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Galeotto fu l'Erasmus...

La scelta di vita di Sonia: un vecchio casolare di campagna in un piccolo paese dell'Andalusia

Laureata in Agraria ha, con un gruppo di ragazzi francesi e spagnoli, realizzato il suo sogno: una azienda agricola biologica

 News pubblicata il 14/03/2016
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Ha scoperto in un Paese lontano, in un piccolo villaggio, il luogo dove poter concretizzare i suoi desideri. Galeotto fu l’Erasmus, attraverso il quale ha conosciuto e si è innamorata della regione meridionale della penisola iberica, l’Andalusia. Tanto da scegliere di viverci. Insieme ad altri giovani - spagnoli e francesi - ha messo su una piccola azienda agricola biologica dove si organizzano anche attività didattico-ludiche. Un’esperienza che ricorda le comunità hippy degli anni ‘60-70. Il sogno di un ritorno alla campagna Sonia Mirarchi lo coltiva da sempre. Fin dalla scelta universitaria. “Mi sono iscritta ad Agraria perché, essendo cresciuta in campagna, desideravo un giorno poter vivere a contatto con la natura in maniera semplice e salutare, senza lo stress della città. L’interesse ed il fascino per le  piante e dintorni mi hanno colpito solo in un secondo momento, però devo ammettere che sia la botanica che l’entomologia si sono convertite in mie grandi passioni”, racconta.
Soggiornare per un periodo di studio all’estero è stato da sempre in cima alla lista di cose da fare. Aspirazione che, per una serie di ostacoli, ha potuto realizzare solo durante la Specialistica. “Scelsi di partecipare all’Erasmus già durante il secondo anno, però, pur avendo vinto la borsa, non potei partire per difficoltà economiche. La borsa Erasmus, purtroppo, si riceve al ritorno e si tratta di comunque di una somma insufficiente a coprire le spese. Durante ogni anno di università ho vinto la borsa di studio messa a disposizione dall’ADISU, sia per merito che per reddito familiare, però il saldo mi è sempre arrivato con mesi, se non anni, di ritardo”. Così, solo al secondo anno della Specialistica, “quando già stavo lavorando e avevo dei risparmi per poter anticipare le spese”, va in Erasmus. Inizialmente, la scelta era caduta sulla Francia per la conoscenza della lingua e “perché l’università francese è piuttosto rinomata”. Alla fine, però, ha prevalso la curiosità di imparare un’altra lingua e il desiderio di conoscere l’Andalusia. Parte per Cordoba a febbraio del 2014, dove resta sei mesi. Vi ritorna, poi, per lavorare alla tesi di laurea. 
Erasmus, la svolta
L’Andalusia è stata una vera scoperta, sia sotto il profilo didattico che personale, tanti i nuovi amici e i nuovi amori che l’hanno spinta a concepire un progetto di vita in Spagna, accompagnati dalle atmosfere e dalle tradizioni di una terra antica, ‘Porta d’Europa’. “L’esperienza è stata meravigliosa. Sono arrivata sola e senza conoscere una sola parola di spagnolo. Fin dell’inizio ho cercato di fare amicizia con persone del posto evitando un po’ gli ‘ambienti Erasmus’. Questa scelta mi ha portato ad imparare molto velocemente la lingua, a conoscere tante persone, a fare esperienze interessanti che mi hanno arricchito moltissimo”.
Durante il suo semestre di studi, Sonia ha avuto anche modo di instaurare proficui rapporti con i docenti spagnoli, che le sono stati utili durante il suo lavoro di tesi. Le differenze con l’Ateneo di provenienza: “Solo per citare un esempio: la biblioteca di Agraria a Portici chiude alle 17, anche se alle 16.30 già cominciano a mandare via gli studenti ed il venerdì non ha orario pomeridiano, mentre quella di Cordoba rimane aperta fino alle 21.30 ed è fruibile anche il sabato mattina. Anche la gestione dei corsi è molto diversa, si stimolano gli studenti a...
 
Articolo pubblicato sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola (n. 4/2016)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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