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Nell'Edificio 20 si studia ovunque fra pavimenti sconnessi e tavoli improvvisati

Il Presidente Califano e i rappresentanti degli studenti sono già al lavoro per affrontare la questione

 News pubblicata il 12/06/2014
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Il primo incontro per chi va a studiare al Policlinico è con uno scheletro, quello di ferro che in diversi punti si fa strada tra le pareti esterne dell’Edificio 20. L’erosione della facciata è solo uno dei fattori che intacca l’estetica e il funzionamento di una struttura che, negli anni, è diventata un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli studenti. Non c’è appartenenza che tenga. Qui vengono a studiare proprio tutti, a prescindere dal Corso di Laurea frequentato. Perché questa scelta? Il motivo è semplice. L’edificio, che ospita Medicina legale, Anatomia e Anatomia Patologica, non presenta aree ricovero. Ergo? La struttura è aperta 24 ore al giorno e molti ragazzi hanno la possibilità di studiare lì anche di notte. L’alta frequentazione, naturalmente, implica un maggiore deterioramento che richiederebbe dei frequenti lavori di adeguamento per evitare situazioni quantomeno difficili. Varcata la soglia dell’ingresso principale, si riceve il benvenuto dal “pollaio”. È così che gli studenti chiamano una piccola zona studio da ottanta posti collocata a piano terra. Pareti divisorie in legno circoscrivono un’area ristretta fatta di pavimenti sconnessi e tavoli improvvisati...
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli (10-2014) in edicola o in versione digitale all'indirizzo:
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