legata al virus. La dieta non è lo strumento più importante per prevenirla. Ciò che conta è il distanziamento e lo stare a casa. Detto questo, puntare su un’alimentazione più equilibrata, quindi con frutta, verdura, pesce, che è una fonte importante di Vitamina D, è la scelta migliore, ricordandoci che non dobbiamo nutrire solo noi stessi, ma anche la flora batterica intestinale. Altri due punti, però, vanno sottolineati”.
Quali?
“Il primo: l’alcol e il fumo sono strumenti che indeboliscono il sistema immunitario. È una buona occasione per riflettere sui danni che provocano soprattutto tra i ragazzi che pensano che in fin dei conti non ci sia nulla di male”. 
L’altro punto?
“L’isolamento, lontani dalle abitudini consolidate, spinge molti a indulgere nel piacere della buona tavola. È estremamente pericoloso. Occorre rispettare i ritmi dei pasti e non stare sempre lì a sgranocchiare”.
Molti decessi con coronavirus hanno riguardato pazienti diabetici.
“Un terzo delle persone morte con il coronavirus avevano un problema di diabete. Un motivo in più per stare attenti all’alimentazione e tenere sotto controllo la glicemia. Il centro diabetologico della Federico II ha attivato un servizio di telemedicina e di consulenza telefonica. Da mattina a pomeriggio si può telefonare o inviare una mail per un aiuto a distanza”.
Tornando alla vita in casa. La noia può essere un nemico. Ci sono spuntini che possono dare un calcio alla botte e uno al cerchio?
“Le tisane vanno benissimo, però con un solo cucchiaino di zucchero. Penso che industriarsi ai fornelli, cercando di coniugare il buono al sano, sia una scommessa sulla quale ci si può divertire. A preparare la carbonara siamo bravi tutti. Discorso diverso per un’insalata con diversi tipi di verdura, frutta fresca e secca che permette di ingannare il tempo preparando qualcosa che dia soddisfazione al palato, mantenendo il peso”. 
In giornate sedentarie come queste, qual è l’apporto calorico consigliato?
“Considerando una normale composizione corporea, bisognerebbe mantenersi al di sotto delle 1.600 calorie per le donne e alle 2.000 per gli uomini. Se siamo costretti a restare in casa, non dobbiamo rinunciare all’attività. Stare fermi è deleterio per il metabolismo, perché il consumo energetico diventa irrisorio”.
Idratazione: bisogna bere di più rispetto al solito?
“Oggi si tende un po’ a esagerare sugli effetti miracolosi di litri e litri d’acqua. Due litri al giorno sono adeguati a un’idratazione ottimale. Eccedere significa soltanto aumentare la diuresi senza benefici aggiuntivi”.
È arrivata da poco la primavera. La nuova stagione cosa ci porta in tavola?
“Tra poco fave e piselli, legumi che hanno pochissimo valore calorico, ma sono ricchi di fibre e sali minerali. Sicuramente è un’occasione da non farsi sfuggire. La frutta che troveremo tra poco, come nespole e albicocche, è ricca di vitamine e fibre. Tutto quello che viene dal mondo vegetale è benvenuto. Bisogna imparare a mangiare secondo le stagioni”.
Alberto Ritieni: I consigli contro le fake news e la corsa agli scaffali
Con l’alimentazione non si può curare o evitare il coronavirus. Non poche le fonti autorevoli che lo hanno ribadito. Perché serve specificarlo? 
“Bisogna ribadirlo in risposta alle fake news che sono circolate in questo periodo. Ci sono stati momenti in cui si sono diffuse voci secondo le quali il limone o le bevande calde avessero la capacità di curare il coronavirus, cosa inverosimile. Il virus si annida in parti nascoste dei polmoni. Dovrei affogare nella bevanda calda per sperare di risolvere qualcosa. Molte persone hanno iniziato a bere tisane, andando incontro al rischio di sentirsi protetti e di abbassare la guardia sulle vere norme di sicurezza. La dieta ha una sua valenza, ma non le si può attribuire una responsabilità di questo tipo”.
Compro solo cibi da cuocere, perché sono più sicuri di quelli crudi. Cosa risponde?
“Dal punto di vista alimentare non c’è ancora la prova scientifica che gli alimenti trasferiscano il coronavirus. È naturale che, se andassi in un negozio in cui gli addetti manipolano gli alimenti con le mani sporche, il rischio igienico-sanitario sarebbe altissimo. Se vengono rispettate le norme, teoricamente non ci dovrebbero essere problemi. Lavare bene frutta e verdura è di certo un aiuto in più”.
Contro gli assembramenti si invitano i cittadini a evitare di scendere a fare la spesa tutti i giorni. Come comportarsi con la conservazione dei cibi? 
“Sicuramente surgelati e congelati sono una buona soluzione, ma non tutti in casa hanno la possibilità di conservarne in grandi quantità. Se si ha l’accortezza di pianificare la spesa, decidendo quali piatti realizzare, si possono preparare cibi che possono essere conservati per un po’ anche dopo cotti. Comprando grandi quantità, il rischio è andare incontro agli sprechi”.
Risorsa del momento: la spesa online.
“Siamo abituati ad andare in negozio, a guardare, scegliere, toccare. La situazione ha fatto conoscere a molti il mercato del food in rete. L’online sta guadagnando fiducia presso molti. Può tornare utile anche in futuro per l’acquisto di prodotti tipici legati al territorio, con una denominazione protetta e magari con buone recensioni da parte di altri utenti”.
Come è cambiata la sua dieta in questo periodo?
“Il tempo a disposizione, complici i minori spostamenti, consente di consumare pasti più regolari. Si possono riscoprire piatti che prevedono una preparazione più lunga. Ad esempio il pesce, che richiede più attenzione, ma è buono”.
Il primo che ha preparato?
“Rombo al forno con patate”. 
Gli accorgimenti contro la sedentarietà?
“Un po’ di attività fisica aiuterebbe. È importante evitare di utilizzare la quarantena per consolarsi con gli alimenti di conforto. Troppi zuccheri o grassi non vanno bene, lo pagheremmo dopo”.
 
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli su www.ateneapoli.it



Registrati alla Newsletter

Registrati alla nostra newsletter e riceverai le ultime news direttamente nella tua casella!