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Bronzo ai Mondiali di scherma paraolimpica, insegna Reologia ad Ingegneria Chimica. Con la sua esperienza di vita, sfata un mito: "Ingegneria è un impegno molto duro, ma non è vero che non si possa fare null'altro oltre che studiare"

La storia di Rossana Pasquino, docente-atleta

 News pubblicata il 29/10/2019
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Insegna all’Università, partecipa ad importanti progetti di ricerca e gareggia a livello internazionale nella scherma paraolimpica. Le giornate della trentasettenne Rossana Pasquino sembrerebbero durare 48 ore e lei parrebbe avere almeno due vite distinte. Concilia, invece, tutti i suoi interessi in una esistenza intensa ed appassionata che recentemente ha conosciuto un momento di gioia assoluta. Ai mondiali di scherma paraolimpica che si sono svolti in Corea del Sud ha conquistato la medaglia di bronzo nella sciabola. Si è fermata in semifinale contro la cinese Tan Shumei dopo aver concluso senza sconfitte la fase a gironi. “È stato il coronamento di un sogno”, ha commentato a caldo, subito dopo la gara, ed ha ringraziato il suo maestro Dino Meglio; Francesca Boscarelli, anch’ella schermitrice, e tutto lo staff della Nazionale. 
Beneventana, studentessa fuorisede a Napoli - ha vissuto nella residenza di via Tansillo, nel quartiere di Fuorigrotta - Pasquino si è laureata con lode in Ingegneria Chimica alla Federico II nel 2005. Il suo relatore è stato il professore Nino Grizzuti. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Ingegneria Chimica nel 2008 ed oggi è una autorevole ricercatrice nel settore della reologia di fluidi complessi, con alle spalle importanti esperienze internazionali: in Belgio, presso la KULeuven; a Heraklion, in Grecia; a Zurigo, presso l’ETH. È professore associato e nel 2018 ha conseguito l’abilitazione a ordinario. 
Con lo sport “un incontro entusiasmante”
Se la sua passione per l’ingegneria chimica viene da lontano, dagli anni nei quali, conseguito il diploma, ha scelto il Corso di Laurea, quella per la scherma è ben più recente. Sorprendono anche per questo gli ottimi risultati che ha raggiunto a livello agonistico. “Fino al 2011 - racconta ad Ateneapoli - non avevo idea di cosa fosse questo sport. Nel 2012, quando sono rientrata in Italia...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 23 ottobre (n. 15-16/2019)
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