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Primi giorni di lezione, a Giurisprudenza si rivede l'affollamento

 News pubblicata il 11/10/2017
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A Giurisprudenza sono iniziate le lezioni. Emozione e spaesamento nelle parole degli studenti del primo anno “Quando si è aperto il cancello ho pensato… ci siamo. Vivere l’emozione del primo giorno da matricola è stato qualcosa di indescrivibile. Mi aspettavo il caos e il caos è stato. Un delirio di studenti allo sbaraglio, ma la voglia di scoprire il diritto vince su tutto”, commenta Elena Piccioni. Sensazione condivisa da altri suoi compagni di corso. “Il primo giorno è stato infernale - afferma Maria Rita De Meo, matricola - A chiunque ho chiesto un’informazione, la risposta è stata sempre la stessa: abituati a cavartela da sola, Giurisprudenza non è per tutti, se conti sulle tue forze allora puoi farcela. Queste parole non sono state per niente il benvenuto che mi aspettavo”. “Spazi troppo affollati e studenti dappertutto - dichiara Mirko Lo Giudice - Nessuno a cui chiedere informazioni, mi sono sentito lasciato a me stesso e non mi è piaciuto. Al liceo, provengo dal classico, l’ambiente era più ovattato. Se questo è il Dipartimento, non ci siamo proprio”. Perplesso Ignazio Guidi: “Gli studenti che arrivano già in giacca e cravatta il primo giorno che problemi hanno? Sono una matricola e già è un miracolo se sono riuscito a capire dove sedermi, a ricordare il nome del docente e far finta di prendere appunti. Oggi ho visto ragazzi ‘atteggiarsi’ a grandi avvocati. Mi chiedo se ho fatto bene ad iscrivermi”. C’è anche qualcuno che, indeciso sul da farsi, frequenta i corsi alla ricerca di un’ispirazione. “Prima di compiere il passo definitivo mi sono dato 15 giorni di frequenza - spiega Antonio Fiore - Sono indeciso tra gli studi giuridici e quelli economici che mi sembrano più concreti. Non ho mai studiato diritto. Se quello a cui assisterò in questi giorni non dovesse piacermi, rivolgerò il mio interesse altrove. D’altronde, non essendoci iniziative di orientamento mirate, dovrò fare un po’ da me”. Parole di conforto arrivano dagli studenti di anni successivi. “Giurisprudenza è molto meglio di come appare - dice Giulia Baronti, studentessa al IV anno - Le settimane più brutte sono le prime, poi ci si abitua al movimento, alla folla, si inizia a conoscere l’ambiente e si dimentica tutto. I nuovi iscritti sono fortunati, troveranno un Dipartimento...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 6 ottobre (n. 15/2017)
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