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Ai Corsi di corsa

Per alcune discipline completare il programma "è come leggere la Bibbia in una settimana"

 News pubblicata il 02/05/2019
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In perenne affanno. Gli studenti di Giurisprudenza raccontano il vivere quotidiano del secondo semestre, fatto di corsi accelerati, nozioni da comprendere in fretta ed esami alle porte. “Durante le lezioni ci si sente di corsa - afferma Mara Gioiello, matricola - I docenti sono in ansia perché hanno paura di non finire il programma, e quest’ansia viene di conseguenza trasferita anche a noi. Personalmente mi sento in lotta contro il tempo. Ho un esame arretrato del primo semestre e credo che tralascerò Privato proprio perché non mi sento sicura”. “Le materie più complesse - dichiara Alfonso Fulco, matricola - sono anche quelle più svantaggiate. Abbiamo fatto lezioni di Privato il pomeriggio, proprio per cercare di coprire le parti fondamentali del programma. Non credo che sia servito a molto. Ad un mese dalla fine del corso, sono tante le cose che mancano. Almeno verranno ‘garantite’ le spiegazioni degli Istituti fondamentali”. La preparazione ne risente, così come la convinzione che una disciplina come Diritto Privato possa essere sostenuta a giugno. “Da matricola inesperta, non mi azzardo minimamente a provare l’esame a giugno - dice Camilla Simeone - La prova è prevista il 28, abbiamo il tempo per ripetere, sinceramente però qui non si tratta di ripetizione. Ci vuole uno studio accurato perché molti dettagli sono stati tralasciati. Non mi sento pronta e preferisco dedicarmi alle altre due materie, sinceramente più facili”. “Ad un certo punto, soprattutto per un neo iscritto, quello che conta è portare il risultato a casa - sostiene Gianmarco Morici - Se il semestre è partito di corsa, le lezioni sono state un susseguirsi di nozioni e per di più in poco tempo devi far tutto, perché suicidarsi?”. Secondo lo studente: “Due esami semplici sono meglio di niente e allora Privato potrà aspettare settembre. L’estate mi servirà per approfondire la disciplina senza dover affannare. Mi sento più sicuro in questo modo e tanti miei colleghi la pensano come me. Il secondo semestre è soffocante perché non solo il tempo è ridotto, ma ti trovi anche a dover fare i conti con gli strascichi del primo”. 
La situazione non migliora al secondo anno dove si incontra Diritto Commerciale che di tutto ha bisogno, tranne che della fretta. “Il prof. Giuseppe Guizzi sta facendo il possibile per terminare il programma - racconta Vincenzo De Stefano, studente al III anno - Con i seminari di approfondimento...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 3 maggio (n. 7/2019)
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